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agosto

Memorie > I giorni di Roma
I giorni di Roma
Agosto
5 Agosto 358
Il miracolo della neve
Nella notte tra il 4 e il 5 agosto del 358 d.C. si verificò una incredibile nevicata sull’Esquilino. La leggenda racconta che il nobile patrizio romano Giovanni ricevette in sogno la visione della Madonna che gli chiese di costruire una basilica a Lei dedicata, designando con un miracolo il luogo dove sarebbe dovuta sorgere la chiesa. Il nobile romano riferì a papa Liberio il sogno, scoprendo che anche il papa aveva fatto lo stesso sogno; Liberio quindi si recò sul colle Esquilino e lo trovò, nonostante si fosse in piena e torrida estate, coperto di neve. Seguendo la superficie del terreno innevato, il pontefice fece tracciare il perimetro della nuova chiesa che prese il nome di “Santa Maria della Neve” o “Liberiana” dal nome del pontefice, per divenire quindi Santa Maria Maggiore. Oggi, il miracolo della Madonna della Neve a Roma è conosciuto in tutto il mondo ed è considerato, dai romani, uno degli eventi più rappresentativi delle proprie tradizioni. Roma ama le sue tradizioni, le leggende, la sua storia così ricca da secoli e anche se ormai il 5 di agosto è legato liturgicamente alla dedicazione della basilica di Santa Maria Maggiore, si rievoca tale prodigio grazie a uno spettacolo di suoni e luci nella piazza antistante la Basilica, durante il quale si assiste ad una “nevicata” artificiale cade dal cielo dell’estate romana.
14 agosto 1943
Roma viene dichiarata “Città aperta”
Il governo Badoglio proclama ufficialmente e unilateralmente Roma “città aperta”. Il 31 luglio precedente il ministro degli esteri, Raffaele Guariglia, aveva comunicato al Vaticano che Roma era stata dichiarata “città aperta”. Il 13 agosto la Santa Sede fa pervenire la comunicazione del governo Badoglio ai governi di Londra e Washington. L'espressione "città aperta" significa che la città non viene dotata di mezzi difensivi o offensivi e che per tali ragioni dovrebbe essere risparmiata dai bombardamenti o da azioni belliche. Mentre l’Italia smilitarizza effettivamente la città, la Germania ignora qualsiasi impegno al riguardo. I governi alleati perciò ignorano la dichiarazione unilaterale e si riservano “piena libertà di azione nei riguardi di Roma” che infatti, prima della sua liberazione, avvenuta il 4 giugno 1944, viene bombardata altre 51 volte.


24 agosto 410
Il saccheggio dei Visigoti
E’ stato uno degli eventi più traumatici della storia di Roma. Concluse il terzo assedio (dopo quelli del 408 e 409) condotto dai Visigoti di Alarico. La più potente capitale dell'antichità, per tre giorni (dal 24 al 27 agosto), fu in mano agli invasori che depredarono templi, luoghi pubblici e case private. La furia dei barbari si abbatté sui cittadini romani increduli; gli edifici più colpiti furono i palazzi del Celio e le ville sull'Aventino che furono incendiate; le terme di Decio vennero gravemente danneggiate, e il tempio di Giunone regina fu distrutto. Le statue del Foro furono spogliate, la curia Iulia, sede del senato, data alle fiamme e l'imperatrice Galla Placidia presa in ostaggio da Alarico. Nonostante tutto, Roma incuteva rispetto agli invasori e nei tre giorni di saccheggio Alarico impartì l'ordine di risparmiare i luoghi di culto (soprattutto la basilica di San Pietro), che considerò come luoghi di asilo inviolabili dove non poteva essere ucciso nessuno. L'evento ebbe un'immediata risonanza in tutto l'Impero e lo sconvolse moralmente. Per molti contemporanei il saccheggio di Roma fu una vera e propria “fine del mondo”, così come lo avevano conosciuto: “La luce del mondo si è spenta. L’Impero Romano è stato decapitato. La distruzione di una sola città ha distrutto il mondo” scrisse San Gerolamo (347-420) nelle sue “Epistole”. I Visigoti lasciarono la città, ma il mito dell'inviolabilità di Roma era crollato (era dal sacco di Brenno, avvenuto 800 anni prima, che era rimasta inespugnata).

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