Vai ai contenuti
Salta menù
Salta menù
laboratorioRoma.it

marzo

Memorie > I giorni di Roma
I giorni di Roma
Marzo
1 marzo 1968
Gli scontri a Valle Giulia
A scatenare la vicenda fu la decisione del rettore dell’Università di Roma, Pietro Agostino D’Avack, di far sgomberare gli atenei occupati nel corso del mese precedente. Se gli studenti universitari utilizzarono, come casus belli, il progetto di riforma universitaria approntato dal governo, in realtà è entro un quadro ben più ampio che se ne collocarono le motivazioni più profonde. Nell’Italia degli anni Sessanta il conflitto generazionale era più vivo che mai: in una società ancora legata a valori conservatori, le nuove generazioni sentivano il bisogno di cambiare le cose a tutti i costi. Quattromila persone si radunarono in Piazza di Spagna e si incamminarono verso la Facoltà di Architettura di Valle Giulia per “liberarla” dalla presenza della Polizia e riprendere l’occupazione della facoltà. Ad attenderli, una formazione della Squadra Mobile. Gli scontri con le forze dell’ordine furono pesanti e violenti, si contarono più di 600 feriti; ci furono quattro arrestati e oltre duecento i denunciati. La battaglia di Valle Giulia ebbe però un significato più complesso, perché rappresentò un momento in cui il Movimento studentesco iniziò ad abbandonare le rivendicazioni legate al mondo dell’istruzione per diventare un movimento trasversale, spesso poco controllato dai partiti a dai sindacati, che di lì a poco avrebbe dato vita a proteste e scioperi in tutta Italia e che sarebbe culminato nell’autunno caldo del ’69 nelle grandi fabbriche del nord. Fu un evento importante che indusse Pier Paolo Pasolini a scrivere un articolo rimasto storico; in sintesi, Pasolini rimproverava studenti universitari, spesso figli della piccola e media borghesia, di alimentare odio nei confronti dei poliziotti, figli invece di contadini e operai, che rischiavano la vita per una paga modesta. Quanto accade il primo marzo 1968 è una storia che durò poche ore, ma preannunciò la violenza e il dolore del decennio seguente: stavano per iniziare gli Anni di Piombo.

3 marzo 1909
Inaugurazione del Teatro Jovinelli
Il Teatro Ambra Jovinelli nacque nel 1909 per volontà dell’impresario teatrale Giuseppe Jovinelli, intenzionato a costruire un teatro di varietà dal volto lussuoso e degno di essere equiparato ad un teatro di prosa, di norma stilisticamente più ricco e nobile. Venne eretto nella scomparsa Via Guglielmo Pepe, nel quartiere Esquilino ed è tuttora uno dei più importanti teatri storici romani, nonché l’unico a Roma costruito in stile Liberty.
Negli anni precedenti la Prima guerra mondiale, il Teatro Jovinelli divenne uno dei più importanti teatri di varietà della capitale. Il programma degli spettacoli comprendeva, in genere, numeri di canzonettiste e duettisti, attori comici e macchiettisti, danzatrici, acrobati e trasformisti.
Fra i comici che si esibirono al Teatro Jovinelli nei primi anni furono Raffaele Viviani ed Ettore Petrolini.


15 marzo 44 a.C.
Le Idi di Marzo
Giulio Cesare viene assassinato nella Curia con 23 pugnalate, inferte da un gruppo di congiurati, tra cui il figlio adottivo Marco Giunio Bruto, Gaio Cassio Longino, Decimo Bruto e altri tra i quasi 60 senatori congiurati. Prima di spirare sembra che abbia avuto la forza di dire: “Tu quoque, Brute, fili mi!” “Anche tu, o Bruto, figlio mio!” Il fatto avvenne nella Curia di Pompeo, nella zona dell’odierna Largo di Torre Argentina, dove spesso si riuniva il Senato romano. Sulla certezza della data non v’è dubbio ed è testimoniata da Svetonio e da Plutarco che riferiscono il fatto parlando delle idi di marzo corrispondenti al 15 marzo del calendario romano, giorno festivo in omaggio a Marte dio della guerra.
created by Web Expression X5 pro
Torna ai contenuti