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Roma è la città delle fontane, se ne
contano oltre duemila tra grandi e piccole. Bellissime, fantasiose,
eccentriche, quasi sempre opera di grandi scultori e architetti, hanno
una storia antica, che inizia con i primi acquedotti romani e continua
attraverso i secoli con le fontane rinascimentali, quelle barocche della
Roma berniniana, quelle neoclassiche dell'Ottocento fino a quelle
moderne. Dalle piccole fontane di quartiere alle scenografiche fontane
progettate per piazza di Spagna e piazza Navona dal Bernini, alla
Fontana di Trevi, un racconto per immagini d'acqua e di pietre
attraverso la città eterna.
L'acqua e le fontane fanno parte del
patrimonio artistico e culturale di Roma e ne sono state sempre un
elemento caratteristico. Il poeta Shelley, grande estimatore
dell'abbondanza di acqua per le strade di Roma, diceva: "Bastano le
fontane per giustificare un viaggio a Roma". |
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Fontana dell'Acqua Acetosa
All'inizio del Seicento Paolo V Borghese
fece costruire una semplice fontana in aperta campagna, lungo la riva
destra del Tevere, presso Tor di Quinto nel luogo in cui scaturiva una
sorgente di acqua acidulo-ferruginosa ritenuta "salutare per reni,
stomaco, fegato, milza, e mille altri mali". Fu però il papa "urbanista"
Alessandro VII a far progettare ed erigere la fontana giunta fino
a noi. Il progetto di quest'opera fu per lungo tempo attribuita al
Bernini, ma invece è opera di Andrea Sacchi. Dopo che la fonte
dell'Acqua Acetosa risultò inquinata (alla fine degli anni Cinquanta) la
fontana restò a lungo abbandonata; oggi è stata restaurata, ma non
versa più Acqua Acetosa, bensì normale acqua potabile.
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Fontana dell'Acqua Marcia
Il fontanile è
forse l'unico vero elemento di arredo urbano dl via Nomentana, insieme
ai due lunghi filari di platani secolari che ne caratterizzano tutto il
tragitto da Porta Pia fin qui, dove sorge la chiesa di Sant'Agnese. Il
comune, agli inizi del secolo XX, fece collocare, dirimpetto alla
chiesa, il fontanile dell'Acqua Marcia, ponendo al centro dello
specchio, delimitato da un'articolata cornice posta a coronamento del
muro cui è addossata la fontana, il proprio stemma arricchito da un
festone come nella più classica tradizione nobiliare
(foto di Roberto
Giammarco) |
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Fontana dell'Acqua Paola
nota anche come "fontanone del Gianicolo", fu voluta da Paolo V Borghese
(1605-1621), progettata da Giovanni Fontana e Flaminio Ponzio e
completata da Carlo Fontana. La monumentale fontana mostra tre ampie
nicchie, affiancate da due nicchie minori, da ognuna della quali sgorga
acqua proveniente dal lago di Bracciano. Nel 1690 che Alessandro VIII su
progetto di Carlo Fontana fece sostituire le cinque conche poste alla
base delle bocche d'acqua con il grande bacino, aprire verso il
retrostante orto botanico il vano dell'arcata centrale e costruire il
piazzale da cui si ammira un mirabile panorama sulla capitale.
