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Roma sparita

Roma Sparita (sparita = sparito, perso) è il titolo fornito solitamente ad una serie di 120 acquerelli da Ettore Roesler Franz, un pittore nato a Roma nel 1845 da una famiglia di origine tedesca che si era trasferita nella capitale all'inizio del Settecento. L'opera che lo ha reso celebre a livello internazionale e' definita dallo stesso artista "Roma pittoresca - Memorie di un'era che passa", commissionata direttamente dall’Amministrazione Capitolina.

I 120 acquerelli sono divisi in tre serie da 40 l'una, eseguiti in una ventina d'anni a partire dal 1878; qui riportiamo solo parte delle opere, la cui serie completa è conservata in massima parte nel Museo di Roma di Palazzo Braschi e per la parte restante nel Museo di Roma in Trastevere

Le opere di Roesler Franz, sono dei veri e propri documenti di toponomastica oltre che preziosi fogli dove le capacità artistiche di questo pittore vengono esaltate. Ammirandole, si ha spesso la sensazione di entrare in quella Roma, di respirarne l'umidità delle vecchie mura, di percepire gli odori di un mercato rionale, di respirare il profumo di pioggia su un campo, quando appena piovuto. La breccia di Porta Pia e la proclamazione di Roma capitale del nuovo Regno d’Italia segnarono per sempre il destino della città. Gli architetti e gli uomini di governo venuti dal Nord, in accordo con l’aristocrazia romana proprietaria di terreni, si diedero ben presto ad edificare gli argini del Tevere e nuovi e vasti quartieri in un’opera di trasformazione che fu completata in seguito dalla politica urbanistica della prima parte del Novecento con l’edificazione dell’Altare della Patria, di Via della Conciliazione  e di Via dei Fori Imperiali.

Gli acquerelli di Ettore Roesler Franz sono la testimonianza di quello storico mutamento, e ci consentono oggi di immaginare come sia stata la città prima dei radicali interventi urbanistici. Molte sono state le zone interessate a tali interventi, iniziando con tutte le aree sulla sponda sinistra del Tevere e su quella destra nella zona di Trastevere per proseguire con Villa Ludovisi, considerata allora il più bel giardino d'Europa, e continuare con la distruzione del Ghetto e la perdita dei Porti di Ripetta e di Ripa Grande. I successivi interventi nella città durante il fascismo hanno poi portato ai cosiddetti “sventramenti” di zone come la "Spina di Borgo" di fronte alla basilica di San Pietro, per fare spazio all’attuale via della Conciliazione, e tutta la zona compresa tra piazza Venezia e il Teatro Marcello.

Arco dei Tolomei

Piazza Barberini

Ponte Rotto

Prati di Castello

Fontana di Ponte Sisto

Case degli Anguillara

Castel Sant'Angelo

Tevere alla Regola San Pietro in vincoli

Villa Ludovisi

Corridoi di Borgo

Campanile in Borgo

Ripetta dai Prati di Castello

Porto di Ripa Grande

Giardini della Farnesina

Fontana dell'Acqua Paola

Porto di Ripetta

Ponte Sisto

San Giorgio al Velabro

Tempio di Vesta

Torre della Scimmia

Tor Margana

Via della Greca

Via Salara vecchia

Piazza della Consolazione

Porta San Paolo

Il Tevere dopo Ponte Milvio

Vicolo della Volpe

Arco dell'Annunziata

Torre della Contessa Matilde all'Isola Tiberina

Porta Angelica Scorcio di Caracalla

Case medievali in via di Santa Bonosa

 2005 Laboratorio Roma