Immagini: LaboratorioRoma >> Passeggiate romane >> Le Fontane

Roma dall'alto Panorami I Luoghi Aree Archeologiche Le Piazze Le Chiese I Palazzi
Le Fontane Il Tevere Le Mura Il Mare di Roma I Colori di Roma Roma Moderna Roma Sparita

Le Fontane di Roma

Roma è la città delle fontane, se ne contano oltre duemila tra grandi e piccole. Bellissime, fantasiose, eccentriche, quasi sempre opera di grandi scultori e architetti, hanno una storia antica, che inizia con i primi acquedotti romani e continua attraverso i secoli con le fontane rinascimentali, quelle barocche della Roma berniniana, quelle neoclassiche dell'Ottocento fino a quelle moderne. Dalle piccole fontane di quartiere alle scenografiche fontane progettate per piazza di Spagna e piazza Navona dal Bernini, alla Fontana di Trevi, un racconto per immagini d'acqua e di pietre attraverso la città eterna.

L'acqua e le fontane fanno parte del patrimonio artistico e culturale di Roma e ne sono state sempre un elemento caratteristico. Il poeta Shelley, grande estimatore dell'abbondanza di acqua per le strade di Roma, diceva: "Bastano le fontane per giustificare un viaggio a Roma".

Fontana dell'Acqua Acetosa

All'inizio del Seicento Paolo V Borghese  fece costruire una semplice fontana in aperta campagna, lungo la riva destra del Tevere, presso Tor di Quinto nel luogo in cui scaturiva una sorgente di acqua acidulo-ferruginosa ritenuta "salutare per reni, stomaco, fegato, milza, e mille altri mali". Fu però il papa "urbanista" Alessandro VII a far  progettare ed erigere la fontana  giunta fino a noi. Il progetto di quest'opera fu per lungo tempo attribuita al Bernini, ma invece è opera di Andrea Sacchi. Dopo che la fonte dell'Acqua Acetosa risultò inquinata (alla fine degli anni Cinquanta) la fontana restò a lungo abbandonata; oggi  è stata restaurata, ma non versa più Acqua Acetosa, bensì normale acqua potabile.

Fontana dell'Acqua Marcia

Il fontanile è forse l'unico vero elemento di arredo urbano dl via Nomentana, insieme ai due lunghi filari di platani secolari che ne caratterizzano tutto il tragitto da Porta Pia fin qui, dove sorge la chiesa di Sant'Agnese. Il comune, agli inizi del secolo XX, fece collocare, dirimpetto alla chiesa, il fontanile dell'Acqua Marcia, ponendo al centro dello specchio, delimitato da un'articolata cornice posta a coronamento del muro cui è addossata la fontana, il proprio stemma arricchito da un festone come nella più classica tradizione nobiliare

(foto di Roberto Giammarco)

Fontana dell'Acqua Paola

nota anche come "fontanone del Gianicolo", fu voluta da Paolo V Borghese (1605-1621), progettata da Giovanni Fontana e Flaminio Ponzio e completata da Carlo Fontana. La monumentale fontana mostra tre ampie nicchie, affiancate da due nicchie minori, da ognuna della quali sgorga acqua proveniente dal lago di Bracciano. Nel 1690 che Alessandro VIII su progetto di Carlo Fontana fece sostituire le cinque conche poste alla base delle bocche d'acqua con il grande bacino, aprire verso il retrostante orto botanico il vano dell'arcata centrale e costruire il piazzale da cui si ammira un mirabile panorama sulla capitale.

Fontana delle Anfore

Negli anni Venti l'architetto Pietro Lombardi vinse un concorso indetto dal Comune di Roma per la progettazione di alcune fontane rionali. La sua opera più maestosa è la fontana delle Anfore pensata per il rione Testaccio ove, nel corso dei secoli, con le anfore rotte provenienti dal vicino porto fluviale di Ripa Grande è stato eretto un piccolo colle. La fontana di Lombardi, realizzata in travertino, ha pianta circolare ed è divisa in quattro raggi da altrettante rampe di scale; in ogni raggio, scavato a vasca, si versa acqua da un'anfora, mentre volute e pilastrini collegano le scale al sovrastante massiccio gruppo centrale di anfore.