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Fontana delle Anfore
Negli anni Venti l'architetto Pietro
Lombardi vinse un concorso indetto dal Comune di Roma per la
progettazione di alcune fontane rionali. La sua opera più maestosa è la
fontana delle Anfore pensata per il rione Testaccio ove, nel corso dei
secoli, con le anfore rotte provenienti dal vicino porto fluviale di
Ripa Grande è stato eretto un piccolo colle. La fontana di Lombardi,
realizzata in travertino, ha pianta circolare ed è divisa in quattro
raggi da altrettante rampe di scale; in ogni raggio, scavato a vasca, si
versa acqua da un'anfora, mentre volute e pilastrini collegano le scale
al sovrastante massiccio gruppo centrale di anfore. |
Fontana delle Api
Subito dopo l'esecuzione della fontana del
tritone, al Bernini venne affidata nel 1644 la realizzazione di una
fontanella per abbeverare i cavalli, com'era consuetudine costruire
accanto alle fontane monumentali. L'opera, geniale saggio del barocco
romano, fu nel 1867 smontata e portata in uno dei depositi comunali al
Testaccio. Nel gennaio del 1916, su pressione di studiosi, venne
ricomposta con i pochi pezzi originali ritrovati e con una esecuzione
poco fedele all’originale. |
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Fontana dell'Ara Coeli
Venne scolpita da Andrea Brasca, Pietro
Gucci e Pace Naldini su disegno del Della Porta nel 1589 durante il
pontificato di Sisto V. La fontana subì numerosi rimaneggiamenti. La collocazione
iniziale subì una radicale modifica nella
demolizione avvenuta per lo sventramento agli inizi del XX secolo per la
costruzione del Vittoriano, e poi negli anni '30 per l'apertura della
strada che porta alla Bocca della verità. |
Fontana degli Artisti
Su progetto dell'architetto Pietro
Lombardi fu realizzata nel 1927 e rappresenta un insieme dei simboli
degli artisti. Da una originale base triangolare si alzano due
cavalletti da pittore sulle cui mensole poggiano i due mascheroni, uno
triste l'altro allegro, a sottolineare le alterne fortune della
categoria. Si trova in via Margutta. |
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Fontana del Babuino
Il nome di via del Babuino venne
attribuito alla via Paulina alla fine del Cinquecento quando un ricco
commerciante ferrarese, Patrizio Grandi, ottenuta l'acqua per la sua
abitazione e i suoi orti, costruì per la popolazione della zona una
pubblica fontana. La statua del Satiro sovrastante la vasca termale
romana rettangolare di granito grigio, donata dal Grandi, non piacque
per nulla al popolo che vi riconobbe le fattezze di "un babuino": così
dal 1581 l'antica strada Paulina mutò nome divenendo via del Babuino. Il
Babuino è una delle famose "statue parlanti" di Roma. |
Fontana della Botte
Si trova in Trastevere ed è stata
realizzata nel 1927 da Pietro Lombardi. Iideata per evidenziare la
tradizionale presenza in questa zona di osterie e mescite, la botte,
posta in verticale su un basamento, è il tipico "caratello", usato in
passato per trasportare il vino dei castelli romani; da un foro che essa
ha al centro esce l'acqua che viene raccolta in un mezzo tino
sottostante. Ai lati della botte trovano posto due misure di vino, da
cui pure sgorga acqua che si raccoglie a terra in apposite conche. |
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La
Barcaccia
Pietro Bernini, padre di Gian Lorenzo,
progettò la caratteristica fontana su commissione del Urbano VIII. La
tradizione recita che per il progetto il Bernini si ispirò ad una
vecchia barca arenata dalla piena del Tevere nel 1598. L'opera fu
costruita al livello del suolo per compensare la poca pressione
dell'acquedotto dell'Acqua Vergine che in quel punto era molto bassa.
Ornata all'interno da due "bocche di sole" barberiniane che immettono
acqua a ventaglio. All'esterno due stemmi di Urbano VIII. |
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Fontana della Botticella
Si trova in via di Ripetta, ed è dedicata
ai portatori del vino. Di fronte a San Rocco, nel porto di Ripetta,
attraccavano le navi cariche di mercanzia; per tale ragione la
confraternita degli osti volle erigere una fontana ristoratrice
raffigurante un facchino simbolico per tutti i portatori di legna, vino,
acqua, verdura, di tutte le merci che arrivavano a Roma per via
fluviale; non a caso scelsero il portatore di vino.
(foto di Roberto
Giammarco) |
Fontana del Bottino
E' di origine medievale e si trova sulla
salita di San Sebastianello; quest’ultima è in comunicazione con la
scalinata di Trinità dei Monti, laddove compie una stretta e brusca
curva, tramite una rampa di scale. E’ in questo punto che si trova il
nicchione architravato e voltato, cui fanno ombra romantici tralci
d’edera.
(foto di Roberto Giammarco) |
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Fontana di Campo de Fiori
E’ la fontana che sostituisce la “Terrina”
di Papa Boncompagni, spostata per far posto al monumento di Giordano
Bruno e che il comune realizzò nel 1887, periodo in cui
l’amministrazione stava ripristinando e costruendo nuove fontane, con
una nuova forma, senza più coperchio, e una nuova collocazione,
decentrandola verso la cancelleria.
