Vanvitelli - Laboratorio Roma

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le vedute di Gaspar Van Wittel

 

Gaspare Vanvitelli, nome con cui è noto in Italia, è il pittore olandese Gaspar Van Wittel, detto anche “Gaspare degli occhiali”.  
Nacque nel 1652 ad Amersfoort, vicino Utrecht e dopo un periodo di attività in patria, all'età di 22 anni si trasferisce a Roma. Dalla capitale pontificia van Wittel si sposterà solo per soggiornare periodicamente a Firenze, Urbino, Venezia, Napoli e Verona. La sua passione per il paesaggio e per la veduta che, a causa della sua minuziosa cura dei particolari, gli cagiona ben presto una forte diminuzione della vista (da cui il soprannome), nasce dai primi rilievi fatti sulle sponde del Tevere a Roma e commissionati dall'ingegner Meyer. Da qui in avanti van Wittel, che italianizza il suo nome in Vanvitelli, mette a punto una tecnica originale, prendendo spunto dai vedutisti e dai cartografi nordici di fine cinquecento, ma allo stesso tempo discostandosene e riuscendo a sintetizzare le architetture monumentali in un tessuto urbano semplice e modesto, con una luce aerea e nitida o cupa e crepuscolare. Egli ottiene codesti risultati anche grazie ad alcuni strumenti già usati dai vedutisti del nord, come la "scatola ottica". L'artista diventa ben presto il vedutista più conteso dalle famiglie nobili di Roma, dagli Odescalchi ai Colonna, dagli Albani agli Ottoboni, così come da numerosi artisti in visita in Italia per il Grand Tour. L’artista mori a Roma, il 13 settembre 1736.

Roma fu senza dubbio il soggetto principale delle vedute di Van Wittel. Qui l’artista si stabilì in occasione del Giubileo del 1675, negli anni cioè in cui la città assumeva la veste urbanistica e architettonica che conserverà, quasi invariata, fino alla fine dell’Ottocento: Van Wittel la ritrarrà nei suoi aspetti più moderni e attuali secondo punti di vista e tagli prospettici del tutto inediti.  
Eppure fino agli anni sessanta del novecento questo artista era quasi del tutto ignorato; poi, nel 1966, lo studioso Giuliano Briganti pubblicò una monografia dedicata a Gaspar van Wittel e questo costituì l'inizio di una lenta e progressiva riscoperta di questo pittore, che oggi viene considerato all'origine del vedutismo settecentesco, quindi, anticipatore rispetto a pittori più noti e celebrati, primo fra tutti il Canaletto. Le opere di van Wittel sono diffuse nei maggiori musei e, soprattutto, nelle collezioni private del mondo. Oltre a Roma, che ne possiede il nucleo più cospicuo nella Pinacoteca Capitolina, Galleria Colonna, Doria-Pamphilij, Palazzo Corsini e Palazzo Barberini, se ne trovano altre a Palazzo Pitti a Firenze e nei musei napoletani, soprattutto nei musei di San Martino e di Capodimonte. La maggior parte dei dipinti di van Wittel resta comunque in mano a privati e a diverse fondazioni, come il Palazzo Leone Montanari a Vicenza o il Palazzo Zevallos a Napoli; il maggior numero dei suoi disegni, invece, è conservato alla Reggia di Caserta.


 

le vedute

 
 
 
 

Sergio Natalizia - 2010

 
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