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Scopri Roma |
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Fontane |
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Roma è la città delle fontane,
se ne contano oltre duemila tra grandi e piccole. Bellissime, fantasiose,
eccentriche, quasi sempre opera di grandi scultori e architetti, hanno una
storia antica, che inizia con i primi acquedotti romani e continua
attraverso i secoli con le fontane rinascimentali, quelle barocche della
Roma berniniana, quelle neoclassiche dell'Ottocento fino a quelle moderne.
Dalle piccole fontane di quartiere alle scenografiche fontane progettate per
piazza di Spagna e piazza Navona dal Bernini, alla Fontana di Trevi, un
racconto per immagini d'acqua e di pietre attraverso la città eterna.
L'acqua e le fontane fanno parte del patrimonio artistico e culturale di
Roma e ne sono state sempre un elemento caratteristico. Il poeta Shelley,
grande estimatore dell'abbondanza di acqua per le strade di Roma, diceva:
"Bastano le fontane per giustificare un viaggio a Roma".
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Fontana dei Catecumeni - Monti -
piazza Madonna dei Monti
Situata in piazza della
Madonna dei Monti prende il nome dal vicino “Collegio dei Catecumeni”.
Fu commissionata da papa Sisto V a Giacomo Della Porta il quale ne
progettò il disegno nel 1588, realizzato l'anno successivo da Battista
Rusconi. Si tratta di una vasca ottagonale in travertino con i lati
ornati da quattro stemmi alternati, due del pontefice e due del Comune.
Al centro si levano due balaustri sovrapposti che sostengono altrettanti
catini. Da quello inferiore quattro mascheroni versano acqua nella vasca
ottagonale. Verso la fine del XVII secolo, in occasione di un restauro
ordinato da papa Innocenzo XI, il catino superiore fu sostituito con un
secondo balaustro che tuttora sorregge un altro catino circolare più
piccolo del primo, dal cui centro zampilla l'acqua.
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Fontana del Nicchione - Monti - via
dei Fori Imperiali
La fontana, opera
dell’architetto Antonio Muñoz, è costituita da una vasca di granito con
due mascheroni ai lati, su un sostegno posto al centro di una vasca
ovale più grande in marmo ed è incassata in una nicchia absidata del
muro di sostegno della collina della Velia, distrutta per la
sistemazione della Via dei Fori Imperiali. La vasca di granito, di
epoca romana, proviene dagli scavi di Porto fu rinvenuta nel 1696 e
fu inizialmente posta nel cortile ddella alla Curia Innocenziana, che
aveva sede nel Palazzo di Montecitorio. Rimossa e depositata nei
magazzini del Comune in seguito ai lavori per la trasformazione del
Palazzo di Montecitorio come sede del nuovo Parlamento, fu utilizzata da
Muñoz nel suo progetto di Via dei Fori Imperiali.
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Fontana del Sarcofago - Monti -
piazza del Colosseo
Si trova sulla parete a
fianco di uno degli ingressi della stazione della metropolitana, al
centro di tre archi del muro di sostegno della collina Velia. È
costituita da un sarcofago di epoca romana poggiante su tre gradini e
due sostegni di travertino; sulla fronte del sarcofago sono raffigurati
due putti alati che
sostengono sostengono un medaglione in cui è raffigurato il mezzo
busto di un uomo togato. Sotto al medaglione sono altri due putti e
piccoli animali;
ai lati due giovani. Sopra il sarcofago è collocata una testa leonina
dalla cui bocca
fuoriesce il getto
d'acqua.
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Fontana del Tevere - Monti - via
delle Quattro Fontane
Si tratta di una delle Quattro
Fontane, che papa Sisto V fece sistemare all'incrocio tra la via Felice e la
strada Pia (ora scomposta in via Quattro Fontane, via Agostino Depretis, Via
del Quirinale e via XX Settembre), sul percorso che da Trinità dei
Monti porta a Santa Maria Maggiore. Le fontane, costruite tra il 1588 e il
1593 rappresentano il Tevere, l'Arno, Diana e Giunone. Quella del Tevere,
posta all'angolo della chiesa di S. Carlino, con l'immancabile lupa simbolo
di Roma, è opera di Domenico Fontana che aveva progettato anche la
via. Solo più tardi furono costruiti i palazzi attuali, che hanno
"inglobato" le quattro statue in quattro nicchie ai loro angoli. |
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Fontana del Viminale - Monti -
piazza del Viminale
Opera di Publio Morbiducci,
fu collocata nella
piazza antistante il palazzo del
Viminale nel 1929,
per abbellire il grande emiciclo
delimitato dalle rampe d’accesso al
palazzo del Ministero dell’Interno.
La fontana è costituita da un bacino
mistilineo, posto ad una quota ribassata
rispetto al selciato della piazza, al
centro del quale si erge un massiccio
basamento ornato da alcuni bassorilievi
con la Lupa Capitolina, la corona
turrita simbolo della città e le tre
alture dello stemma del Rione Monti.
Sulla sommità si trova un basso e largo
catino quadrangolare, decorato da
quattro finte maniglie circolari
scolpite, da cui si riversa un velo
d’acqua.
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Fontana dell'Obelisco - Monti -
piazza S. Giovanni in Laterano
La fontana si trova
a ridosso dell’obelisco lateranense, innalzato nella piazza da Domenico
Fontana nel 1588, ed è alimentata dall’Acqua Felice. Realizzata su
disegno di Flaminio Ponzio, è composta da una vasca sormontata da una
coppia di delfini che sostengono una valva di conchiglia, nella quale a
loro volta gettano zampilli due draghi alati ed un’aquila. I draghi e
l’aquila rimandano allo stemma gentilizio di papa Paolo V Borghese
(1605-1621), sotto il cui pontificato fu completata l’opera.
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Fontana Paolina - Monti - via
Paolina
E' una piccola
fontana realizzata nel 1930 su disegno dell'architetto Marcelliano
Mariano Ginesi, in via Paolina, vicino a piazza S. Maria Maggiore. E'
contraddistinta da un festone floreale con al centro la testa di un
putto alato, dalla cui bocca fuoriesce il getto dell'acqua che viene
riversato nella piccola e sottile vaschetta al di sotto. |
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Fontana di Monte Cavallo - Trevi -
piazza del Quirinale
La fontana è detta anche
dei Dioscuri perché le statue dei Dioscuri con i cavalli si trovano qui
sin dal 1588 quando Domenico Fontana per volere di Sisto V progettò la
sua unica fontana pubblica ponendo davanti alle statue una vasca
ottagonale al centro della quale su un balaustro sorreggeva un catino.
L'attuale fontana di piazza del Quirinale risale però al 1818 quando Pio VII
incaricò Raffaele Stern di sostituire la
precedente fontana, di cui si è persa traccia,
con quella attuale realizzata con il reimpiego di un grande catino di
granito grigio, che si trovava nel Foro Romano
dove fungeva da abbeveratoio per gli animali, poggiato su un poderoso
basamento che lo solleva dalla vasca.
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Fontana del Tritone - Trevi -
piazza Barberini
Realizzata in travertino da
Gian Lorenzo Bernini nel 1643 per ornare la piazza Barberini, quella cioè
antistante la facciata del sontuoso palazzo di papa Urbano VIII Barberini ,
la fontana del Tritone risulta di grande effetto decorativo ed è considerata
tra le più belle e le più famose fontane di Roma. Alimentata dall’acqua
Felice, è formata da un bell?intreccio di quattro delfini con la testa in
basso e aventi, fra le code attorcigliate in alto, due stemmi dei Barberini.
Le code sorreggono, inoltre, una grande conchiglia con le valve aperte, al
centro della quale si erge con tutto il busto un colossale tritone nell’atto
di soffiare entro una grande conchiglia da cui esce uno zampillo d’acqua
che, ricadendo nelle valve e poi nelle scannellature della stessa
conchiglia, provoca i rivoletti che si versano rumorosamente nella
sottostante ampia e bassa vasca protetta da colonnine di marmo, creando una
coreografia di grande effetto .
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Fontana di Diana - Trevi - via
delle Quattro Fontane
Si tratta di una delle
Quattro Fontane, che papa Sisto V fece sistemare all'incrocio tra la via
Felice e la strada Pia (ora scomposta in via Quattro Fontane, via
Agostino Depretis, Via del Quirinale e via XX Settembre), sul
percorso che da Trinità dei Monti porta a Santa Maria Maggiore. Le
fontane, costruite tra il 1588 e il 1593 rappresentano il Tevere,
l'Arno, Diana e Giunone. Quella di Diana, che guarda verso palazzo
Barberini, rappresenta la Fedeltà, come evidenzia la presenza di un
cane, è opera di Pietro da Cortona. Solo più tardi furono
costruiti i palazzi attuali, che hanno "inglobato" le quattro statue in
quattro nicchie ai loro angoli.
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Fontana di Giunone - Trevi - via
delle quattro Fontane
Si tratta di una delle
Quattro Fontane, che papa Sisto V fece sistemare all'incrocio tra la via
Felice e la strada Pia (ora scomposta in via Quattro Fontane, via
Agostino Depretis, Via del Quirinale e via XX Settembre), sul
percorso che da Trinità dei Monti porta a Santa Maria Maggiore. Le
fontane, costruite tra il 1588 e il 1593 rappresentano il Tevere,
l'Arno, Diana e Giunone. Quella di Giunone, con i simboli regali e
la presenza di un pavone, rappresenta la Fortezza. ed èsimbolo di Roma,
è opera di Domenico Fontana che aveva progettato anche la via. Solo più
tardi furono costruiti i palazzi attuali, che hanno "inglobato" le
quattro statue in quattro nicchie ai loro angoli.