(foto di Roberto
Giammarco) |
Fontana della Cancelleria
Antistante il palazzo rinascimentale della
Cancelleria, è di realizzazione è piuttosto recente (1930) e va
annoverata fra le nuove fontane volute dall’amministrazione comunale
negli anni venti-trenta. Venne realizzata su progetto del Morbiducci,
che si rifece al palazzo e a colui che lo commissionò al Bramante: il
cardinale Scarampi. Un copricapo con sottostante croce ricorda ancora il
cardinale cosi come la campitura del triangolo a nappi e cordoni. |
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Fontana di piazza Campitelli
La fontana di piazza Campitelli fu ideata
da Giacomo della Porta nel 1589 e realizzata da Pompilio de Benedetti.
In origine era situata al centro della piazza, ma nel 1679 in seguito
all'ampliamento della chiesa di Santa Maria in Campitelli venne spostata
nella posizione attuale. E' decorata con gli stemmi della quattro
famiglie preminenti nella zona (Albertoni, Capizucchi, Muti e Ricci che
si accollarono l'onere dei lavori) e da due mascheroni che versano
acqua. Sopra la vasca, sorretto da un balaustro di marmo a forma di
calice, trova posto un catino circolare al centro del quale si innalza
un getto d'acqua. |
Fontana di piazza Colonna
Gregorio XIII incaricò Giacomo Della Porta
di realizzare il progetto e la fontana, su esecuzione dello scultore
Rocco De Rossi, nel 1577 venne collocata nel posto che ancor oggi
occupa. Durante il restauro del 1830 vennero aggiunti i due gruppi di
delfini con le code intrecciate, opera dello scultore Alessandro
Stocchi. In quella occasione venne sostituito in catino superiore
consunto, con uno più piccolo e modesto che con uno zampillo centrale fa
scendere nella vasca sottostante un elegante velo d'acqua. |
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Fontana della Dea Roma in Campidoglio
La fontana del Campidoglio detta anche
"della scala Senatoria" venne ideata da Michelangelo negli anni attorno
al 1536 non come fontana (l'acqua giunse in Campidoglio una cinquantina
d'anni più tardi), ma come superbo ornamento della piazza. Nella nicchia
al centro della scalinata Michelangelo previde l'inserimento di una
colossale statua di Minerva (oggi nel cortile del museo Capitolino) che
venne posizionata nel 1583, ma restò in loco solo per un decennio, poi
fu sostituita con l'attuale statua, di più modeste dimensioni, della dea
Roma triumphans. Ai lati della grande nicchia, nelle specchiature dello
scalone Michelangelo inserì due enormi statue raffiguranti il fiume Nilo
e il Tigri che in origine ornavano le terme di Costantino, sul colle del
Quirinale. I Romani vollero trasformare il Tigri in Tevere e dunque
mutarono la tigre in lupa e le misero accanto Romolo e Remo. |
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Fontana della Dea Roma in piazza
del Popolo
E' la fontana collocata nell'emiciclo
destro, verso il Pincio, disegnata dal Valadier nel 1823 ed il gruppo
scultoreo in marmo, che fu eseguito da Giovanni Ceccarini, rappresenta
la Dea Roma armata di lancia e con l'elmo, con ai lati le statue
giacenti del Tevere e dell'Aniente e della lupa che allatta i due
gemelli. La vasca di travertino a forma di ampia conchiglia raccoglie
l'acqua proveniente da una piccola tazza collocata alla base del
monumento. |
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Fontana di piazza delle Cinque Scole
E' considerata una delle più felici
ideazioni dell'architetto Giacomo della Porta questa fontana, detta
anche di piazza Giudia (o Giudea) perché proveniente dalla piazza
dell'antico ghetto, demolito nel 1888. Sopra un basamento costituito da
due gradini trova posto una vasca in marmo bianco di forma allungata, a
pianta mistilinea, al centro della quale un balaustro sorregge un catino
circolare con zampillo centrale, dal quale l'acqua viene versata nella
vasca sottostante attraverso quattro maschere, ispirate alle Gorgoni,
gettano acqua dalle bocche spalancate.