Fontana delle Api

Subito dopo l'esecuzione della fontana del tritone, al Bernini venne affidata nel 1644 la realizzazione di una fontanella per abbeverare i cavalli, com'era consuetudine costruire accanto alle fontane monumentali. L'opera, geniale saggio del barocco romano, fu nel 1867 smontata e portata in uno dei depositi comunali al Testaccio. Nel gennaio del 1916, su pressione di studiosi, venne ricomposta con i pochi pezzi originali ritrovati e con una esecuzione poco fedele all’originale.

Fontana dell'Ara Coeli

Venne scolpita da Andrea Brasca, Pietro Gucci e Pace Naldini su disegno del Della Porta nel 1589 durante il pontificato di Sisto V. La fontana subì numerosi rimaneggiamenti. La collocazione iniziale subì una radicale modifica nella demolizione avvenuta per lo sventramento agli inizi del XX secolo per la costruzione del Vittoriano, e poi negli anni '30 per l'apertura della strada che porta alla Bocca della verità.

Fontana degli Artisti

Su progetto dell'architetto Pietro Lombardi fu realizzata nel 1927 e rappresenta un insieme dei simboli degli artisti. Da una originale base triangolare si alzano due cavalletti da pittore sulle cui mensole poggiano i due mascheroni, uno triste l'altro allegro, a sottolineare le alterne fortune della categoria. Si trova in via Margutta.

Fontana del Babuino

Il nome di via del Babuino venne attribuito alla via Paulina alla fine del Cinquecento quando un ricco commerciante ferrarese, Patrizio Grandi, ottenuta l'acqua per la sua abitazione e i suoi orti, costruì per la popolazione della zona una pubblica fontana. La statua del Satiro sovrastante la vasca termale romana rettangolare di granito grigio, donata dal Grandi, non piacque per nulla al popolo che vi riconobbe le fattezze di "un babuino": così  dal 1581 l'antica strada Paulina mutò nome divenendo via del Babuino. Il Babuino è una delle famose "statue parlanti" di Roma.

Fontana della Botte

Si trova in Trastevere ed è stata realizzata nel 1927 da Pietro Lombardi. Iideata per evidenziare la tradizionale presenza in questa zona di osterie e mescite, la botte, posta in verticale su un basamento, è il tipico "caratello", usato in passato per trasportare il vino dei castelli romani; da un foro che essa ha al centro esce l'acqua che viene raccolta in un mezzo tino sottostante. Ai lati della botte trovano posto due misure di vino, da cui pure sgorga acqua che si raccoglie a terra in apposite conche.

La Barcaccia

Pietro Bernini, padre di Gian Lorenzo, progettò la caratteristica fontana su commissione del Urbano VIII. La tradizione recita che per il progetto il Bernini si ispirò ad una vecchia barca arenata dalla piena del Tevere nel 1598. L'opera fu costruita al livello del suolo per compensare la poca pressione dell'acquedotto dell'Acqua Vergine che in quel punto era molto bassa. Ornata all'interno da due "bocche di sole" barberiniane che immettono acqua a ventaglio. All'esterno due stemmi di Urbano VIII.

Fontana della Botticella

Si trova in via di Ripetta, ed è dedicata ai portatori del vino. Di fronte a San Rocco, nel porto di Ripetta, attraccavano le navi cariche di mercanzia; per tale ragione la confraternita degli osti volle erigere una fontana ristoratrice raffigurante un facchino simbolico per tutti i portatori di legna, vino, acqua, verdura, di tutte le merci che arrivavano a Roma per via fluviale; non a caso scelsero il portatore di vino.

(foto di Roberto Giammarco)

Fontana del Bottino

E' di origine medievale e si trova sulla salita di San Sebastianello; quest’ultima è in comunicazione con la scalinata di Trinità dei Monti, laddove compie una stretta e brusca curva, tramite una rampa di scale. E’ in questo punto che si trova il nicchione architravato e voltato, cui fanno ombra romantici tralci d’edera.

(foto di Roberto Giammarco)

Fontana di Campo de Fiori

E’ la fontana che sostituisce la “Terrina” di Papa Boncompagni, spostata per far posto al monumento di Giordano Bruno e che il comune realizzò nel 1887, periodo in cui l’amministrazione stava ripristinando e costruendo nuove fontane, con una nuova forma, senza più coperchio, e una nuova collocazione, decentrandola verso la cancelleria.