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Fontana di Trevi - Trevi - piazza
di Trevi
La Fontana di
Trevi è la più monumentale fra le fontane di Roma. Progettata da Nicola
Salvi, è adagiata su un lato di Palazzo Poli e la sua struttura è resa
più imponente e fragorosa dalle limitate dimensioni della piazza e dal
dedalo di vicoli che bisogna attraversare per arrivarci. Al centro del
complesso monumentale si trova la statua di Oceano, rappresentato su un
cocchio a forma di conchiglia trainato da cavalli alati; si trovano poi,
fra le altre sculture, le figure dei tritoni e di animali marini,
mitologici o reali. La storia della fontana inizia ai tempi di Agrippa,
genero dell’imperatore Augusto, il quale fece arrivare l'acqua corrente
fino al Pantheon ed alle sue terme grazie alla costruzione
dell'acquedotto Vergine. La funzionalità dell'acquedotto, viene in parte
compromessa in età medievale,
al punto che nel 1453, Nicolò V, fece
riparare i danni che avevano ostruito per otto secoli le condutture e
ricostruire, da Leon Battista Alberti, il prospetto principale. Urbano VIII diede incarico al Bernini, nel 1625, di demolire l'antico prospetto
e dare inizio ad una nuova, più grandiosa fontana, ma, dopo quattro
anni, l'opera fu sospesa con la morte del Papa. Soltanto nel 1730
papa Clemente XII bandì un concorso per la realizzazione della
fontana che venne vinto da Nicola Salvi, che ne fece il
suo capolavoro, si dice copiando il progetto del Bernini. I lavori
durarono 30 anni e furono ultimati, sotto Clemente XIII, nel 1762. La
piazza è probabilmente il luogo più affollato di visitatori che
si può trovare a Roma: decine di migliaia di persone che ogni giorno
visitano l'opera per potere gettare nella vasca una moneta che, come la
leggenda vuole, garantisce al forestiero di tornare ancora a Roma nella
sua vita.
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Fontana di piazza Colonna - Colonna
- piazza Colonna
E ’collocata nelle
vicinanze del condotto principale dell’Acquedotto Vergine, con un
sistema di diramazioni che dalle falde del Pincio, attraverso via
Condotti, distribuiva l’acqua in tutto il Campo Marzio.
Progettata da Giacomo Della Porta e realizzata dallo scultore fiesolano
Rocco Rossi nel 1575, è costituita da una vasca di forma ovale in
marmo, arricchita sull’esterno da lesene con teste leonine in marmo
bianco. Nel 1830 la fontana subì modifiche a opera di Achille Stocchi in
concomitanza con i lavori di pavimentazione di via del Corso. Fu infatti
sostituito l’originario catino posto al centro della vasca con quello
attuale in marmo bianco e, in luogo dei quattro parallelepipedi da cui
fuoriusciva l’acqua, furono collocati i due gruppi composti da due
delfini con le code intrecciate all’interno di una conchiglia.
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Fontana del Clementino - Campo Marzio -
via di Ripetta
Il nome della
fontana deriva dal Porto Clementino, che era l'altra denominazione del
porto di Ripetta. Eretta nel XVI secolo durante il pontificato di
Gregorio XIII, è una fontana abbeveratoio, addossata all’angolo di un
palazzo,
costituita da un blocco di cornice a dentelli di epoca romana, scavato
all’interno in modo da formare una vasca: l’acqua scende da una cannella
al di sopra della vasca, inserita in una piccola cornice ad arco.
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Fontana degli Artisti - Campo
Marzio - via Margutta
Fu realizzata nel 1927 su
progetto dell'architetto Pietro Lombardi e rappresenta un insieme dei
simboli degli
artisti quali cavalletti, tavolozze, maschere, pennelli e compassi, chiaro
riferimento alla vita artistica da cui via Margutta è sempre stata
caratterizzata. Da una base triangolare si alzano due cavalletti da pittore
sulle cui mensole poggiano due mascheroni, uno triste l'altro allegro, a
sottolineare le alterne fortune della categoria. |
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Fontana dei Navigatori - Campo
Marzio - via del Porto di Ripetta
Fatta costruire nel 1704 da papa Clemente XI Albani su
progetto di Alessandro Specchi, fu originariamente collocata sulla sponda del Tevere,
presso il porto di Ripetta ed utilizzata per dissetarsi dai facchini
addetti allo scarico di legna da ardere e vino. E' costituita da
una vasca ovale a un'estremità della quale si inserisce una scogliera su
cui appoggia una conchiglia che ha ai lati due delfini. L'acqua che
sgorga dall'alto della scogliera e dalle bocche dei delfini si raccoglie
nel bacino sottostante. A metà Settecento in cima alla scogliera venne
posta una lanterna allo scopo di facilitare l'approdo notturno delle
imbarcazioni.
A seguito dei lavori per la sistemazione degli argini del Tevere e la
demolizione del porto di Ripetta , la fontana venne smontata e finì nei
magazzini comunall fino al 1929, quando fu ricollocata quasi nel punto
della originaria collocazione.
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Fontana dei Quattro Leoni - Campo
Marzio - piazza del Popolo
La fontana opera del
Valadier, rientrava nel progetto di risistemazione del complesso
urbanistico comprendente Piazza del Popolo e il colle del Pincio,
trasformato in giardino pubblico. I lavori, interrotti con la caduta di
Napoleone e la restaurazione, furono ripresi e compiuti nel 1834 durante
il pontificato di Gregorio XVI . Al centro di tutto il complesso si
trova l’obelisco, collocato nella piazza da Domenico Fontana nel 1589
come motivo unificatore del sistema viario del Tridente (odierne Via del
Babuino, Via del Corso e Via di Ripetta). Agli angoli della scalinata
quadrata su cui poggia l’obelisco, sono quattro vasche circolari; al di
sopra di queste, quattro leoni, poggianti su piramidi a gradini, dalle
cui bocche esce un velo d’acqua.
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Fontana del Babuino - Campo Marzio
- via del Babuino
Il nome di via del
Babuino venne attribuito alla via Paulina alla fine del Cinquecento
quando un ricco commerciante ferrarese, Patrizio Grandi, ottenuta
l'acqua per la sua abitazione e i suoi orti, costruì per la popolazione
della zona una pubblica fontana. La statua del Satiro sovrastante la
vasca termale romana rettangolare di granito grigio, donata dal Grandi,
non piacque per nulla al popolo che vi riconobbe le fattezze di "un
babuino": così dal 1581 l'antica strada Paulina mutò nome divenendo via
del Babuino. Il Babuino è una delle
famose "statue parlanti" di Roma. |
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Fontana del Bottino - Campo Marzio
- rampa di S. Sebastianello
Realizzata verso il
1570 la fontana
si trova sulla salita di San Sebastianello; quest’ultima è in
comunicazione con la scalinata di Trinità dei Monti, laddove
compie una stretta e brusca curva, tramite una rampa di scale. E’ in
questo punto che si trova il nicchione a volta ricavato nel muro di
contenimento del sovrastante viale della Trinità dei Monti. La fontana è
costituita da un sarcofago rettangolare appena sopraelevato da terra da
due parallelepipedi di travertino. Dall'interno del sarcofago escono tre
zampilli d'acqua che ricadono in una piscina a fior di terra.
architravato e voltato, cui fanno ombra romantici tralci d’edera.
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Fontana del Nettuno - Campo Marzio
- piazza del Popolo
La fontana,
costruita nell’emiciclo sinistro ed ultimata nel 1823, si colloca
nell’emiciclo occidentale di Piazza del Popolo, sul lato verso il
Tevere, esattamente di fronte a quella della Dea Roma nell’emiciclo
opposto. È costituita da una vasca semicircolare in travertino, su cui è
una grande conchiglia di pietra; al di sopra di questa, una piccola
tazza raccoglie l’acqua che fuoriesce dalla parete. La fontana è
coronata da un gruppo, disegnato da Valadier e scolpito da Giovanni
Ceccarini , raffigurante Nettuno ai cui piedi sono due tritoni
appoggiati a delfini.
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Fontana del Trullo - Campo Marzio -
piazza Nicosia
Costruita da Giacomo
Della Porta nel 1572, era precedentemente collocata in Piazza del
Popolo. Nel 1823, quando Valadier curò la nuova sistemazione della
piazza, fece rimuovere la fontana, che venne trasferita in Piazza S.
Pietro in Montorio, per finire poi nei depositi comunali. Venne
ricostruita in Piazza Nicosia nel 1950, ma della fontana originale
rimase soltanto la vasca ottagonale, posta su due bassi gradini
sopraelevati rispetto al piano stradale. Al centro si innalza un
elegante balaustro in marmo cipollino che sorregge un catino decorato
all’esterno da emblemi araldici della famiglia Borghese.
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Fontana della Barcaccia - Campo
Marzio - piazza di Spagna
La
fontana, alimentata dall’Acqua Vergine, è stata
realizzata tra il 1626 e il 1629 da Pietro
Bernini, nominato architetto dell’Acqua Vergine
da papa Urbano VIII Barberini; alcuni studiosi
la attribuiscono al figlio Gian Lorenzo, ma è
più probabile che questi si limitò a concludere
i lavori alla morte del padre. La fontana ha la
forma di un’imbarcazione con prua e poppa
identiche, immersa in una piscina ovale. Sulla
parte esterna della prua e della poppa sono due
grandi stemmi di Urbano VIII con tre api; ai
lati degli stemmi l’acqua esce da finte bocche
di cannoniere. Nella parte interna vi sono
invece due soli con volto umano, altro emblema
Barberini, dalle cui bocche esce l’acqua,
raccolta da volute che la incanalano verso
l’esterno. Al centro, da una vasca, esce un
altro grosso fiotto d’acqua.