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Fontana di piazza del Quirinale
La fontana è detta dei Dioscuri perché due
gigantesche statue dei Dioscuri con i cavalli si trovano qui sin dal
1588 quando Domenico Fontana per volere di Sisto V progettò la sua unica
fontana pubblica ponendo davanti alle statue una vasca ottagonale al
centro della quale su un balaustro sorreggeva un catino. L'attuale
fontana di piazza del Quirinale risale però al 1818 quando Pio VII fece
sostituire la precedente fontana, di cui si è persa traccia, con la di
granito sorretta da un balaustro e innalzantesi su un grande bacino
circolare
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Fontana del Facchino
Una delle più note "statue parlanti" (suo
interlocutore il famoso e mordace Pasquino) detta il Facchino
rappresenta un acquaiolo con il caratteristico costume. L'opera di
origine incerta fu attribuita a Jacopo Del Conte che l'avrebbe
realizzata tra il 1587 ed il 1598. |
Fontana dei Libri
La Fontanella dei Libri fu eseguita nel
1927 in travertino su progetto di Pietro Lombardi per il rione di S.
Eustacchio, ed è per questo che il simbolo rionale della testa di un
cervo compare nella nicchia contornato da quattro libri antichi a
ricordare forse la vicina Università della Sapienza. |
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Fontana dei Quattro Fiumi
Per dare una degna sistemazione nella
piazza Navona all'obelisco proveniente dal Circo di Massenzio e al
progetto del Bernini, il pontefice Innocenzo X Pamphilj autorizzò i
lavori e si inaugurò l'opera il 12 giugno 1651. Attorno al monolite
furono posizionate quattro statue di marmo bianco alte cinque metri che
rappresentano i fiumi. La prima realizzata da Claude Poussin è dedicata
al Gange e simboleggia l'Asia; il Nilo per l'Africa è di Giacomo Antonio
Fancelli ed ha il capo velato perché all'epoca non si conoscevano le
sorgenti; Antonio Raggi ha scolpito il Danubio per l'Europa ed infine il
Rio de la Plata, simbolo dell'America, è di Francesco Baratta. |
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Fontane dei Leoni Capitolini
Sono poste alla base della scalinata
che conduce alla piazza del Campidoglio. Vennero posti nel 1562
vennero posti, e nel 1587, quando l'Acqua Felice venne portata sul colle
capitolino, i due leoni vennero modificati e adattati a fontane:
nel 1588 furono aggiunte le due
conche per la raccolta dell'acqua gettata dalle cannelle inserite nelle
bocche dei leoni. |
Fontana del Mascherone
E' ubicata in Via Giulia, all'altezza
dei giardini di Palazzo Farnese. La sua realizzazione risale al 1570 con
l'arrivo nella zona dell'Acqua Paola. Sia la vasca di raccolta
dell'acqua (in granito), che il faccione (in marmo) dalla cui bocca
sgorga l'acqua, sono di epoca romana. La provenienza è da una delle
tante terme capitoline. La fontana è incorniciata in una sorta di
edicola sormontata dallo stemma dei Farnese (il giglio) finanziatori
dell'opera. |
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Fontana del Mosè
Questa fontana-mostra dell'acqua Felice
(acqua così chiamata in onore di Sisto V, al secolo Felice Peretti, che
ripristinò l'acquedotto dell'acqua Alessandrina) è opera del 1587 dei
fratelli Fontana. Costruita in travertino essa presenta tre grandi
nicchie scandite da quattro colonne ioniche poste in simmetria con
quattro leoni egizi, due di marmo bianco e due di marmo scuro.
La massiccia statua del Mosè è alta oltre
quattro metri, nelle nicchie laterali trovano posto le statue
raffiguarnti Aronne e Gedeone. |
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Fontana delle Naiadi
E' sicuramente una delle più belle tra le
fontane moderne di Roma. Costruita nel 1888 su progetto di Alessandro
Guerrieri che attorno alla grande vasca circolare pose quattro leoni di
gesso. Questi vennero poi sostituiti nel 1901 dai quattro gruppi di
bronzo dello scultore Mario Rutelli che rappresentano la Ninfa dei laghi
con il cigno, la Ninfa dei Fiumi, su un mostro fluviale, la Ninfa degli
oceani, detta "Oceanina", su un cavallo selvaggio simbolo dei marosi, la
Ninfa delle acque sotterranee, sdraiata sul dorso del drago. Al centro
il gruppo del "Glauco", scolpito dallo stesso Rutelli ed aggiunto
nell'anno 1912, sostituì uno precedente. |
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Fontana della Navicella
Si trova davanti alla chiesa di Santa
Maria in Domnica detta anche in navicula: è la fontana detta della
Navicella, ideata probabilmente dal Sansovino e risalente ai primi anni
del Cinquecento (1518-19). La navicella in marmo, rappresentante una
galera romana, sarebbe ispirata, secondo la leggenda, a un ex voto
offerto dai marinai a Iside, protettrice dei naviganti. |
Fontana del Nettuno
Si trova nell'emiciclo sinistro di
piazza del Popolo: è anch'essa come quella della Dea Roma nell'emiciclo
destro, opera del Valadier e raffigura un Nettuno con il tridente sopra
due delfini guidati da due tritoni. L'acqua sgorga e viene raccolta
similmente all'altra fontana.
