ottobre
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I giorni di Roma
Ottobre
1 ottobre 1945
Prima visione per il pubblico di “Roma, città aperta”
Viene presentato in prima visione per il pubblico il film di Roberto Rossellini “Roma città aperta”, struggente capolavoro che ricorda i tragici avvenimenti avvenuti durante l’occupazione nazista della città. I grandi interpreti sono Aldo Fabrizi che impersona un sacerdote ispirato a Don Giuseppe Morosini, fucilato a Forte Bravetta, e a Don Pietro Pappagallo, ucciso nelle Fosse Ardeatine; e una insuperabile Anna Magnani, che incarna Pina, barbaramente uccisa dai nazisti mentre sta correndo dietro al camion dove hanno caricato il suo promesso sposo. Grande fu l’afflusso di spettatori: il film risultò campione d’incassi della stagione e divenne per il cinema il manifesto di un nuovo corso, capolavoro di rottura ancora oggi emotivamente sconvolgente, che ha insegnato al mondo intero come far parlare la vita attraverso lo schermo.
11 ottobre 1962
Il discorso della luna di Papa Giovanni XXIII
Il discorso della luna è uno dei più celebri discorsi di papa Giovanni XXIII. Fu pronunciato a braccio l'11 ottobre 1962, dalla finestra del palazzo Apostolico della Città del Vaticano, alla folla riunita in piazza San Pietro al termine della fiaccolata che concludeva la giornata di apertura del Concilio Ecumenico Vaticano II. Con un tono familiare, fece un discorso semplice e breve che è divenuto una delle allocuzioni più celebri della storia della Chiesa; parole che conquisteranno e commuoveranno il mondo intero: "Cari figlioli, sento le vostre voci. La mia è una sola, ma riassume tutte le voci del mondo e qui di fatto il mondo è rappresentato. Si direbbe che persino la luna si sia affrettata stasera… Osservatela in alto, a guardare questo spettacolo… Noi chiudiamo una grande giornata di pace… Sì, di pace: ‘Gloria a Dio, e pace agli uomini di buona volontà. Continuiamo dunque a volerci bene, a volerci bene così; guardandoci così nell'incontro: cogliere quello che ci unisce, lasciar da parte, se c'è, qualche cosa che ci può tenere un po' in difficoltà... Tornando a casa, troverete i bambini, date una carezza ai vostri bambini e dite: questa è la carezza del Papa. Troverete qualche lacrima da asciugare: dite una parola buona. Il Papa è con noi, specialmente nelle ore della tristezza e dell'amarezza. E poi, tutti insieme ci animiamo: cantando, sospirando, piangendo, ma sempre pieni di fiducia nel Cristo che ci aiuta e che ci ascolta, continuiamo a riprendere il nostro cammino".
16 ottobre 1943
Rastrellamento del Ghetto
Il 16 ottobre del 1943 è ricordato come il "sabato nero" del ghetto di Roma. Alle 5.15 del mattino le SS naziste invasero le strade del Portico d'Ottavia e rastrellarono 1023 persone, tra cui oltre duecento bambini. Due giorni dopo, alle 14.05 del 18 ottobre, diciotto vagoni piombati partirono dalla stazione Tiburtina. Dopo sei giorni arrivarono al campo di concentramento di Auschwitz in territorio polacco. Altri vennero poi uccisi il 24 marzo 1944 alle Fosse Ardeatine. Da Auschwitz tornarono solo in sedici e nessuno dei duecento bambini deportati sopravvisse. I sedici sopravvissuti, destinati a riportare indietro, oltre alla fortuna di non essere morti, il peso della memoria che il rastrellamento del ghetto di Roma ha lasciato alla città e al mondo.