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Fontana della Botticella - Campo
Marzio - largo S. Rocco
Nel porto di Ripetta,
attraccavano le navi cariche di mercanzia; per tale ragione la confraternita
degli osti volle erigere una fontana ristoratrice raffigurante un facchino
simbolico per tutti i portatori di legna, vino, acqua, verdura, di tutte le
merci che arrivavano a Roma per via fluviale. La scelta del portatore di
vino non fu casuale: il perché si ritrova nelle abitudini e consuetudini del
porto, dove fra tutte le merci in arrivo la più ambita e desiderata era
senz’altro il vino. Tutte le partite di questa merce provenienti dall’alto
Lazio trovavano qui i primi diretti estimatori e ovviamente assaggiatori:
erano i portatori che compivano il rito della degustazione, accompagnato
naturalmente da momenti di festa popolare.
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Fontana della Dea Roma - Campo
Marzio - piazza del Popolo
E' la fontana collocata
nell'emiciclo destro, verso il Pincio, disegnata dal Valadier nel 1823 ed il
gruppo scultoreo in marmo, che fu eseguito da Giovanni Ceccarini,
rappresenta la Dea Roma armata di lancia e con l'elmo, con ai lati le statue
giacenti del Tevere e dell'Aniente e della lupa che allatta i due gemelli.
La vasca di travertino a forma di ampia conchiglia raccoglie l'acqua
proveniente da una piccola tazza collocata alla base del monumento.
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Fontana della Palla di Cannone -
Campo Marzio - via Trinità dei Monti
La fontana sorge di fronte a
Villa Medici e fu realizzata intorno al 1589 da Annibale Lippi su incarico
del cardinale Ferdinando de’ Medici. È costituita da un’ampia vasca
ottagonale a livello del terreno, al centro della quale si eleva un pilastro
che sostiene una tazza circolare di granito a forma di coppa, con al centro
una sfera di marmo da cui zampilla l’acqua. La sfera, secondo la tradizione,
sarebbe una palla di cannone che la regina Cristina di Svezia, durante una
visita a Castel Sant’Angelo, avrebbe fatto sparare un colpo di cannone
contro il portone di Villa Medici. La palla di cannone sarebbe stata
raccolta e inserita, a ricordo del fatto, nella sommità della fontana.
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Vasca di Ripetta - Campo Marzio -
via di Ripetta
Eretta nel XVI secolo durante
il pontificato di Gregorio XIII è addossata all'angolo tra via di Ripetta e
via del Clementino su di una parete di palazzo Negroni. E' costituita da una
vasca rettangolare, lunga e stretta, di granito romano, con ampi bordi
arrotondati, che riceve l'acqua da due bocchette simmetriche inserite sulla
parete di appoggio entro altrettante formelle di marmo.
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Fontana dell'Ara Pacis - Campo Marzio -
lungotevere in Augusta
E' la fontana che fa parte del
complesso che protegge l'Ara Pacis realizzato nel 2006 su progetto di
Richard Meyer. Si compone di una vasca con sedici zampilli verticali; su uno
dei lati, una parete è bagnata per la sua intera lunghezza dall'acqua che
cola da una grondaia situata sul bordo superiore
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Fontana del Leone - Ponte - piazza
S. Salvatore in Lauro
La fontana, originariamente in
Via di Panico, da circa sessant’anni adorna la facciata del convento annesso
alla chiesa di San Salvatore in Lauro. È costituita da una nicchia
riproducente una grotta, inquadrata da due pilastrini architravati. Al
centro fuoriesce una testa di leone in marmo bianco dalla cui bocca sgorga
l’acqua che si raccoglie nella sottostante vaschetta marmorea.
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Fontana di S. Simeone - Ponte -
piazzetta di S. Simeone
La fontana si trovava in
origine in Piazza Montanara, nei pressi del Teatro di Marcello; scomparsa
questa piazza per l’apertura della Via del Mare, fu collocata nel 1932 nel
giardino degli Aranci sull’Aventino e trasferita infine nel 1973 nella
piazzetta di S. Simeone ai Coronari.
Costruita nel 1589 da Pietro
Gucci su disegno di Giacomo della Porta, era di lineare semplicità, con un
catino superiore e bacino sottostante. Nel corso degli anni subì varie
trasformazioni. Nel 1696 vi fu aggiunto un catino su colonna poggiante su un
cubo decorato con quattro mascheroni, probabile opera di Carlo Fontana.
Nel 1829 la fontana subì ulteriori modifiche: la vasca inferiore venne
sostituita con quella attuale, sui cui bordi sono scolpiti gli stemmi dei
Conservatori e del Priore dei Caporioni in carica. La parte superiore rimase
invece la stessa, anche se furono asportati i due stemmi a ridosso del fusto
centrale.
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Fontana della Terrina - Ponte -
piazza della Chiesa Nuova
Progettata dal Della Porta per
volere di Gregorio XIII attorno al 1581 fu collocata al centro della piazza
di Campo de Fiori. Su di essa, nel 1622, papa Gregorio XV fece apporre un
coperchio di travertino, con al centro una palla, molto probabilmente per
evitare che la fontana continuasse ad essere un ricettacolo di immondizia.
Il risultato fu che la fontana risultò talmente somigliante ad una zuppiera
che i romani la battezzarono "la Terrina". La fontana venne rimossa da Campo
de Fiori a fine Ottocento quando fu eretto il monumento a Giordano Bruno.
Solo nel 1924, dopo essere rimasta per oltre un trentennio in deposito nei
magazzini comunali, fu ricollocata in piazza della Chiesa Nuova.
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Fontana dell'Orso - Ponte - via di
Monte Brianzo
Costruita agli inizi del XX
secolo, la fontana è costituita da una testa d’orso dalla cui bocca esce
l’acqua, che si riversa in una bassa vasca a balaustra in travertino
sorretta da un piedistallo. La fontana è inquadrata in una cornice con arco,
su cui è lo stemma del Comune e la scritta "acqua vergine". La testa d’orso
ricorda la famiglia Orsini, che aveva alcune proprietà nella zona .
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Stele del Teatro Apollo - Ponte -
lungotevere Tor di Nona
La fontana, opera di Cesare
Bazzani, fu realizzata nel 1925 nel luogo dove sorgeva il Teatro Apollo,
demolito nel 1888 per la costruzione del lungotevere. È costituita da un
sarcofago strigilato, su cui è sovrapposta una stele marmorea delimitata da
due colonne; sopra di queste, al posto dei capitelli, sono due maschere
teatrali. La fontana è alimentata dall’Acqua Marcia.
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Fontana dei Quattro Fiumi - Parione -
piazza Navona
Si
trova al centro della piazza occupata
nell’antichità dallo stadio di Domiziano.
Alimentata dall’Acqua Vergine ed inaugurata nel
1651 da Innocenzo X Pamphilj , è opera di Gian
Lorenzo Bernini. Al centro della fontana si
innalza l’obelisco proveniente dal circo di
Massenzio sull’Appia. Ai suoi piedi un basamento
roccioso ospita quattro gigantesche statue,
eseguite dai collaboratori del Bernini, che
raffigurano i fiumi dei quattro continenti
allora noti: il Nilo, il Gange, il Danubio ed il
Rio della Plata. La scogliera è arricchita da fiori,
frutti, animali.
Lo stemma della famiglia Pamphilj, una colomba
con il ramoscello di olivo nel becco, decora i
lati del basamento e la sommità dell’obelisco.
Alcuni atteggiamenti delle raffigurazioni, in
particolare del Rio della Plata, con il volto
spaventato e la mano sinistra levata come a
difendersi dal crollo della vicina chiesa di S.
Agnese in Agone, hanno acceso l’immaginazione
popolare generando aneddoti sulla rivalità tra
il Bernini e il Borromini. Aneddoti di pura
fantasia perché quando la Fontana dei Fiumi era
già stata ultimata, i lavori di costruzione
della chiesa non erano ancora iniziati.
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Fontana del Moro - Parione - piazza
Navona
La
fontana, alimentata dall’Acqua Vergine, si trova
nell’estremità meridionale di piazza Navona, di
fronte al palazzo Pamphilj. Il bacino,
realizzato nel 1575 da Giacomo della Porta
durante il pontificato di Gregorio XIII
Boncompagni era decorato da gruppi di tritoni,
draghi e mascheroni di artisti cinquecenteschi
(Egidio della Riviera, Taddeo Landini, Simone
Moschini e Giacobbe Silla Longhi) su disegni di
Giacomo della Porta sostituiti nel 1874 con
copie di Luigi Amici. Innocenzo X Pamphilj
incaricò Gian Lorenzo Bernini di rinnovare la
fontana cinquecentesca. Venne così realizzata
una piscina che ricalca il disegno della
precedente vasca al cui centro venne collocata,
nel 1655, una statua scolpita da Giannantonio
Mari su progetto del Bernini stesso. Essa
raffigura un moro che stringe tra le mani la
coda di un delfino con la testa, da cui sgorga
l’acqua, che fuoriesce dalle gambe della statua.
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Fontana del Nettuno - Parione - piazza
Navona
Nota anche come Fontana dei
Calderai, è posta all'estremità settentrionale di piazza Navona. L'opera
deve il disegno e la realizzazione della sua vasca allo stesso Giacomo della
Porta autore del bacino della Fontana del Moro all'estremità opposta della
piazza. Giunta fino all'unità d'Italia senza alcun corredo scultoreo, per
dare alla Fontana del Nettuno una similitudine stilistica con le altre
fontane dell'area, venne varato nel 1873 un concorso per la realizzazione
dell'apparato monumentale che vede vincitori Gregorio Zappalà e Antonio
Della Bitta. Il primo realizzerà il complesso decorativo a soggetto
mitologico delle "Nereidi con putti e cavalli marini", il secondo il gruppo
marmoreo "Nettuno lotta con una piovra" che riprende il tema dello scontro
fisico che già nella fontana del Moro vede fronteggiarsi un etiope ed un
delfino.
