Vasi
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Le Magnificenze di Roma di Giuseppe Vasi
Giuseppe Vasi, nato a Corleone (Palermo) il 27 agosto 1710, è stato uno dei più importanti incisori di veduta nella Roma del diciottesimo secolo. Giunto a Roma nel 1736 già educato all'arte incisoria grazie agli studi intrapresi in Sicilia, dopo un triennio di apprendistato entrò a far parte della cerchia di papa Clemente XII. Questi contatti gli garantirono un posto importante all'interno della Calcografia Camerale, per la quale Vasi iniziò a realizzare vedute dei monumenti di Roma moderna.
Tra la fine degli anni Quaranta e i primi anni Sessanta del XVIII secolo, egli diede alle stampe la grandiosa opera dal titolo Delle Magnificenze di Roma antica e moderna, una raccolta di 10 volumi contenenti duecento incisioni che ritraevano la monumentalità della città classica, ricca di quel fascino decadente molto in voga tra la committenza pubblica e privata dell'epoca, e l'evoluzione architettonica dell'altra città, quella in divenire. Divenne membro della prestigiosa Accademia di San Luca e dell'Accademia dell'Arcadia di Roma; inoltre fu nominato conte palatino e cavaliere dell'Ordine dello Speron d'Oro.
A Roma il Vasi ebbe modo di approfondire e perfezionare non tanto la sua tecnica, peraltro già avanzata, ma soprattutto la sua conoscenza degli aspetti classici e moderni della città, nonché gli eventi storici e artistici inerenti all’arte incisoria e grafica in generale. Sempre più interessato alla propria integrazione nella realtà sociale ed economica romana, Giuseppe Vasi concentrò la sua produzione artistica seguendo principalmente due tematiche di sicuro successo commerciale: una di queste comprendeva le cosiddette scene di genere, ove protagonista era l'alta società romana, ritratta perlopiù in contesti di vita mondana; l'altro filone tematico che il Vasi trattò fu quello delle vedute urbane di Roma. Attraverso quest'ultime l'artista siciliano ha potuto raccontare non solo gli splendori e il progresso della città moderna, ma anche il rapporto che l'Urbe stava tessendo con il proprio glorioso passato.
Lapide commemorativa di Giuseppe Vasi
Nella metà del XVIII secolo, Giuseppe Vasi poté aprire un suo studio-bottega presso Palazzo Farnese in Roma, a quel tempo di proprietà di Carlo III di Borbone, Re di Napoli e di Sicilia. La bottega del corleonese non si limitava però alla sola produzione di stampe a incisione, egli infatti fu in grado di promuovere un'attività che fosse anche didattica, condividendo collezioni di antichità, opere originali e copie di reperti archeologici che favorissero la conoscenza del mondo classico.
Tra i praticanti del Vasi il più illustre fu il veneziano Giovan Battista Piranesi che proprio dal Vasi apprese le prime tecniche dell'arte incisoria, ma Piranesi ben presto si mise in proprio, avviando un'attività che ricalcava le caratteristiche di "laboratorio-studio" del maestro Vasi.
Nel 1765 Vasi pubblicò il Gran Prospetto dell'alma città di Roma, uno straordinaria pianta dell'intera città di Roma, realizzata in dodici lastre, misura 1025 x 2615 mm, la più grande mai dedicata alla città.
La sua fama ha sofferto molto del confronto con Giovanni Battista Piranesi soprattutto nella parte finale della carriera pur continuando comunque a mantenere attiva la sua impresa calcografica, con l'aiuto del figlio Mariano Vasi, fino all’anno della sua morte, nel 1782.
le magnificenze di Roma
© Sergio Natalizia