(foto di Roberto Giammarco)

Fontana della Cancelleria

Antistante il palazzo rinascimentale della Cancelleria, è di realizzazione è piuttosto recente (1930) e va annoverata fra le nuove fontane volute dall’amministrazione comunale negli anni venti-trenta. Venne realizzata su progetto del Morbiducci, che si rifece al palazzo e a colui che lo commissionò al Bramante: il cardinale Scarampi. Un copricapo con sottostante croce ricorda ancora il cardinale cosi come la campitura del triangolo a nappi e cordoni.

Fontana di piazza Campitelli

La fontana di piazza Campitelli fu ideata da Giacomo della Porta nel 1589 e realizzata da Pompilio de Benedetti. In origine era situata al centro della piazza, ma nel 1679 in seguito all'ampliamento della chiesa di Santa Maria in Campitelli venne spostata nella posizione attuale. E' decorata con gli stemmi della quattro famiglie preminenti nella zona (Albertoni, Capizucchi, Muti e Ricci che si accollarono l'onere dei lavori) e da due mascheroni che versano acqua. Sopra la vasca, sorretto da un balaustro di marmo a forma di calice, trova posto un catino circolare al centro del quale si innalza un getto d'acqua.

Fontana di piazza Colonna

Gregorio XIII incaricò Giacomo Della Porta di realizzare il progetto e la fontana, su esecuzione dello scultore Rocco De Rossi, nel 1577 venne collocata nel posto che ancor oggi occupa. Durante il restauro del 1830 vennero aggiunti i due gruppi di delfini con le code intrecciate, opera dello scultore Alessandro Stocchi. In quella occasione venne sostituito in catino superiore consunto, con uno più piccolo e modesto che con uno zampillo centrale fa scendere nella vasca sottostante un elegante velo d'acqua.

Fontana della Dea Roma in Campidoglio

La fontana del Campidoglio detta anche "della scala Senatoria" venne ideata da Michelangelo negli anni attorno al 1536 non come fontana (l'acqua giunse in Campidoglio una cinquantina d'anni più tardi), ma come superbo ornamento della piazza. Nella nicchia al centro della scalinata Michelangelo previde l'inserimento di una colossale statua di Minerva (oggi nel cortile del museo Capitolino) che venne posizionata nel 1583, ma restò in loco solo per un decennio, poi fu sostituita con l'attuale statua, di più modeste dimensioni, della dea Roma triumphans. Ai lati della grande nicchia, nelle specchiature dello scalone Michelangelo inserì due enormi statue raffiguranti il fiume Nilo e il Tigri che in origine ornavano le terme di Costantino, sul colle del Quirinale. I Romani vollero trasformare il Tigri in Tevere e dunque mutarono la tigre in lupa e le misero accanto Romolo e Remo.

Fontana della Dea Roma in piazza del Popolo

E' la fontana collocata nell'emiciclo destro, verso il Pincio, disegnata dal Valadier nel 1823 ed il gruppo scultoreo in marmo, che fu eseguito da Giovanni Ceccarini, rappresenta la Dea Roma armata di lancia e con l'elmo, con ai lati le statue giacenti del Tevere e dell'Aniente e della lupa che allatta i due gemelli. La vasca di travertino a forma di ampia conchiglia raccoglie l'acqua proveniente da una piccola tazza collocata alla base del monumento.

Fontana di piazza delle Cinque Scole

E' considerata una delle più felici ideazioni dell'architetto Giacomo della Porta questa fontana, detta anche di piazza Giudia (o Giudea) perché proveniente dalla piazza dell'antico ghetto, demolito nel 1888. Sopra un basamento costituito da due gradini trova posto una vasca in marmo bianco di forma allungata, a pianta mistilinea, al centro della quale un balaustro sorregge un catino circolare con zampillo centrale, dal quale l'acqua viene versata nella vasca sottostante attraverso quattro maschere, ispirate alle Gorgoni, gettano acqua dalle bocche spalancate.