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Fontana della Cancelleria - Parione -
piazza della Cancelleria
La fontana, alimentata
dall'Acqua Vergine, è opera di Publio Morbiducci, vincitore, nel 1928, di un
concorso che prevedeva la sostituzione di dieci fontanine in ghisa con
altrettante "artistiche". L’opera di Morbiducci si ispira al vicino palazzo
rinascimentale della Cancelleria ed è realizzata in travertino. La fontana è
innalzata su di un piccolo basamento, con decorazione racchiusa da un
triangolo entro cui si trova lo stemma del cardinale Ludovico Trevisan, più
noto come Mezzarota Scarampi, che alla metà del ‘400 rimodernò e
restaurò il Palazzo della Cancelleria. L’acqua sgorga da una cannella che
fuoriesce dal piccolo rosone dello stemma e si raccoglie nella sottostante
vasca di forma rettangolare con, sulla fronte, la sigla del Comune di Roma
e, ai lati, due pilastrini.
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Fontana di Campo de' Fiori - Parione -
piazza Campo de' Fiori
E’ la fontana che sostituì la
“Terrina” di Papa Boncompagni, spostata per far posto al monumento di
Giordano Bruno e che il comune realizzò nel 1887, periodo in cui
l’amministrazione stava ripristinando e costruendo nuove fontane, con una
nuova forma, senza più coperchio, e una nuova collocazione, decentrandola
verso la cancelleria.
La nuova fontana, alimentata dall’acqua
Paola, ripropone la vasca progettata dal
Della Porta nelle misure e proporzioni,
priva del “coperchio” seicentesco e con
notevoli varianti relative alla forma
dell’invaso e ai punti di erogazione
dell’acqua: la vasca è infatti sollevata su
di un dado in modo da emergere completamente
al di sopra della quota del bacino esterno;
questo, di forma ovale, è composto da
blocchi regolari di granito. L’acqua
zampilla da un alto boccaglio centrale in
bronzo a forma di bocciolo chiuso.
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Fontana del Mascherone - Regola -
via Giulia
Si
trova in Via Giulia, all'altezza dei giardini di Palazzo Farnese. Si
tratta di una fontana costruita non per ornamento ma per uso pubblico.
La sua
realizzazione risale al
1570 con l'arrivo nella zona dell'Acqua Paola. I Farnese finanziarono
quest'opera insieme alla costruzione delle due fontane che ornano piazza
Farnese, antistante l'omonimo Palazzo. Sia la vasca in granito di
raccolta dell'acqua, che il faccione in marmo, dalla cui bocca sgorga
l'acqua, sono di epoca romana. La provenienza è da una delle tante terme
capitoline. Il mascherone è inserito in un prospetto con grandi volute
laterali alla base con architrave sormontato dal giglio araldico dei
Farnese, originariamente in travertino, sostituito nell'ottocento con
uno di ferro. Il Mascherone getta l'acqua in un sottostante piccolo
catino semicircolare, dal quale si raccoglie poi in una vasca di granito
rettangolare e quindi in un bacino di raccolta a fior di terra, protetto
da colonnine e catene di ferro. In determinate feste organizzate dai
Farnese, dalla bocca del mascherone usciva vino anziché acqua.
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Fontana del Monte - Regola - piazza
del Monte di Pietà
Commissionata agli inizi
del XVII secolo da Paolo V Borghese a Carlo Maderno, è costituita dalla
valva di una massiccia conchiglia in cui svetta un'aquila, simbolo della
famiglia Borghese, che poggia le zampe su due piccoli basamenti. Un
mascherone, posto al centro di un fregio triangolare, versa l'acqua
dalla bocca nella sottostante vasca con bordo arrotondato. Ai lati del
mascherone due draghi sbucano fuori dal fregio centrale e dalla bocca
versano anch'essi acqua nella vasca.
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Fontana di piazza Cairoli - Regola
- piazza Cairoli
La fontana si trova al
centro di un’area sistemata a giardino. Fu realizzata nel 1888 da
Edouard Andrè ed è costituita da una vasca di granito di forma
quadrangolare con, al centro, un pilastro la cui decorazione (delfini di
bronzo intorno ad un tridente) è andata perduta. Il pilastro sostiene un
catino circolare, proveniente dagli scavi del 1887 nella vicina Piazza
Cenci. Al di sopra si trova un secondo pilastro sostenente un catino da
cui fuoriesce l’acqua.
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Fontane di piazza Farnese - Regola
- piazza Farnese
Le fontane, alimentate
dall’Acqua Paola, costituiscono l’ornamento della piazza, dominata
dall’imponente palazzo rinascimentale della famiglia Farnese ora sede
dell’Ambasciata di Francia. Le grandi vasche di granito, decorate con
anelli e teste leonine, di identica forma, provenivano dalle terme di
Caracalla e nel 1466 si trovavano a Piazza Venezia, davanti al Palazzo
di San Marco. Al tempo di Paolo III Farnese una delle due fu trasportata
al centro della piazza mentre la seconda venne aggiunta nel 1580. La
sistemazione delle due fontane, del 1626 su disegno attribuito a
Girolamo Rainaldi, consiste in una vasca in travertino che contiene
quella romana con catino che sostiene il giglio, emblema della famiglia
Farnese, da cui zampilla l’acqua. Attraverso quattro mascheroni, l’acqua
si riversa poi nelle vasche romane e, da ultimo, nei sottostanti bacini.
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Fontana dei Libri - Sant'Eustachio -
via degli Staderari
Fu disegnata da Pietro
Lombardi ed eseguita in travertino nel 1927. In una nicchia coronata da
un arco su cui è la sigla S.P.Q.R, è raffigurata la testa di un cervo,
simbolo del rione; ai suoi lati sono quattro libri antichi, due in
ciascun lato, che poggiano su mensole a ricordare forse la vicina Antica
Università della Sapienza, ove ora ha sede l’Archivio di Stato. L’acqua
esce da due cannelle a forma di segnapagine, e da altre due inserite
entro formelle circolari.
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Fontana del Pantheon -
Sant'Eustachio - piazza della Rotonda
La
fontana, disegnata da Giacomo Della Porta e
costruita nel 1575, durante il pontificato di
Gregorio XIII Boncompagni è alimentata
dall’Acqua Vergine. Della originale fontana oggi
non rimane che l’elegante vasca mistilinea in
marmo bigio africano realizzata da Leonardo
Sormani. La fontana di Piazza della Rotonda
assunse l’aspetto odierno nel 1711, durante il
pontificato di Clemente XI Albani quando fu
operato un rifacimento affidato a Filippo
Barigioni, che si ispirò allo schema compositivo
della berniniana Fontana dei Fiumi. E'
costituita da una scogliera in travertino con
quattro delfini angolari da cui svetta, su di un
piedistallo, un obelisco proveniente dal tempio
di Iside e Serapide di Domiziano, che fin dal
XIV secolo si trovava davanti alla vicina chiesa
di San Macuto. Ai lati sud e nord della base
furono collocati gli stemmi araldici di papa
Albani e quelli papali con tiara, chiavi e
cornucopia. Una stella Albani in bronzo decora
la sommità dell’obelisco.
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Fontana di piazza S. Eustachio -
Sant'Eustachio - piazza S. Eustachio
Nel 1985, durante gli
scavi eseguiti nel cortile di palazzo Madama, venne alla luce un'ampia
vasca, di epoca imperiale romana, probabilmente appartenente al
complesso delle terme neroniane-alessandrine esistenti nella zona. Al
momento del ritrovamento la vasca era ridotta in molteplici frammenti,
alcuni del peso di varie tonnellate, e la sua ricomposizione ha
richiesto una complessa opera di restauro. La vasca ha un diametro di m.
5.30, ed un peso di circa 25 tonnellate, mentre il basamento, è stato
realizzato ex novo. Trasferita in piazza S. Eustachio e posta al centro
di un bacino di raccolta dell'acqua proveniente dallo zampillo centrale,
la fontana è stata donata dal Senato alla città di Roma e inaugurata il
22 dicembre 1987, in occasione del 40° anniversario della promulgazione
della Costituzione repubblicana.
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Fontana Scossacavalli -
Sant'Eustachio - piazza S. Andrea della Valle
Progettata dal Maderno per
volere di Paolo V Borghese fu realizzata nel 1614 e collocata nella
Piazza Scossacavalli, dove, tra l’altro, sorgeva l’antica chiesa di San
Giacomo sul percorso dell’odierna via della Conciliazione. Costituita
da una vasca a pianta quadrata, sui cui lati si innestano archi di
cerchio; al centro è un fusto decorato con quattro volute, su cui sono
raffigurati l’aquila e il drago della famiglia Borghese, che sorregge il
catino, di forma circolare, basso e largo; al centro del catino è un
capitello. Nel 1933, con la demolizione della spina di Borgo per
l’apertura di Via della Conciliazione, la fontana venne smontata e
depositata nei magazzini comunali; nel 1958 fu ricostruita, sostituendo
qualche elemento, dinanzi alla facciata della chiesa di S. Andrea della
Valle, nella piazza omonima.
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Fontana del Facchino - Pigna - via
Lata
Originariamente collocata
sulla facciata di palazzo Grifoni su via del Corso, fu trasferita nel
1872 in via Lata, sulla facciata del palazzo De Carolis Simonetti,
attualmente sede della Banca di Roma. Rappresenta un acquaiolo con il
tipico vestito cinquecentesco dei facchini, che sostiene un barilotto da
cui fuoriesce l’acqua. L’opera, commissionata probabilmente
dall’Università degli Acquaioli, è stata attribuita a Jacopino del Conte
e realizzata forse durante il pontificato di Gregorio XIII . A partire
dal ‘600 il Facchino divenne una delle"statue parlanti" di Roma.
