settembre
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I giorni di Roma
Settembre
2 settembre 590
Quando San Michele fermò la peste
In una Roma flagellata da un’epidemia di peste, papa Gregorio Magno decise di organizzare una processione per invocare l’aiuto divino, alla quale parteciparono tutti gli ordini del clero e l’intera popolazione. La processione attraversò le vie della città, per portare a San Pietro l’immagine di Maria Salus populi Romani, conservata in Santa Maria Maggiore e ritenuta dipinta dall’evangelista Luca. indice una solenne processione. Quando il corteo giunse nei pressi di Castel Sant’Angelo, sulla sommità del Castello apparve un angelo circondato di luce che rinfoderava la spada. Era il segno della fine della peste. Da allora il castello prenderà il nome “Sant’Angelo” e una statua dell’angelo verrà posta sulla sua sommità.
9 Settembre 1349
Il terremoto che sconvolse Roma
Roma viene colpita da un forte terremoto, probabilmente l’evento sismico più grande nella città di cui si ha notizia: vengono distrutti il campanile della Basilica di San Paolo, una parte della Torre delle Milizie, molte case del Laterano e dei Rioni limitrofi. Si registrano danneggiamenti anche alla Basilica di San Giovanni in Laterano, a San Pietro in Vaticano, all’Anfiteatro Flavio, all’Arco di Costantino, alla Basilica di Massenzio ed al Pantheon. Dopo questo terremoto sembra che Roma abbia goduto di una relativa “calma sismica”, perdurata fino al 1703, anno in cui si avvertirono in Roma varie decine di scosse, alcune delle quali causarono danni considerevoli agli edifici e qualche vittima.
20 settembre 1870
La breccia di Porta Pia
L’esercito italiano, guidato dal generale Cadorna, aprì una breccia di circa trenta metri nelle mura di Roma, accanto a Porta Pia, che consentì di travolgere le poche truppe pontificie e occupare la città: per le strade e ai balconi fu un tripudio di tricolori sventolati dai cittadini per salutare l'annessione di Roma all'Italia unita, di cui la città sarebbe divenuta capitale l'anno successivo. L'episodio segnò la fine dello Stato Pontificio e del potere temporale dei papi, difeso fino all'ultimo da Pio IX, che aveva opposto un secco “non possumus” alla proposta conciliante avanzata dal re Vittorio Emanuele II, compresa la Legge delle Guarentigie, promulgata nel 1871 e rimasta in vigore fino ai Patti Lateranensi del 1929.