febbraio
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I giorni di Roma
Febbraio
3 febbraio 1994
Il rapimento del Bambinello dell'Aracoeli
La chiesa di Santa Maria in Aracoeli sulla cima del Campidoglio custodisce una delle icone più venerate dai cittadini romani. Benedice la città di Roma nel giorno dell'Epifania e riceve ex voto da fedeli di tutto il mondo che si affidano ai poteri miracolosi che la tradizione gli attribuisce. Si tratta della statua lignea del Santo Bambino che la tradizione vuole abbia poteri in grado di concedere grazie e guarire dalle malattie. Una leggenda narra persino che le sue labbra cambiassero colore diventando rosse quando stava per essere concessa una grazia e pallide quando, invece, non c'era più speranza. Proprio per questo l'intera scultura era ricoperta di ex voto e riceveva una moltitudine di lettere dai bambini di tutto il mondo. Purtroppo, il 3 febbraio 1994 la statua venne trafugata ed oggi non ne resta che una copia che non ha comunque perso l'enorme impatto mistico ed emotivo sui suoi fedeli e che in pochi anni è stata già nuovamente coperta di ex voto. Le origini di questa icona amatissima dai Romani ma conosciuta in tutto il mondo sono avvolte nel mistero: si narra che il Santo Bambino originale fosse stato intagliato da un frate francescano nel legno di un ulivo del Getsemani sul finire del XV secolo. Per paura di non riuscire a dipingerlo come avrebbe voluto, una sera, prima di coricarsi, pregò il Bambino affinchè gli desse l'ispirazione. Il mattino seguente trovò la statua miracolosamente dipinta. Il Santo Bambino, che si presentava come una scultura di circa 60 centimetri riccamente abbigliata con fasce di tessuto dorato tempestato di gemme ed ex voto, venne già trafugato nel XVIII secolo, per poi fare ritorno, secondo la leggenda, da sé al suono delle campane dell'Aracoeli. Dopo il rapimento del 1994, però, la scultura non ha fatto ritorno, né è stata ritrovata o restituita ed oggi, dunque, se ne può ammirare soltanto una fedele riproduzione.
4 febbraio 1960
la Prima de “La Dolce vita”
Viene proiettata in prima visione nazionale, al Cinema Fiamma di Via Bissolati, il film di Federico Fellini “La Dolcevita”, con Anita Ekberg e Marcello Mastroianni. Sarà tra i film più celebri della storia del cinema, vincitore della Palma d'oro al 13º Festival di Cannes e dell'Oscar per i costumi.
Dopo la "prima" si scatenarono le polemiche: Federico Fellini, si prende del comunista e uno sputo in faccia. Al protagonista del film, Marcello Mastroianni, gridarono: "Vigliacco, vagabondo, comunista". Il film batte ogni record di incassi e diventa un caso nazionale. L'opinione pubblica si schiera, il Paese si divide. Tutti ne parlano: critici, scrittori, politici, nobili, preti, gente qualunque. Non pochi timori di insuccesso commerciale serpeggiavano fra gli uomini della produzione. Invece le cose andarono in maniera diametralmente opposta, affermandosi come uno dei maggiori incassi della storia del cinema italiano.
9 febbraio 1849
Proclamazione della Repubblica Romana
Il 1849 fu uno degli anni cruciali del Risorgimento, il periodo storico che portò alla formazione di un’Italia unita, libera e indipendente. A Roma, sotto la spinta di moti popolari che chiedevano libertà e democrazia, crollò il regime pontificio e il Papa Pio IX fuggì a Gaeta. Il 9 febbraio 1849 un’Assemblea eletta con suffragio universale decretò la fine del potere temporale dei papi e proclamò la Repubblica Romana affidandone la guida a un Triumvirato composto da Giuseppe Mazzini, Aurelio Saffi e Carlo Armellini. Come bandiera, la Repubblica adottò il tricolore.