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Fontana del Sarcofago - Pigna - via
S. Stefano del Cacco
La fontana si trova
all’esterno della facciata posteriore di Palazzo Altieri ed è costituita da
un sarcofago di epoca romana su cui sono raffigurati due putti alati che
reggono un medaglione con testa di Gorgone. Ai lati sono altri due putti
alati ed in basso, due scoiattoli che mangiano frutta uscita da due vasi
rovesciati, un arco e una faretra. Il sarcofago è inserito in un prospetto
architettonico in cui è lo stemma della famiglia Altieri e l’iscrizione
nella quale si ricorda come la fontana, che si trovava all’interno del
palazzo fin dalla metà del Seicento, venisse "trasferita dall’interno ad uso
pubblico l’anno 1874".
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Fontana della Pigna - Pigna -
piazza S. Marco
È una delle dieci fontanelle
rionali realizzate da Lombardi tra il 1925 e il 1927, e simboleggia il rione
omonimo. È costituita da uno stelo al centro di un piccolo bacino, sul quale
due corolle molto stilizzate sostengono una pigna; l’acqua esce da due
cannelle laterali e si riversa nelle vaschette a fior di terra, circondate
da quattro paracarri. La fontana ricorda la grande pigna antica, dal quale
il rione prende nome, ora collocata nell’omonimo cortile in Città del
Vaticano |
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Fontane dei Leoni - Campitelli -
scalinata del Campidoglio
Le due fontane, poste
simmetricamente all’inizio della cordonata del Campidoglio, presentano due
leoni egizi dalle cui bocche esce l’acqua che si riversa in due
vaschette.
I leoni provengono
dall’Iseo Campense) ed erano collocati all’ingresso della chiesa di Santo
Stefano del Cacco. Nel 1562 Pio IV Medici li donò al popolo romano per
decorare la cordonata del Campidoglio collocati su basi disegnate da Giacomo
Della Porta. Quando nel 1587 fu condotta l’Acqua Felice sul colle
Capitolino, i leoni vennero adattati a fontane, ponendovi davanti due calici
in travertino.
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Fontana dell'Aracoeli - Campitelli -
piazza dell'Aracoeli
Venne scolpita da Andrea
Brasca, Pietro Gucci e Pace Naldini su disegno del Della Porta nel 1589
durante il pontificato di Sisto V. La fontana subì numerosi rimaneggiamenti:
la collocazione iniziale mutò a seguito della demolizione avvenuta agli
inizi del XX secolo per la costruzione del Vittoriano, e poi negli anni '30
per l'apertura della strada che porta alla Bocca della verità. Composta di
due vasche di forme diverse, la seconda, più piccola, sorregge un gruppo di
putti che versano acqua da altrettante anfore che reggono in mano.
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Fontana del Tirreno - Campitelli -
piazza Venezia
Si tratta della fontana a
destra del monumento a Vittorio Emanuele II, opera di Pietro Canonica,
eseguita nel 1911 ed è posta in perfetta simmetria con la fontana del
Quadrelli raffigurante l’Adriatico. E’ una poderosa statua in atto di
sollevarsi da un masso marino, aiutandosi con il braccio destro e con il
movimento del tronco: ha la testa rivolta in alto, lunga barba incolta e
riccioluti capelli al vento. Ai suoi piedi riposa la lupa capitolina. La
statua è collocata su una struttura piramidale identica a quella della
simmetrica fontana dell'Adriatico.
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Fontana dell'Adriatico - Campitelli
- piazza Venezia
Si tratta della fontana
a sinistra del monumento a Vittorio Emanuele II, opera di Emilio Quadrelli,
eseguita nel 1911 ed è posta in perfetta simmetria con la fontana del
Canonica raffigurante il Tirreno.
Rappresenta la figura di un Adriatico pensoso, che giace distesa, con il
braccio sinistro che accarezza un leone veneziano. La mano destra
sorregge il capo appoggiandosi sulla fronte
e lo sguardo sfugge lontano all'orizzonte. Una conchiglia sul capo raccoglie
parzialmente la folta e riccioluta capigliatura.
Una struttura articolata in più piani sorregge la grande statua e si
ricollega alla vasca sottostante in cui confluisce l'acqua proveniente da
una fessura della muratura, gettandosi con un ampio ventaglio.
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Fontana della Dea Roma - Campitelli
- piazza del Campidoglio
La fontana orna la facciata
del Palazzo Senatorio e venne ideata da Michelangelo negli anni attorno al
1536 non come fontana (l'acqua giunse in Campidoglio una cinquantina d'anni
più tardi), ma come ornamento della piazza. Nella nicchia al centro
della scalinata Michelangelo previde l'inserimento di una statua di Minerva
(oggi nel cortile del museo Capitolino) che venne posizionata nel 1583, ma
che poi fu sostituita con l'attuale statua, di più modeste dimensioni, della
dea Roma. Ai lati della nicchia, nelle specchiature della scala,
Michelangelo sistemò nel 1543 due colossali statue di fiumi
provenienti dalle terme di Costantino sul Quirinale. A sinistra è
raffigurato il Nilo accompagnato da una cornucopia, simbolo di fertilità, e
da una sfinge. A destra, il Tevere è affiancato da una tigre, in seguito
trasformata in lupa, e dai due gemelli. Quest’ultima statua originariamente
rappresentava il Tigri ma i Romani vollero trasformare il Tigri in Tevere e
dunque mutarono la tigre in lupa e le misero accanto Romolo e Remo.
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Fontana di Campitelli - Campitelli
- piazza di Campitelli
La fontana fu ideata da
Giacomo della Porta nel 1589 e realizzata da Pompilio de Benedetti. In
origine era situata al centro della piazza, ma nel 1679 in seguito
all'ampliamento della chiesa di Santa Maria in Campitelli venne spostata
nella posizione attuale. E' decorata con gli stemmi della quattro famiglie
preminenti nella zona (Albertoni, Capizucchi, Muti e Ricci che si
accollarono l'onere dei lavori) e da due mascheroni che versano acqua. Sopra
la vasca, sorretto da un balaustro di marmo a forma di calice, trova posto
un catino circolare al centro del quale si innalza un getto d'acqua.
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Fontanella di S. Pietro in Carcere
- Campitelli - via S. Pietro in Carcere
Si trova addossata ad un muro
di sostegno del giardino che si affaccia sulla via nei pressi di piazza del
Campidoglio. E' composta da un piedistallo che sorregge un catino
semicircolare in cui si raccoglie l'acqua che fuoriesce da una canna di
ferro collocata al centro di una rosetta, a sua volta inserita in un
prospetto ad arco di travertino, sulla quale sono incise due scritte:
"S.P.Q.R." e "Acqua Marcia".
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Fontana del Pianto - Sant'Angelo -
piazza delle Cinque Scole
La fontana, costruita
nel 1591 su disegni di Giacomo della Porta dallo scalpellino Pietro Gucci, è
conosciuta anche come di "Piazza Giudia" o "Giudea", ingresso principale del
Ghetto da cui venne rimossa nel 1880 durante i lavori di sistemazione della
zona. Nel 1924 il catino e il fusto furono dapprima collocati nei pressi
della chiesa di S. Onofrio al Gianicolo e poi riuniti, nel 1930, alla vasca
originaria e collocati nell’attuale piazza delle Cinque Scole.
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Fontana delle Tartarughe -
Sant'Angelo - piazza Mattei
Si trova nel rione
Sant'Angelo, in prossimità del Ghetto ebraico e orna la piccola piazza
Mattei, dal nome dalla potentissima famiglia, che possedeva tutti i
palazzi che circondano la piazza. Come molte fontane del centro di Roma
è alimentata dall'Acquedotto Vergine, che disseta i romani sin dai tempi
dell'Imperatore Augusto. Alla fine del 1500 la fontana era stata
prevista nella vicina piazza Giudia, dove si trovava un mercato, ma
l'intervento della famiglia Mattei fece sì che essa venisse
costruita proprio davanti al palazzo omonimo.
La famiglia, in cambio, si impegnò a pavimentare la piazza e a tenere
pulita la fontana. Fu progettata da Giacomo della Porta, il creatore
delle due fontane alle estremità di piazza Navona. Al centro di una
ampia vasca quadrangolare, trovano posto quattro grandi conchiglie di
marmo al di sopra delle quali quattro efebi di bronzo immobilizzano,
ponendo loro un piede sulla testa, altrettanti bronzei delfini.
tenendo in mano le loro code e spingono a bere piccole tartarughe da cui
la fontana prende il nome.
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Fontanile di Clemente XI - Ripa - lungotevere
Aventino
Questo antico
abbeveratoio, costruito da Carlo Bizzaccheri nel 1717 durante il pontificato
di Clemente XI Albani, era un tempo situato accanto alla fontana dei Tritoni
di Piazza della Bocca della Verità, anch’essa opera del Bizzaccheri. Era
d’uso comune, ancora nel Settecento, che le fontane più monumentali ed
aristocratiche venissero affiancate da modeste vasche ad uso della
popolazione. Quando, dopo il 1870, tutta l’area fu interessata ai lavori di
costruzione del lungotevere, il fontanile, costituito da una vasca
rettangolare che riceve acqua da una protome leonina sormontante uno
dei lati corti, venne separato e trasferito nella sede attuale.