Fontana di piazza del Quirinale

La fontana è detta dei Dioscuri perché due gigantesche statue dei Dioscuri con i cavalli si trovano qui sin dal 1588 quando Domenico Fontana per volere di Sisto V progettò la sua unica fontana pubblica ponendo davanti alle statue una vasca ottagonale al centro della quale su un balaustro sorreggeva un catino. L'attuale fontana di piazza del Quirinale risale però al 1818 quando Pio VII fece sostituire la precedente fontana, di cui si è persa traccia, con la di granito sorretta da un balaustro e innalzantesi su un grande bacino circolare

Fontana del Facchino

Una delle più note "statue parlanti" (suo interlocutore il famoso e mordace Pasquino) detta il Facchino rappresenta un acquaiolo con il caratteristico costume. L'opera di origine incerta fu attribuita a Jacopo Del Conte che l'avrebbe realizzata tra il 1587 ed il 1598.

Fontana dei Libri

La Fontanella dei Libri fu eseguita nel 1927 in travertino su progetto di Pietro Lombardi per il rione di S. Eustacchio, ed è per questo che il simbolo rionale della testa di un cervo compare nella nicchia contornato da quattro libri antichi a ricordare forse la vicina Università della Sapienza.

Fontana dei Quattro Fiumi

Per dare una degna sistemazione nella piazza Navona all'obelisco proveniente dal Circo di Massenzio e al progetto del Bernini, il pontefice Innocenzo X Pamphilj autorizzò i lavori e si inaugurò l'opera il 12 giugno 1651. Attorno al monolite furono posizionate quattro statue di marmo bianco alte cinque metri che rappresentano i fiumi. La prima realizzata da Claude Poussin è dedicata al Gange e simboleggia l'Asia; il Nilo per l'Africa è di Giacomo Antonio Fancelli ed ha il capo velato perché all'epoca non si conoscevano le sorgenti; Antonio Raggi ha scolpito il Danubio per l'Europa ed infine il Rio de la Plata, simbolo dell'America, è di Francesco Baratta.

Fontane dei Leoni Capitolini

Sono poste alla base della scalinata che conduce alla piazza del Campidoglio. Vennero posti  nel 1562 vennero posti, e nel 1587, quando l'Acqua Felice venne portata sul colle capitolino, i due leoni vennero modificati e adattati a fontane: nel 1588 furono aggiunte le due conche per la raccolta dell'acqua gettata dalle cannelle inserite nelle bocche dei leoni.

Fontana del Mascherone

E' ubicata in Via Giulia, all'altezza dei giardini di Palazzo Farnese. La sua realizzazione risale al 1570 con l'arrivo nella zona dell'Acqua Paola. Sia la vasca di raccolta dell'acqua (in granito), che il faccione (in marmo) dalla cui bocca sgorga l'acqua, sono di epoca romana. La provenienza è da una delle tante terme capitoline. La fontana è incorniciata in una sorta di edicola sormontata dallo stemma dei Farnese (il giglio) finanziatori dell'opera.

Fontana del Mosè

Questa fontana-mostra dell'acqua Felice (acqua così chiamata in onore di Sisto V, al secolo Felice Peretti, che ripristinò l'acquedotto dell'acqua Alessandrina) è opera del 1587 dei fratelli Fontana. Costruita in travertino essa presenta tre grandi nicchie scandite da quattro colonne ioniche poste in simmetria con quattro leoni egizi, due di marmo bianco e due di marmo scuro.

La massiccia statua del Mosè è alta oltre quattro metri, nelle nicchie laterali trovano posto le statue raffiguarnti Aronne e Gedeone.

Fontana delle Naiadi

E' sicuramente una delle più belle tra le fontane moderne di Roma. Costruita nel 1888 su progetto di Alessandro Guerrieri che attorno alla grande vasca circolare pose quattro leoni di gesso. Questi vennero poi sostituiti nel 1901 dai quattro gruppi di bronzo dello scultore Mario Rutelli che rappresentano la Ninfa dei laghi con il cigno, la Ninfa dei Fiumi, su un mostro fluviale, la Ninfa degli oceani, detta "Oceanina", su un cavallo selvaggio simbolo dei marosi, la Ninfa delle acque sotterranee, sdraiata sul dorso del drago. Al centro il gruppo del "Glauco", scolpito dallo stesso Rutelli ed aggiunto nell'anno 1912, sostituì uno precedente.

