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la processione delle zitelle

Memorie > Tradizioni
La festa dell'Annunciazione e
la processione delle zitelle

Introdotta nel calendario liturgico romano alla fine del VII secolo e fissata al 25 marzo, nove mesi prima del Natale, per secoli a Roma la solennità dell’Annunciazione aveva come avvenimento centrale una singolare e fastosa cerimonia che si svolgeva nella chiesa di Santa Maria sopra Minerva alla presenza del papa: la frequentatissima “processione delle zitelle”. Il rito era stato istituito alla metà del Quattrocento dall’Arciconfraternita della Santissima Annunziata, con lo scopo di aiutare economicamente le fanciulle “oneste e di buona fama”, ma prive di mezzi, a sposarsi o entrare in convento, mantenendole sulla retta via. Vestite di bianco e interamente “ammantate”, coperte cioè da un velo che lasciava a stento intravedere gli occhi, le fanciulle entravano in chiesa con un cero in mano e si inginocchiavano dinnanzi al pontefice per il rituale bacio della “sacra pantofola”, ricevendo un sacchetto di seta bianca con la dote in monete. La cerimonia fu sospesa dopo il 1870, con l’Unità d’Italia; ne rimane memoria nella chiesa il dipinto dell’Annunciazione, opera di Antoniazzo Romano: mentre l’arcangelo Gabriele le annuncia la futura maternità, la Vergine Maria è intenta a consegnare un sacchetto a tre giovani accompagnate dal cardinale Juan de Torquemada, zio del famoso inquisitore e fondatore dell’Arciconfraternita.

Annunciazione-Antoniazzo Romano-1500
© Sergio Natalizia
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