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Foro romano e Palatino

Vetrina > Aree archeologiche
Foro romano e Palatino
Indirizzo: Via della Salara Vecchia, 5/6 - Via di San Gregorio, 30 - piazza di Santa Maria Nova, 53 - rione Campitelli
Archeologia romana -area archeologica
Datazione: II secolo a.C.
Scheda
L’area archeologica del Foro Romano–Palatino è uno dei siti archeologici più importanti al mondo. L'area del Foro rappresentava il cuore della vita commerciale, politica e giudiziaria di Roma antica: era il luogo di incontro dell’intera comunità capitolina, il luogo del mercato e della politica, il luogo degli incontri e degli scambi. Il Palatino fu sede di agglomerati di capanne della prima età del Ferro, di cui restano tracce delle buche di palo e dei canali di drenaggio delle acque presso la Casa di Augusto. Secondo la tradizione Romolo cinse la collina con una fortificazione di forma quadrangolare dando vita al primo nucleo della città (Roma Quadrata). Il successivo sviluppo dell’abitato e la fusione con gli abitati vicini portò alla formazione della Roma del periodo monarchico che aveva come suo fulcro la valle del Foro, usata per assemblee e per il mercato, nonché sede della Regia (la modesta abitazione del rex), della Curia (luogo di riunione del Senato composto dai patres delle più importanti famiglie romane), del Lapis Niger (oscuro altare dedicato al dio Vulcano) e della Casa delle Vestali, le sacerdotesse addette al culto del sacro fuoco nell’adiacente Tempio di Vesta. Con la repubblica il Palatino si caratterizzò come quartiere preferito dall’aristocrazia romana, che qui aveva innalzato splendide dimore (Casa dei Grifi); il Foro, pavimentato, era il centro del dibattito politico e ospitò il Tempio di Saturno, il Tempio della Concordia ed il Tempio dei Castori, la Fonte di Giuturna, taberne dei mercanti e infine la grande Basilica Emilia; il Foro si colmava anche di monumenti onorari eretti in ricordo degli eroi della repubblica. Con l’impero  il Palatino si caratterizzò come cuore del potere imperiale (Casa di Augusto e di Livia, Domus Tiberiana, Domus Flavia o Augustana) mentre il Foro fu completato nel suo aspetto di piazza monumentale con l’erezione della Basilica Giulia, del Tempio del divo Cesare, del Tempio di Vespasiano e Tito e poi del Tempio di Antonino e Faustina. Sotto Adriano fu eretto l’enorme Tempio di Venere e Roma davanti al Colosseo, sotto Elagabalo il Tempio di Elagabalo sul Palatino e infine, da Massenzio e poi Costantino, la Basilica di Massenzio. Con la fine dell’Impero e il progressivo abbandono dell’area gli interventi si limitano alla realizzazione della Chiesa di Santa Maria Antiqua (VI secolo) che riutilizza strutture precedenti e all’innalzamento della Colonna di Foca agli inizi del VII secolo. In breve il Foro si trasformò nel Campo Vaccino, area abbandonata di pascolo per gli animali. Con le sempre più frequenti assenze degli imperatori da Roma e la decadenza della città, anche il Palatino decadde, pur rimanendo residenza ufficiale dei re goti e degli esarchi bizantini e vi abitarono anche Papi ed imperatori del nuovo Impero d'Occidente. Dopo il Mille, in mezzo ed al di sopra delle rovine antiche, sorsero conventi, chiese, giardini, fortezze nobiliari. Nel 1535 il Vignola realizzò per Alessandro Farnese una Villa con splendidi giardini, e gran parte del Colle fu trasformata nella Villa dei Farnese e gli Orti Farnesiani furono il primo orto botanico del mondo. Nella prima metà del XVIII secolo si iniziarono gli scavi, ma l'esplorazione archeologica regolare ebbe inizio solo quando nel 1860 Napoleone III acquistò gli Orti Farnesiani. Riunita Roma all'Italia, il Governo italiano riacquisì l'area e promosse una campagna di scavi che mise in luce le antiche memorie della parte centrale del Palatino, e il restauro di tutto il gruppo di rovine che si protende sulla valle del Circo Massimo.
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