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Fontana del Nettuno a piazza Navona
Questa fontana sistemata nella parte settentrionale di piazza Navona
venne rinnovata dal Bernini ma per trecento anni rimase priva di statue
ed ornamenti. Nel 1873 venne bandito un concorso vinto dallo scultore
Antonio Della Bitta a cui fu affidata l'esecuzione del Nettuno, mentre
lo scultore Gregorio Zappalà eseguì i gruppi attorno al bacino: cavalli
marini, sirene e putti che giocano con i delfini. I lavori finirono nel
1878. |
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Fontana del Moro
Eseguita nel 1574 su progetto di Giacomo Della Porta durante il
pontificato di Gregorio XIII, fu completamente rinnovata nel 1653 dal
Bernini nel corso della sistemazione di piazza Navona. La scultura
centrale è erroneamente chiamata il Moro per i suoi tratti
somatici, ma in realtà si tratta di un muscoloso tritone che soggioga un
delfino. |
Fontana di piazza Nicosia
Venne costruita nel 1572 per piazza del Popolo su disegno
dell'architetto Giacomo della Porta, ma non ebbe vita facile: spostata
più volte fu rimossa definitivamente nel 1823, A metà Novecento la
fontana è stata ricostruita in piazza Nicosia, ma di originale conserva
solo il grande catino marmoreo ottogonale, mentre balaustro e catino
superiore sono recenti. |
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Fontane di piazza San Pietro
Gian Lorenzo Bernini su incarico di
Alessandro VII costruì il colonnato della piazza, spostò la fontana
esistente del Maderno, costruita in posizione asimmetrica rispetto sia
alla facciata della basilica che dell'obelisco, e per fare pendant ne
costruì una seconda che fu inaugurata nel giugno 1677. La più antica
reca sui lati maggiori lo stemma di Paolo V Borghese che fece restaurare
la fontana, l'altra ha lo stemma con sei stelle di Clemente X, sotto il
cui pontificato furono portati a compimento i lavori. Dal catino
superiore partono sette zampilli che dovrebbero raggiungere otto metri
d'altezza. All'epoca le due fontane consumavano circa sei milioni di
litri al giorno, ora sono munite di un dispositivo che permette il
riciclo dell'acqua. |
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Fontana dell'Obelisco di piazza del
Popolo
La prima fontana costruita da Giacomo
Della Porta su commissione del Gregorio XIII fu giudicata, anche se
bella, non adeguata alla dimensione della piazza da Leone XII che
incaricò per il rifacimento Giuseppe Valadier, caposcuola del
classicismo romano. Questi collocò attorno all'obelisco quattro leoni di
stile egizio in marmo bianco che versano acqua a ventaglio in
altrettante vasche rotonde di travertino appoggiate su una base quadrata
di cinque scalini. Il Valadier progettò inoltre le altre due fontane per
completare gli emicicli laterali. |
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Fontana del Pantheon
Progettata nel 1575 da Giacomo Della Porta
su incarico di Gregorio XIII, fu realizzata da Leonardo Sormani.
Composta da una conca mistilinea alzata da tre gradini di travertino ed
arricchita da quattro gruppi di delfini e di maschere con al centro una
tazza con acqua zampillante, nel 1711 su ordine del Clemente XI,
l'architetto Filippo Barigoni sostituì il catino con una scogliera,
sulla quale fu posto l'obelisco di Ramesse II alto sei metri e ornato
alla base da quattro delfini eseguiti dallo scultore Vincenzo Felici |
Fontana della Pigna
Progettata nel 1927 dall'architetto Pietro
Lombardi per il rione Pigna, che anticamente prese nome da una colossale
pigna ora custodita in Vaticano, questa fontanella è caratterizzata da
una pigna sorretta da un basamento stilizzato; l'acqua si raccoglie a
terra in piccole vasche protette da quattro colonnine. |
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Fontana dei Quiriti
Realizzata nel 1927 nel quartiere Prati su
progetto dello scultore Attilio Selva. Al centro di un grande bacino
circolare si innalza un catino dai cui bordi cui scende un velo d'acqua;
quattro figure femminili volgendosi le spalle stanno al centro del
catino e sorreggono con la testa e le braccia un più piccolo catino al
centro del quale da una grande pigna si innalza uno zampillo. |
Fontana delle Rane
Tra le fontane più recenti è stata
realizzata in piazza Mincio nel 1924 su disegno dell'architetto Coppedè.