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Fontana dei Tritoni - Ripa - piazza
Bocca della Verità
Opera del 1715 del
perugino Carlo Bizzaccheri, fu commissionata da papa Clemente XI durante
i lavori di sistemazione per livellare Piazza della Bocca della Verità,
che si trovava due metri sopra il piano attuale della chiesa di Santa
Maria in Cosmedin. La fontana è costituita da una larga vasca ottagonale
ed al centro, su un grande scoglio, vi sono sue tritoni con le code
intrecciate che, volgendosi le spalle, sorreggono una grossa conchiglia
sul cui bordo esterno sono scolpiti due stemmi di Clemente XI. È
evidente il riferimento alla berniniana fontana del Tritone; la fontana
è una pennellata barocca in un ambiente severo che, all'epoca, era anche
abbandonato e disabitato. |
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Fontana del Mascherone di S. Sabina
- Ripa - piazza Pietro d'Illiria
La fontana è
collocata entro una nicchia ricavata nel muro antistante alla basilica
di S. Sabina. E' una fontana che ha avuto, a dir poco, una storia
travagliata, ricca di traslochi. Il mascherone era precedentemente
collocato in quella parte del Foro Romano detta Campo Vaccino, ad ornare
un altro vascone di granito grigio che costituiva l'abbeveratoio per le
mandrie di buoi che pascolavano liberamente nel Foro. Nella prima metà'
dell'Ottocento la vasca grigia fu trasferita a Montecavallo (attuale
piazza del Quirinale), ad ornare la fontana dei Dioscuri. Il mascherone
venne invece sistemato, come fontana, nella zona dove poi sorse il porto
Leonino, fin quando (nel 1897) fu smontato e trasferito nei depositi
comunali fino al 1936 quando trovò la sua collocazione definitiva
all’Aventino.
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Fontana dell'Acqua Paola -
Trastevere - piazza
Trilussa
Commissionata da
Paolo V Borghese agli architetti Van Zanten (detto il Vasanzio) e
Giovanni Fontana, fu realizzata nel 1613. E’ la seconda mostra
dell'Acqua Paola, ovvero dell'antico acquedotto Traiano, dopo il
prolungamento della sua canalizzazione per alimentare, oltre ai rioni di
Trastevere e Borgo, anche quelli di Regola e Ponte. Infatti,
originariamente la fontana era situata dalla parte opposta del fiume, su
via Giulia, addossata all'edificio denominato dei Centopreti, ossia
l'Ospizio dei Mendicanti fatto costruire da Sisto V. Il trasferimento
risale al 1898, in seguito alla costruzione dei muraglioni del Tevere.
Costruita in blocchi di travertino, ha al centro una grande nicchia
arcuata delimitata da due colonne lisce. Qui l’acqua fuoriesce da più
livelli, per poi andare a raccogliersi nella vasca inferiore. I
basamenti delle colonne sono ornati da draghi, simboli araldici della
famiglia Borghese, che gettano dalla bocca zampilli d’acqua.
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Fontana del Prigione - Trastevere -
via Mameli
La denominazione deriva
dalla scultura di un prigioniero con le mani legate che si trovava nella
nicchia centrale
e andata perduta. Originariamente infatti si trovava nel giardino di
Villa Montalto Peretti all’Esquilino, poi quando la villa venne
distrutta alla fine dell’Ottocento per la costruzione dei nuovi
quartieri residenziali di Roma capitale, le parti costitutive
della fontana furono acquistate dal Comune di Roma, smontate nel 1888 e
immagazzinate. Nel 1894-95 si decise di ricomporre la fontana come
fondale di via Genova, una delle vie della nuova urbanizzazione nei
pressi di via Nazionale ma nel 1923 la fontana venne nuovamente smontata
e ricomposta nel luogo attuale lungo via Goffredo Mameli alle pendici
del Gianicolo. La fontana conserva essenzialmente l’aspetto originario
costituito da una grande nicchia decorata da ghirlande in rilievo e
protomi leonine, riferimento alle insegne araldiche di papa Sisto V.
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Fontana del Timone - Trastevere -
lungotevere Ripa
La
Fontana fa parte di quella serie di monumenti
idrici che il Comune di Roma commissionò
all'architetto per celebrare i rioni capitolini
e le arti e i mestieri che vi si praticavano.
Addossata al grande edificio del San Michele a
Ripa, venne realizzata nel 1927 da Pietro
Lombardi a ricordo dei fiorenti traffici
fluviali che si svolgevano nel sottostante porto
di Ripa Grande. Nella sua struttura
architettonica ed artistica, fa allusione agli
elementi della navigazione; la barra e il timone
dal centro dei quali sgorga l'acqua che si
raccoglie in una piccola vasca sospesa, di forma
circolare. Lo stemma del rione si trova su due
volute. Alle etremità di queste, due bocchette,
inserite in altrettante formelle modanate,
versano due tenui fili d'acqua che si riversano
nella sottostante vasca di raccolta.
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Fontana della Botte - Trastevere -
via della Cisterna
Fa parte del gruppo di
dieci fontanelle rionali commissionate dal Comune allo scultore Pietro
Lombardi, tutte inaugurate nel 1927. Gli elementi che la costituiscono
alludono al commercio del vino, particolarmente fiorente nelle numerose
osterie di quest’angolo di Trastevere: una botte, il mezzo tino da mosto
e due misure da un litro.
La botte, posta in verticale
su un basamento, è il tipico "caratello", usato in passato per trasportare
il vino dei castelli romani; da un foro che essa ha al centro esce l'acqua
che viene raccolta in un mezzo tino sottostante. Ai lati della botte trovano
posto due misure di vino, da cui pure sgorga acqua che si raccoglie a terra
in apposite conche.
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Fontana della Manifattura Tabacchi -
Trastevere - piazza
Mastai
La fontana fu eretta nel
1865 su disegno di Andrea Busiri Vici, cui si deve tutta la sistemazione
della grande piazza semicircolare fatta aprire da Pio IX Mastai Ferretti
davanti all’edificio della manifattura di tabacchi. La fontana,
alimentata dall’acqua del "fontanone del Gianicolo", è costituita da una
vasca ottagonale rialzata dal cui centro si ergono due catini
sovrapposti sorretti, quello inferiore da quattro delfini con le code
incrociate e quello superiore da quattro putti con code di sirena.
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Fontana di S. Maria in Trastevere -
Trastevere - piazza
S. Maria in Trastevere
Secondo la tradizione
questa sarebbe la più antica tra le fontane monumentali di Roma: si
ignora la data esatta della costruzione, ma la sua esistenza è
documentata nell’iconografia urbana a partire dalla seconda metà del XV
secolo.
L'attuale collocazione risale al 1659 nel corso del restauro
voluto daAlessandro
VII: i lavori furono affidati al Bernini che non modificò la parte
superiore del monumento mentre quella inferiore, fu innalzata su
alcuni gradini e vennero aggiunte le quattro doppie conchiglie, allora
rivolte verso l'esterno. In seguito fu ampliata la capacità della vasca
e le doppie conchiglie furono rivolte verso la vasca quasi a proteggerla.
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Fontana di Porta S. Pancrazio -
Trastevere - via Garibaldi
La fontana è
addossata al muro di sostegno all'angolo con via di Porta S. Pancrazio e
la salita del Bosco Parraiso sottostante la chiesa di San Pietro in
Montorio, al cui restauro eseguito nel 1629 in S. Pietro in Montorio
durante il pontificato di Urbano VIII. si riferisce la lapide con stemma
di Urbano VIII Barberini che sormonta la fontana con protome leonina,
avente ai lati due cannelle a forma di piccole stelle che versano
l'acqua in una vasca di marmo, forse un abbeveratoio del tempo di
Innocenzo XI Odescalchi, è incisa la data 1936, anno di un restauro
eseguito dal Comune. Il pavimento attorno
alla vasca è realizzato con antichi frammenti marmorei.
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Fontane del Belli - Trastevere - piazza
Sonnino
Si tratta di due
piccole fontane gemelle che decorano la base del monumento eretto nel
1913, a ricordo del massimo poeta romanesco. Il poeta è raffigurato
appoggiato ad un bastone da passeggio che originariamente era costituito
da un vero bastone di legno. Più volte sottratto da "cacciatori di
souvenir" e sempre rimpiazzato con veri bastoni, oggi il bastone del
Belli è un normale tondino di ferro dipinto di nero ad imitazione
dell’ebano
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Mostra dell'Acqua Paola -
Trastevere - via Garibaldi
Nota anche come "Fontanone
del Gianicolo", fu voluta da Paolo V Borghese, progettata da Giovanni
Fontana e Flaminio Ponzio e completata da Carlo Fontana. La
monumentale fontana
costituisce la mostra terminale dell’acquedotto dell’”Acqua Paola”,
ripristinato tra il 1608 e il 1610 da papa Paolo V; presenta tre ampie
nicchie, affiancate da due nicchie minori, da ognuna della quali sgorga
acqua proveniente dal lago di Bracciano.
La metà inferiore è occupata da archi, di cui i tre centrali più alti e
larghi dei due laterali, leggermente arretrati, tutti separati da
colonne poste su alti piedistalli. La metà superiore dei tre archi
centrali, anziché contenere statue, è occupata da grossi finestroni
rettangolari aperti, in modo da consentire una parziale visibilità del
giardino botanico che, all’epoca, si trovava dietro il fontanone. La
metà superiore del monumento, per tutta la lunghezza delle tre nicchie
maggiori, è occupata da una grande iscrizione a testimonianza della
realizzazione dell’acquedotto, sormontata da un’enorme stemma
pontificio, sorretto da due angeli scolpiti da Ippolito Buzio. L’intera
opera è ornata di volute ai margini e di draghi e aquile araldiche della
famiglia Borghese. Nel piazzale antistante si ammira uno dei più
spettacolari panorami di Roma.
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Fontanella di Borgo Vecchio - Borgo -
via della Conciliazione
Si tratta di una fontana
seicentesca che faceva parte di un gruppo di fontane realizzate sotto il
pontificato di Paolo V Borghese e rimosse a seguito delle demolizioni
che interessarono Borgo. Questa fontana, riattivata e sistemata sul lato
destro della facciata dell'edificio dei Penitenzieri, è costituita da
due piccole colonne che poggiano su basamenti articolati a più livelli e
che sostengono un timpano sul quale svetta l'aquila stemma della
famiglia Borghese. Lo stemma dei Borghese è completato da un drago con
le ali spiegate dalla cui bocca esce l'acqua che si versa nella
sottostante vaschetta.
