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aprile

Memorie > I giorni di Roma
I giorni di Roma
Aprile
21 aprile 753 a.C.
Natale di Roma
E’ il Natale di Roma, la data in cui, secondo la tradizione, Romolo avrebbe fondato la città. La fissazione al 21 aprile, è stata riportata dallo storico Marco Terenzio Varrone, sulla base dei calcoli effettuati dall’astrologo Lucio Taruzio. Da questa data in poi deriverà la cronologia romana, definita infatti con la locuzione latina Ab Urbe condita, ovvero "dalla fondazione della Città", che contava gli anni a partire da tale presunta fondazione. In tale contesto i Romani hanno elaborato un complesso racconto mitologico sulle origini della città e dello stato, che ci è giunto attraverso le opere storiche di Tito Livio, Dionigi di Alicarnasso, Plutarco e quelle poetiche di Virgilio e Ovidio, quasi tutti appartenenti all’età augustea. In quest’epoca le leggende riprese da testi più antichi sono state rimaneggiate e fuse in un racconto unitario, nel quale il passato mitico veniva interpretato in funzione delle vicende dell’epoca augustea. I moderni studi storici e archeologici, che si basano sia su queste ed altre fonti scritte, sia sugli oggetti e i resti di costruzioni rinvenuti in vari momenti negli scavi, da sempre tentano di ricostruire la realtà storica che sta dietro al racconto mitico, nel quale man mano si sono andati riconoscendo alcuni elementi di verità.

17 aprile 1944
Rastrellamento del Quadraro
Nelle prime ore del 17 aprile 1944 le SS tedesche, comandate da Herbert Kappler e coadiuvate dai fascisti della Banda di Pietro Kock, circondarono l’area dove sorgeva il borghetto del Quadraro e arrestarono circa un migliaio di uomini di età compresa tra i 15 e i 60 anni, ritenuti “validi” cioè atti al lavoro coatto. I rastrellati furono ammassati nel cinema Quadraro, dove furono schedati e divisi in gruppi, per poi essere trasferiti negli stabilimenti cinematografici di Cinecittà. Qui li raggiunse il parroco di Santa Maria del Buon Consiglio, Don Gioacchino Rey, chiedendo di essere ascoltato dalle SS (secondo alcuni offrendosi anche come prigioniero al posto degli uomini arrestati). L’intervento del parroco fu essenziale per la memoria futura, poiché riuscì a raccogliere centinaia di biglietti che i prigionieri indirizzavano alle famiglie come ultimo pensiero, ma che servirono anche a redigere un elenco dei deportati. Secondo quell’elenco, i rastrellati del Quadraro che partirono per i campi di lavoro della Germania e della Polonia furono 683. Il quartiere era definito “nido di vespe” dai tedeschi, a causa del disprezzo verso tedeschi e fascisti nella zona, abitata da fasce di popolazione povera e da sfollati delle zone del fronte. Era tanto antifascista che si diceva che, per sfuggire dai tedeschi, “o vai al Vaticano o al Quadraro”.

15 aprile 1909
Wilbur Wright vola nei cieli di Roma
Il 15 aprile del 1909 segnò l’alba dell’aviazione italiana, dopo l’era dei dirigibili e dei palloni aerostatici. In quel giorno, infatti, Wilbur Wright, che solo 6 anni prima, negli Stati Uniti, aveva effettuato con il fratello Orville il primo volo della storia con il Flyer 1, compì il primo volo nei cieli di Roma, decollando dal campo di volo di Centocelle. Wright, era arrivato a Roma il primo aprile del 1909, accolto dal maggiore dell’Esercito Maurizio Mario Moris, membro fondatore del Circolo degli Aviatori. Il 9 aprile il pilota fu ricevuto in udienza particolare dal Re Vittorio Emanuele III, interessato alle nuove idee e alle invenzioni sul volo. Il 15 aprile l’aeroplano di Wright fu portato fuori dall’aviorimessa dell’aeroporto di Centocelle e piazzato sulla rotaia da cui decollò, rimanendo in volo per circa 10 minuti a un’altezza di 30 metri e il giorno successivo Wright effettuò altri quattro voli il primo dei quali con il suo primo allievo, il tenente di vascello della Marina militare Mario Calderara che a settembre di quell’anno sarebbe diventato il primo pilota italiano. I voli continuarono fino al 26 aprile: in Italia Wilbur Wright, in 11 giorni, effettuò in tutto 67 voli, di cui 19 con passeggeri.
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