Fontana della Navicella

Si trova davanti alla chiesa di Santa Maria in Domnica detta anche in navicula: è la fontana detta della Navicella, ideata probabilmente dal Sansovino e risalente ai primi anni del Cinquecento (1518-19). La navicella in marmo, rappresentante una galera romana, sarebbe ispirata, secondo la leggenda, a un ex voto offerto dai marinai a Iside, protettrice dei naviganti.

Fontana del Nettuno

Si trova nell'emiciclo sinistro di piazza del Popolo: è anch'essa come quella della Dea Roma nell'emiciclo destro, opera del Valadier e raffigura un Nettuno con il tridente sopra due delfini guidati da due tritoni. L'acqua sgorga e viene raccolta similmente all'altra fontana.

 

Fontana del Nettuno a piazza Navona

Questa fontana sistemata nella parte settentrionale di piazza Navona venne rinnovata dal Bernini ma per trecento anni rimase priva di statue ed ornamenti. Nel 1873 venne bandito un concorso vinto dallo scultore Antonio Della Bitta a cui fu affidata l'esecuzione del Nettuno, mentre lo scultore Gregorio Zappalà eseguì i gruppi attorno al bacino: cavalli marini, sirene e putti che giocano con i delfini. I lavori finirono nel 1878.

Fontana del Moro

Eseguita nel 1574 su progetto di Giacomo Della Porta durante il pontificato di Gregorio XIII, fu completamente rinnovata nel 1653 dal Bernini nel corso della sistemazione di piazza Navona. La scultura centrale  è erroneamente chiamata il Moro per i suoi tratti somatici, ma in realtà si tratta di un muscoloso tritone che soggioga un delfino.

Fontana di piazza Nicosia

Venne costruita  nel 1572 per piazza del Popolo su disegno dell'architetto Giacomo della Porta, ma non ebbe vita facile: spostata più volte fu rimossa definitivamente nel 1823,  A metà Novecento la fontana è stata ricostruita in piazza Nicosia, ma di originale conserva solo il grande catino marmoreo ottogonale, mentre balaustro e catino superiore sono recenti.

Fontane di piazza San Pietro

Gian Lorenzo Bernini su incarico di Alessandro VII costruì il colonnato della piazza, spostò la fontana esistente del Maderno, costruita in posizione asimmetrica rispetto sia alla facciata della basilica che dell'obelisco, e per fare pendant ne costruì una seconda che fu inaugurata nel giugno 1677. La più antica reca sui lati maggiori lo stemma di Paolo V Borghese che fece restaurare la fontana, l'altra ha lo stemma con sei stelle di Clemente X, sotto il cui pontificato furono portati a compimento i lavori. Dal catino superiore partono sette zampilli che dovrebbero raggiungere otto metri d'altezza. All'epoca le due fontane consumavano circa sei milioni di litri al giorno, ora sono munite di un dispositivo che permette il riciclo dell'acqua.

Fontana dell'Obelisco di piazza del Popolo

La prima fontana costruita da Giacomo Della Porta su commissione del Gregorio XIII fu giudicata, anche se bella, non adeguata alla dimensione della piazza da Leone XII che incaricò per il rifacimento Giuseppe Valadier, caposcuola del classicismo romano. Questi collocò attorno all'obelisco quattro leoni di stile egizio in marmo bianco che versano acqua a ventaglio in altrettante vasche rotonde di travertino appoggiate su una base quadrata di cinque scalini. Il Valadier progettò inoltre le altre due fontane per completare gli emicicli laterali.

Fontana del Pantheon

Progettata nel 1575 da Giacomo Della Porta su incarico di Gregorio XIII, fu realizzata da Leonardo Sormani. Composta da una conca mistilinea alzata da tre gradini di travertino ed arricchita da quattro gruppi di delfini e di maschere con al centro una tazza con acqua zampillante, nel 1711 su ordine del Clemente XI, l'architetto Filippo Barigoni sostituì il catino con una scogliera, sulla quale fu posto l'obelisco di Ramesse II alto sei metri e ornato alla base da quattro delfini eseguiti dallo scultore Vincenzo Felici

Fontana della Pigna

Progettata nel 1927 dall'architetto Pietro Lombardi per il rione Pigna, che anticamente prese nome da una colossale pigna ora custodita in Vaticano, questa fontanella è caratterizzata da una pigna sorretta da un basamento stilizzato; l'acqua si raccoglie a terra in piccole vasche protette da quattro colonnine.