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Fontanella della Conciliazione - Borgo -
via della Conciliazione
Simile alla Fontanella di
Borgo Vecchio, è una fontana seicentesca che faceva parte di un gruppo
di fontane realizzate sotto il pontificato di Paolo V Borghese e rimosse
a seguito delle demolizioni che interessarono Borgo. Questa fontana,
riattivata e sistemata sul lato sinistro della facciata dell'edificio
dei Penitenzieri, è costituita da due piccole colonne che poggiano su
basamenti articolati a più livelli e che sostengono un timpano sul quale
anzichè l'aquila stemma della famiglia Borghese vi è la scritta S.P.A (
Sacro Palazzo apostolico). Vi è invece il drago con le ali
spiegate dalla cui bocca esce l'acqua che si versa nella sottostante
vaschetta a forma di valva di conchiglia.
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Fontana del Catalone - Borgo - piazza
del Catalone
La fontana, fatta
costruire intorno al 1860 da papa Pio IX è una delle poche sopravvissute
alle demolizioni della "spina dei borghi" ed è costituita da una
semplice edicola in mattoni che ricorda molto le edicole romane dedicate
agli antichi dei del paganesimo che venivano costruite lungo le vie
consolari. Il basamento è in marmo ed il catino di raccolta dell'acqua è
di travertino ed è poggiato alla struttura in mattoni. La bocchetta è
collocata circa 50 cm sopra la vaschetta. Poco sopra troviamo lo stemma
pontificio, sormontato dal timpano dalla semplice struttura.
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Fontane di piazza Giovanni XXIII -
Borgo- largo
Giovanni XXIII
Prima della realizzazione
di Via della Conciliazione, iniziata negli anni Trenta e completata per
l' anno Santo del 1950, su largo Giovanni XXIII , che all' epoca si
chiamava Piazza Pia, si affacciavano due edifici simmetrici, costruiti
nell'Ottocento dall' architetto Luigi Poletti. Questi edifici sono
oggi sostituiti dal Palazzo dell'I.N.A. e dal Palazzo Pio i cui
prospetti architettonici sono stati arricchiti da due fontane,
realizzate su disegno di L. Scirocchi e attivate nel 1957, ciascuna
costituita da una vasca rettangolare posata in un ampio e basso bacino.
L'acqua esce da una fessura orizzontale nel muro, scivola su una mensola
ondulata e da questa, in tanti rigagnoli, cade nella vasca. Infine
trabocca dal bordo della vasca formando un velo continuo che ricade nel
bacino.
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Fontana dell'Acqua Angelica - Borgo - piazza
delle Vaschette
Originariamente
situata sul fianco della chiesa di Santa Maria delle Grazie a Porta
Angelica, questa fontana, eseguita da Francesco Buffa nel 1898, venne
demolita quando venne aperta Piazza Risorgimento e spostata negli
anni trenta in piazza delle Vaschette. Più bassa di circa un metro
rispetto al piano stradale, è accessibile attraverso due rampe di scale
curvilinee. Da una conchiglia in travertino l’acqua zampilla nella
sottostante vaschetta.
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Fontana delle Palle di Cannone -
Borgo - via di Porta Castello
Una delle fontanelle
rionali realizzate da Pietro Lombardi nel 1927, nell'ambito del concorso
comunale indetto per la costruzione di fontanelle con i simboli dei
rioni di Roma è la Fontana delle Palle di Cannone, situata in via di
Porta Castello, nelle vicinanze
di Castel
Sant'Angelo, in cui l'acqua sgorga da una mascherone posto al centro di
una piramide di proiettili. |
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Fontana delle Tiare - Borgo - largo
del Colonnato
Situata vicino ad uno
dei fornici aperti sul muro del "passetto" di Borgo questa fontanina di
Pietro Lombardi del 1927 è caratterizzata da simboli pontifici: l’acqua
sgorga dalle chiavi di San Pietro sormontate da quattro tiare papali
disposte a guisa di monti araldici.
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Fontane di piazza S. Pietro - Borgo- piazza
S. Pietro
Collocate
simmetricamente al centro dei due emicicli del colonnato berniniano e in
asse con l’Obelisco Vaticano, le fontane "quasi" gemelle di Piazza San
Pietro si devono all’ingegno di due dei maggiori protagonisti della
storia architettonica di questa celeberrima piazza: Carlo Maderno,
autore della facciata della basilica, e Gian Lorenzo Bernini,
sistematore della piazza. La fontana di destra (guardando la basilica) è
del Maderno, che la realizzò nel 1614 riutilizzando in parte alcuni
elementi di una precedente fontana della fine del XV secolo. Brillante
invenzione del Maderno fu quella di rovesciare il catino più alto
affinché l’acqua, ricadendo, potesse frantumarsi nella miriade di
spruzzi che tuttora ne è l’iridescente nota caratteristica. Per la
fontana di sinistra (1677) il Bernini si attenne fedelmente al modello
della precedente, da cui differisce solo nella decorazione dello stelo,
lasciando tuttavia la sua inconfondibile firma nei guizzanti delfini che
decorano l’ottagono di base.
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Fontana del Fritto Misto -
Esquilino - piazza
Vittorio Emanuele II
La fontana è
costituita da un gruppo marino (un delfino, tre tritoni e un grosso
polipo) eseguito intorno al 1910 dallo scultore Mario Rutelli per
la fontana delle Najadi di Piazza Esedra. Poco apprezzate dalla
cittadinanza, che subito le ribattezzarono ironicamente il "fritto
misto", le statue vennero presto sostituite con il gruppo del Glauco,
tuttora svettante al centro della grande vasca di Piazza della
Repubblica. Il gruppo rifiutato venne invece collocato nei giardini di
Piazza Vittorio, al centro di una modesta vasca, dove tuttora si trova,
poco distante dai poderosi resti dell'antica Mostra dell’Acqua Giulia
più noti come Trofei di Mario.
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Fontana di S. Maria Maggiore -
Esquilino - piazza
S. Maria Maggiore
La fontana si trova
ai piedi della colonna proveniente dalla basilica di Massenzio, eretta
nel 1614 da Carlo Maderno di fronte alla facciata della basilica
liberiana per sorreggere la scultura della Vergine opera di Berthélot.
Lo stesso Maderno realizzò nell’anno successivo la fontana, costituita
da una vasca oblunga dal cui centro s’innalza un catino circolare su
balaustro. Le aquile che ornano la vasca sono un emblema araldico di
Paolo V Borghese, che commissionò l’opera, mentre sono andati perduti i
draghi, altro emblema della famiglia Borghese, che un tempo decoravano i
lati lunghi della stessa vasca.
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Fontana di S. Croce in Gerusalemme -
Esquilino - piazza
S. Croce in Gerusalemme
La fontana, opera di
Vittorio Cafiero, fu inaugurata nel 1928.
Dal centro del catino si eleva un fusto articolato in tre vaschette
sagomate, il cui bordo si modana con un motivo a foglie. Ciascuna
vaschetta è coronata da una nicchia con decoro a volute dalle quali una
testa d'angelo ad ali spiegate soffia l’acqua nelle sottostanti
vaschette. |
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Fontanella dei Monti - Esquilino -
via di S. Vito
Sii tratta di una delle
fontanelle rionali realizzate da Pietro Lombardi nel 1927, dopo aver
vinto un concorso comunale indetto per creare otto fontanelle con i
simboli dei rioni di Roma. La Fontana dei Monti riproduce lo
stemma rionale ispirato ai tre colli originariamente compresi nel rione
(Esquilino, Viminale e Celio), dai quali sgorga l'acqua che ricade in
altrettante vaschette sospese. |
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Fontana delle Api - Ludovisi -
piazza Barberini
Realizzata nel 1644 da
Gian Lorenzo Bernini su richiesta di papa Urbano VIII, Barberini,
si trova all'angolo di Piazza Barberini con Via Veneto ed è una
composizione incentrata sul tema dell’insetto simbolo araldico della
famiglia Barberini. La fontana si presenta in forma di conchiglia
bivalve aperta: la valva inferiore funge da catino in cui si raccoglie
l'acqua, mentre la superiore serviva essenzialmente a far abbeverare i
cavalli. La fontana era originariamente posta all'angolo di via Sistina
con piazza Barberini, ma fu tolta da lì nel 1867 per problemi di
viabilità, scomposta e messa in un deposito comunale. Nel 1917, quando
si decise di ricostruirla, la maggior parte dei pezzi non fu più trovata
e venne ricostruita in travertino.
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Fontanella Ludovisia - Ludovisi - via Campania
Si
trova nel tratto delle mura aureliane allangolo tra via Campania e via
Abruzzi, nel Rione Ludovisi. In questa fontana si sommano frammenti di varia
origine ritrovando unità compositiva grazie all'arco in mattoni in cui si
inquadra. Una scritta sull'architrave riporta "Fons Ludovisia", forse a
ricordare la vecchia Villa Ludovisi che si trovava nei pressi. La fontana,
che prende l'acqua dall'acquedotto Marcio, è composta da diversi frammenti
che fanno da ornamento ad una semplice cannella che versa acqua in una
vaschetta di forma rettangolare .
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Fontana Sallustiana - Sallustiano -
via Bissolati
E' una piccola
fontana situata all'incrocio tra via Bissolati e via Sallustiana e
realizzata nel 1927 dallo scultore Antonio Maraini su disegno
dell'architetto Ugo Giovannozzi , autore anche del progetto del palazzo
dell'INA cui la fontana è esterna. La fontana è costituita da una vasca
semicircolare sovrastata da una composizione formata da una grande valva
di conchiglia dove sono inserite due cannelle che gettano acqua. La
valva è sorretta da due putti ai cui piedi si trovano conchiglie varie
intrappolate in una rete da cui tentano di fuggire due pesci che
emettono getti d'acqua incrociati. La composizione è completata da due
delfini che riforniscono, con getto abbondante, la vasca sottostante.
