novembre
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I giorni di Roma
Novembre
18 novembre 1626
Consacrata la basilica di San Pietro
Dopo 120 anni di lavori, cui presero parte i più grandi geni della storia dell'architettura, papa Urbano VIII consacra la Basilica di San Pietro. Sorta nel luogo di sepoltura dell'apostolo Pietro, il progetto della nuova basilica in luogo di quella voluta dall'imperatore Costantino nel 324, fu promosso da Papa Niccolò V verso la metà del XV secolo, ma la posa della prima pietra si ebbe con Giulio II il 18 aprile 1506. La direzione dei lavori fu affidata inizialmente al Bramante ma fu Michelangelo Buonarroti che diede un'impronta definitiva all'opera, segnandone per sempre il profilo architettonico e la collocazione nel tessuto urbano di Roma. Il Buonarroti disegnò la cupola, oggi considerata un monumento simbolo della Capitale, realizzata dopo la sua morte dal discepolo Giacomo della Porta. L'ultimo fondamentale ritocco al progetto originario si deve a Carlo Maderno, che prolungò la navata centrale fino all'attuale piazza San Pietro ed eresse la facciata. Luogo simbolo della fede cattolica e scrigno di opere d'arte senza tempo la Basilica di San Pietro è stata riconosciuta nel 1980 Patrimonio dell'Umanità e posta sotto l'egida dell'UNESCO.
24 novembre 1868
Ultima esecuzione capitale nello Stato Pontificio
Il 24 novembre 1868 è il giorno in cui, per l’ultima volta nello Stato Pontificio, furono giustiziati due condannati a morte. Si chiamavano Giuseppe Monti e Gaetano Tognetti. Furono portati nella piazza dei Cerchi, con le mani legate, provvisti dei sacramenti, e ghigliottinati. Erano colpevoli di avere compiuto un attentato, il 22 ottobre 1867, contro la caserma Serristori, facendo saltare una polveriera e uccidendo 25 soldati del reggimento degli zuavi pontifici, creato per proteggere lo Stato pontificio. L’assalto al Vaticano doveva permettere alle truppe rivoluzionarie di Garibaldi di irrompere tra le mura della Roma papalina ma la progettata rivolta non venne innescata. Il giorno seguente, infatti, i volontari garibaldini caddero sconfitti dalle milizie pontificie a Villa Glori. Poco dopo Monti e Tognetti vennero catturati e dovettero rispondere di quello che fu considerato un attentato al mondo cattolico e alla vita del Papa: fu loro inflitto il massimo della pena e furono condannati entrambi alla ghigliottina. Due anni dopo quegli avvenimenti ci fu la Breccia di Porta Pia che segnò la fine dello Stato Pontificio. La pena di morte in Vaticano, anche se limitata ai casi di attentato alla vita del vescovo di Roma, è stata legalmente riconosciuta fino al 1969 quando Papa Paolo VI la rimosse dagli statuti vaticani; fu poi formalmente abolita solo nel 2011 per volere di Papa Giovanni Paolo II. Nel 2018 Papa Francesco ha definitivamente dichiarato la pena di morte incompatibile con la fede cattolica.
27 novembre 1880
Inaugurato il Teatro dell'Opera di Roma
Il 27 novembre del 1880 con l’opera Semiramide di Rossini, diretta dal maestro Giovanni Rossi, alla presenza del re Umberto I di Savoia e della regina Margherita di Savoia veniva inaugurato il Teatro dell'Opera di Roma conosciuto anche come Teatro Costanzi, dal nome del suo artefice, Domenico Costanzi. Proprio Domenico Costanzi ne aveva affidato la realizzazione all’architetto milanese Achille Sfondrini (1836-1900) che lo edificò in diciotto mesi sull’area anticamente occupata dalla villa di Eliogabalo, scegliendo lo stile neorinascimentale particolarmente in voga all'epoca.
Costanzi ne fu anche il primo gestore e sotto la sua direzione il Teatro ospitò «prime assolute» di opere, quali Cavalleria rusticana (17 maggio 1890) e L’amico Fritz di Mascagni (31 ottobre 1891), poi diventate famosissime. Anche il successivo direttore, il figlio Enrico Costanzi, ebbe il merito di aver contribuito alla realizzazione di altre grandi “prime”, come Tosca di Puccini (14 gennaio 1900) e Le maschere (17 gennaio 1901).
Nel 1926 il Comune di Roma acquistò il teatro e ne assunse la gestione pianificando lavori di completamento, ampliamento e ristrutturazione affidati all'architetto Marcello Piacentini, che rifece integralmente i prospetti esterni e aumentò di uno i tre ordini di palchi originali e fece installare uno straordinario lampadario di cristallo di murano considerato il più grande d'Europa. Il teatro assunse il nome di Teatro Reale dell'Opera e fu reinaugurato il 27 febbraio 1928 con il Nerone di Arrigo Boito diretto da Gino Marinuzzi. Con l’avvento della Repubblica il teatro acquisì l’attuale denominazione di “Teatro dell’Opera”.