Fontana dei Quiriti

Realizzata nel 1927 nel quartiere Prati su progetto dello scultore Attilio Selva.   Al centro di un grande bacino circolare si innalza un catino dai cui bordi cui scende un velo d'acqua; quattro figure femminili volgendosi le spalle stanno al centro del catino e sorreggono con la testa e le braccia un più piccolo catino al centro del quale da una grande pigna si innalza uno zampillo.

Fontana delle Rane

Tra le fontane più recenti è stata realizzata in piazza Mincio nel 1924 su disegno dell'architetto Coppedè. Su un basso bacino circolare, quattro coppie di figure sorreggono ciascuna una conchiglia che ospita una rana che versa acqua nella conchiglia stessa. Al centro del bacino, tra le quattro conchiglie si innalza una conca pure circolare, sul bordo della quale trovano ordinatamente posto altre otto rane in atto si spiccare un salto verso lo zampillo centrale

Fontana di piazza S. Andrea della Valle

Voluta da Paolo V, la fontana realizzata su progetto dell'architetto Carlo Maderno riprende motivi classici: è costituita da un'elegante vasca mistilinea, appoggiata su un basamento che ne riprende la forma. Al centro della vasca,   sorretto da un basamento decorato con draghi e aquile (simbolo dei Borghese) .

Fontana di piazza S. Maria in Trastevere

Secondo la tradizione questa sarebbe la più antica tra le fontane monumentali di Roma. Fu Alessandro VII che la fece spostare al centro della piazza; i lavori furoni affidati al Bernini (1659): la parte superiore del monumento non fu modificata, mentre quella inferiore, fu innalzata su alcuni gradini e vennero aggiunte le quattro doppie conchiglie (allora rivolte verso l'esterno). In seguito fu ampliata la capacità della vasca e le doppie conchiglie furono rivolte verso la vasca quasi a proteggerla.

Fontana delle Tartarughe

E' una creazione di Giacomo della Porta: nel 1570 una fontana doveva trovar posto nel vicino ghetto, in piazza Giudia, ma l'intervento della potente famiglia Mattei fece sì che essa venisse costruita nell'omonima piazza Mattei (1581).   Al centro di una ampia vasca quadrangolare, trovano posto quattro grandi conchiglie di marmo al di sopra delle quali quattro efebi di bronzo immobilizzano, ponendo loro un piede sulla testa, altrettanti bronzei delfini.

La Terrina

Fu progettata dal Della Porta per volere di Gregorio XIII), attorno al 1581 e collocata al centro della piazza di Campo de Fiori, da cui venne rimossa a fine Ottocento quando fu eretto il monumento a Giordano Bruno. La conca ovale venne fatta chiudere da Gregorio XV con un coperchio di travertino per motivi igienici e i romani chiamarono questa fontana "la Terrina": cioè la zuppiera. Nel 1924, dopo essere rimasta per oltre un trentennio in deposito nei magazzini comunali, questa fontana fu ricostruita in piazza della Chiesa Nuova.

Fontana di Trevi

E' la più scenografica fontana di Roma. E' descritta in modo approfondito nella sezione >> I Luoghi >> Fontana di Trevi

 

 

Fontana del Tritone

Ritenuta una delle fontane più belle di Roma fu realizzata in travertino da Gian Lorenzo Bernini nel 1643. Fra le code dei delfini che sorreggono la conchiglia sulla quale si accovaccia il tritone, il Bernini ha posizionato due stemmi dei Barberini. Il tritone che soffia con impeto in una conchiglia fa uscire il getto d'acqua che, ricadendo nelle valve e poi dalle scannellature di queste nella vasca sottostante, crea una coreografia di grande effetto. Restaurata nel 1932 e nel 1990.

Fontana dei Tritoni

Fontana costruita nel 1717 su disegno dell'architetto Carlo Bizzaccheri, che ideò la vasca a forma di stella in onore del pontefice Clemente XI. Al centro della vasca, sopra alcuni scogli due tritoni sostengono un catino a forma di conchiglia che porta impressi gli stemmi papali. La fontana si trova nel contesto di piazza Bocca della verità.

  2005 Laboratorio Roma