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la leggenda della pulzella

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la leggenda della "pulzella"
Sull’Isola Tiberina, si trova una torre medievale, fatta erigere dalla famiglia Pierleoni nel XII secolo e appartenuta poi ai Savelli e, dal Trecento, ai Caetani, dai quali prende il nome attuale. La Torre, eretta a guardia dell’antico Ponte Fabricio, detto anche Ponte Quattro Capi, fu realizzata in laterizio: presenta tre ordini di antiche finestre e parte delle mostre in marmo, ed è ciò che resta di un complesso di edifici edificati nell'arco di quattro secoli. È nota anche come “Torre della Pulzella” per la piccola testa femminile in marmo, un po' consumata dal tempo, incastonata nella muratura della parete della torre. La tradizione narra che intorno al 1350 una giovane nobildonna (la "pulzella", appunto) venne rinchiusa nella torre dalla sua stessa famiglia a causa del suo fermo rifiuto di sposare un ricco e anziano aristocratico scelto per lei. La fanciulla era infatti innamorata di un giovane soldato partito per la guerra e si narra che abbia scelto la reclusione pur di non tradire il suo amore. La leggenda vuole che passò il resto dei suoi giorni affacciata a una delle finestre, nell'inutile e fedele attesa che il suo amato tornasse dalla guerra. La scultura è in realtà di epoca romana e databile al I secolo, anche se, ai più romantici, piace pensare che la nobildonna, a dispetto del tempo, sia ancora lì, nell’attesa che un giorno possa veder arrivare il suo innamorato.
dipinto della Madonna
Madonna con il Bambino
La torre Caetani
La "pulzella"
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© Sergio Natalizia
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