la festa de Noantri - Laboratorio Roma

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la festa de Noantri

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la festa de "Noantri"

La Festa de' Noantri si svolge ogni anno durante il mese di luglio in Trastevere, nell’ambito delle celebrazioni in onore della Madonna del Carmine. Le origini della festa sono avvolte dalla leggenda: si racconta, infatti, che nell’anno 1505, dopo una furiosa tempesta, nei pressi della foce del Tevere fu rinvenuta da alcuni pescatori una statua di legno della Vergine Maria. La statua fu portata, via fiume, fino alla chiesa di S. Crisogono, retta dai Carmelitani.
Da quando “noantri”, ovvero gli abitanti trasteverini (in contrapposizione a “voantri” in quanto abitanti in altri quartieri al di là del fiume), la affidarono ai Carmelitani, quella che subito venne anche chiamata la “Madonna fiumarola” è la protettrice dei romani trasteverini, che ogni anno la omaggiano e festeggiano con la festa delle feste: la "Festa de Noantri", appunto.  
Da allora e sino ad oggi, ogni anno, il primo sabato dopo il 16 luglio, la statua della Vergine, ricoperta di gioielli e abiti preziosi, viene portata in processione per le strade del rione fino alla chiesa di San Crisogono, dove rimane per otto giorni (l’ottavario dell’adorazione) per tornare poi nella chiesa di Sant’Agata. La statua viene trasportata su una pesante macchina in legno sorretta da baldi giovanotti. "Li mejo fusti" del rione del tempo si contendevano il privilegio di portare il massiccio tronco o lo stendardo che quanto a pesantezza, non era da meno. Per alleviare la fatica, i prestanti giovanotti si fermavano spesso lungo il percorso, sotto lo sguardo ammirato delle ragazze del rione, per bere un goccio (inutile dirlo, di vino!), tanto che in genere giungevano a destinazione praticamente ubriachi, ma sempre e comunque pronti per un'abbuffata ed un'altra bevuta in osteria, dove sarebbero proseguite le, non sempre pacifiche, discussioni.  Di tanto in tanto si arrivava anche alle mani, e scoppiavano risse nel corso delle quali poteva pure capitare che spuntasse fuori qualche coltello. Ci si accalorava molto, la questione era considerata di primaria importanza, perché, come sottolineava il Belli: " Ner portà bene lo stendardo e er tronco/ lì se vedeva l'omo". Le centinaia di persone che seguivano la processione si riversavano poi nelle strade, dove erano sistemati dei tavolini, per mangiare e bere vino.
A partire dai primi anni venti, alla commemorazione religiosa, oltre ai tradizionali venditori di mostaccioli, fusaje, cocomero e grattachecche, alle bancarelle e alle tavolate con il vino dei castelli, si sono aggiunti anche spettacoli teatrali e musicali, con tanto di spettacolo pirotecnico.


immagini della Festa de' Noantri

Sergio Natalizia - 2010

 
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