Su un basso bacino circolare, quattro coppie di figure sorreggono
ciascuna una conchiglia che ospita una rana che versa acqua nella
conchiglia stessa. Al centro del bacino, tra le quattro conchiglie si
innalza una conca pure circolare, sul bordo della quale trovano
ordinatamente posto altre otto rane in atto si spiccare un salto verso
lo zampillo centrale |
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Fontana di piazza S. Andrea della
Valle
Voluta da Paolo V, la fontana realizzata
su progetto dell'architetto Carlo Maderno riprende motivi classici: è
costituita da un'elegante vasca mistilinea, appoggiata su un basamento
che ne riprende la forma. Al centro della vasca, sorretto da un
basamento decorato con draghi e aquile (simbolo dei Borghese) . |
Fontana di piazza S. Maria in
Trastevere
Secondo la tradizione questa sarebbe la
più antica tra le fontane monumentali di Roma. Fu Alessandro VII che la
fece spostare al centro della piazza; i lavori furoni affidati al
Bernini (1659): la parte superiore del monumento non fu modificata,
mentre quella inferiore, fu innalzata su alcuni gradini e vennero
aggiunte le quattro doppie conchiglie (allora rivolte verso l'esterno).
In seguito fu ampliata la capacità della vasca e le doppie conchiglie
furono rivolte verso la vasca quasi a proteggerla. |
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Fontana delle Tartarughe
E' una creazione di Giacomo della Porta:
nel 1570 una fontana doveva trovar posto nel vicino ghetto, in piazza
Giudia, ma l'intervento della potente famiglia Mattei fece sì che essa
venisse costruita nell'omonima piazza Mattei (1581). Al centro di una
ampia vasca quadrangolare, trovano posto quattro grandi conchiglie di
marmo al di sopra delle quali quattro efebi di bronzo immobilizzano,
ponendo loro un piede sulla testa, altrettanti bronzei delfini.
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La Terrina
Fu progettata dal Della Porta per volere
di Gregorio XIII), attorno al 1581 e collocata al centro della piazza di
Campo de Fiori, da cui venne rimossa a fine Ottocento quando fu eretto
il monumento a Giordano Bruno. La conca ovale venne fatta chiudere da
Gregorio XV con un coperchio di travertino per motivi igienici e i
romani chiamarono questa fontana "la Terrina": cioè la zuppiera. Nel
1924, dopo essere rimasta per oltre un trentennio in deposito nei
magazzini comunali, questa fontana fu ricostruita in piazza della Chiesa
Nuova. |
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Fontana di Trevi
E' la più scenografica fontana di Roma. E'
descritta in modo approfondito nella sezione
>> I Luoghi >>
Fontana di Trevi
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Fontana del Tritone
Ritenuta una delle fontane più belle di
Roma fu realizzata in travertino da Gian Lorenzo Bernini nel 1643. Fra
le code dei delfini che sorreggono la conchiglia sulla quale si
accovaccia il tritone, il Bernini ha posizionato due stemmi dei
Barberini. Il tritone che soffia con impeto in una conchiglia fa uscire
il getto d'acqua che, ricadendo nelle valve e poi dalle scannellature di
queste nella vasca sottostante, crea una coreografia di grande effetto.
Restaurata nel 1932 e nel 1990. |
Fontana dei Tritoni
Fontana costruita nel 1717 su disegno
dell'architetto Carlo Bizzaccheri, che ideò la vasca a forma di stella
in onore del pontefice Clemente XI. Al centro della vasca, sopra alcuni
scogli due tritoni sostengono un catino a forma di conchiglia che porta
impressi gli stemmi papali. La fontana si trova nel contesto di
piazza Bocca della verità. |
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