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Fontana del Mosè - Castro Pretorio - piazza
S. Bernardo
Questa fontana-mostra
dell'acqua Felice (acqua così chiamata in onore di Sisto V, al secolo
Felice Peretti, che ripristinò l'acquedotto dell'acqua Alessandrina) è
opera del 1587 dei fratelli Fontana. Costruita in travertino,
La fontana di mostra ripropone la forma di un arco trionfale a tre
fornici e nicchioni: in quello centrale è collocata la colossale
statua del Mosè alta oltre quattro metri, mentre nei nicchioni laterali
si trovano le statue di Aronne e Gedeone.
Alla base dei nicchioni l’acqua sgorga da una finta scogliera
nelle vasche
ornate in origine da quattro leoni antichi in porfido e marmo
provenienti rispettivamente dal Pantheon e dal Laterano, sostituiti nel
1850 con altri in marmo bardiglio, realizzati da Adamo Tadolini ). La
fontana è cinta alla base da una balaustra in travertino, realizzata al
tempo di Pio IV per il cortile del Belvedere in Vaticano e qui
riutilizzata.
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Fontana dell'Arno - Castro Pretorio -
via delle Quattro Fontane
Si tratta di una delle
Quattro Fontane, che papa Sisto V fece sistemare all'incrocio tra la via
Felice e la strada Pia (ora scomposta in via Quattro Fontane, via
Agostino Depretis, Via del Quirinale e via XX Settembre), sul
percorso che da Trinità dei Monti porta a Santa Maria Maggiore. Le
fontane, costruite tra il 1588 e il 1593 rappresentano il Tevere,
l'Arno, Diana e Giunone. Quella dell'Arno, all'angolo di palazzo Del
Drago, rappresenta la città di Firenze, come evidenzia la presenza el
leone, emblema araldico della città, ed è opera di Pietro da
Cortona. Solo più tardi furono costruiti i palazzi attuali, che hanno
"inglobato" le quattro statue in quattro nicchie ai loro angoli.
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Fontana delle Najadi - Castro
Pretorio - piazza
della Repubblica
Sicuramente la più bella
tra le fontane moderne di Roma., si trova al centro di piazza della
Repubblica. Costruita nel 1888 su progetto di Alessandro Guerrieri
che attorno alla grande vasca circolare pose quattro leoni di gesso;
questi vennero poi sostituiti nel 1901 dai quattro gruppi di bronzo
dello scultore Mario Rutelli. Le Naiadi erano le ninfe delle acque,
apportatrici di fecondità e di ristoro e protettrici del matrimonio;
quelle rappresentate sono la ninfa dei laghi, riconoscibile dal cigno
che tiene a sé, la ninfa dei fiumi, sdraiata su un mostro dei fiumi, la
ninfa degli oceani, in sella su un cavallo simbolo del mare, e la ninfa
delle acque sotterranee, poggiata sopra un drago misterioso. La
fontana fu al centro di molte polemiche in quanto le Naiadi da qualcuno
erano ritenute offensive al pubblico pudore: furono pertanto nascoste
per un certo periodo da una staccionata in attesa dell'inaugurazione
ufficiale che tardava a giungere. Forse la vecchia Roma papalina mal
sopportava che di fronte alla basilica di S. Maria degli Angeli, fossero
mostrate queste bellezze femminili, cui avevano fatto da modelle alcune
ragazze di Anticoli Corrado, paesino vicino Roma, famoso per l'avvenenza
delle sue donne. |
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Fontana Celimontana - Celio - via
Annia
Originariamente collocata
in un lavatoio antistante la basilica di San Clemente, la fontana fu
disegnata nel 1864 da Virgilio Vespignani, durante il pontificato di Pio
IX Mastai Ferretti. Intorno al 1927 il Comune ne decise il trasferimento
nella sede attuale, vicino al muro di cinta dell’ospedale militare del
Celio. All’interno di una nicchia in laterizio sormontata dallo stemma
del Comune, un sarcofago di marmo del I secolo a. C. riceve l’acqua da
due sovrastanti teste leonine, inscritte in volute che fiancheggiano lo
stemma di Pio IX. Al di sopra di questo, una vaschetta quadrata di marmo
nero sorregge un piccolo catino da cui zampilla l’acqua.
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Fontana della Navicella - Celio -
via della Navicella
La Fontana delle
Navicella si trova di fronte alla chiesa di Santa Maria in Domnica, sul
Celio, e venne eretta intorno al 1518, durante il pontificato di Leone X
Medici. Realizzata probabilmente da un disegno di Andrea Sansovino, la
navicella sostituì una precedente nave di marmo (forse un ex voto di età
romana dedicato alla dea Iside da marinai alloggiati nei vicini castra
peregrina) documentata già da fonti della fine del ‘400. Si tratta della
rappresentazione, in marmo bianco e travertino, di una galera romana,
poggiata su due scalmi. Il ponte è delimitato da un corrimano sostenuto
da nove mensole alternate ad altrettanti boccaporti. Particolarmente
caratteristica la testa di cinghiale posta a decorazione della prua
della nave, mentre sulla poppa è riprodotto il castello. Nessun
acquedotto dell'epoca ) raggiungeva però il colle Celio, e la
“Navicella” rimase per diversi secoli solo un originale ornamento della
piazzetta antistante la basilica. Soltanto nel 1931, quando ormai tutta
la città era servita dagli acquedotti, un ramo secondario dell'“Acqua
Felice” fu collegato alla scultura ed il monumento venne trasformato in
fontana, unitamente alla risistemazione di tutta l’area antistante
la chiesa.
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Fontana della Saracinesca - Celio -
via di S. Gregorio
Inserita nel muro di
sostegno dell’Antiquarium, alle pendici del colle del Celio, nel 1933,
nell'ambito dei i lavori per l'abbassamento del livello stradale e per
la sistemazione della zona , la fontana ispirata ai motivi delle fontane
romane ed eseguita su disegno di Antonio Muñoz, è inquadrata da due
massicci propilei in laterizio; la parte verticale è costituita da una
struttura “a saracinesca” in marmo, sulla quale scorre l’acqua con
effetto a cascata. L’acqua confluisce nella vasca in serpentino di forma
rettangolare con rientranze sui due lati. Il piano di appoggio è formato
da tre gradini in travertino, delimitato agli angoli da colonnette in
travertino. Sulla parete di fondo, caratterizzata da bugne lisce di
peperino, sono collocate, ai lati della cascata, due tabelle marmoree
originariamente decorate con fasci littori (in seguito scalpellati) e
l’iscrizione S.P.Q.R. in caratteri capitali a rilievo.
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Fontana delle Anfore - Testaccio - piazza
dell'Emporio
Realizzata nel 1926
dall’architetto Pietro Lombardi, era originariamente collocata in Piazza
Mastro Giorgio (oggi Piazza Testaccio). Quando la piazza divenne sede
del mercato rionale, la Fontana delle Anfore venne rimossa e trasferita
nella sede attuale, in Piazza dell’Emporio davanti al ponte Sublicio. A
pianta circolare, la fontana è costituita da quattro rampe di gradini
concentrici culminanti nell’elegante gruppo centrale. Le anfore che lo
costituiscono alludono chiaramente al vicino monte dei cocci, formatosi
nei secoli per l’accumulo delle anfore rotte provenienti dal porto
fluviale di Ripa Grande.
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Fontana di Testaccio - Testaccio -
lungotevere Testaccio
la fontana fu fatta
costruire nel 1869 da Pio IX Mastai Ferretti, in occasione degli
scavi cche portarono in luce le banchine dell'antico porto fluviale e
una notevole quantità di reperti marmorei.
La composizione ha come
sfondo
due lesene in travertino, lavorate a bugne, coronate da sfere e decorate ai
lati da volute. Sulla sommità è posto lo stemma del pontefice incorniciato
da due festoni. Alla base è collocato un sarcofago antico che riceve l’acqua
da una protome leonina. Una grande targa marmorea commemora i ritrovamenti
archeologici e le sistemazioni volute dal pontefice.
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Fontana dell'Anfora - San Saba -
via della Piramide Cestia
Realizzata
su disegno di Raffaele De Vico, fu collocata al centro del parco Cestio
ed inaugurata nel 1939. La struttura è costituita da un’anfora bronzea
dal cui corpo originano otto beccucci simili a proboscidi elefantine
levate in alto dalle quali zampilla l’acqua.
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Fontana dei Quiriti - Prati - piazza
dei Quiriti
Realizzata nel 1927
nel quartiere Prati su progetto dello scultore Attilio Selva,
la fontana è composta da un vasto e basso bacino circolare, al
centro del qualee si innalza un catino dai cui bordi cui scende un velo
d'acqua; quattro figure femminili volgendosi le spalle stanno al centro
del catino e sorreggono con la testa e le braccia
un più piccolo catino al centro del quale da una grande pigna si innalza
uno zampillo.
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Fontane dei Delfini - Flaminio - piazza Perin del Vaga
Si tratta di due
fontane gemelle che per stile ricordano le opere di Pietro Lombardi.
Sono costituite ciascuna da tre vaschette affiancate da una coppia di
pilastrini. Su ciscuno di questi, due delfini poggiano le teste
incrociando in alto le loro code.
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Abbeveratoio di Porta del Popolo -
Flaminio - piazzale Flaminio
Addossata
lateralmente al fornice di destra di Porta del Popolo, la fontana fu
edificata nel 1886, come riporta lo stemma comunale che la sormonta. La
vasca è costituita da un vecchio abbeveratoio in laterizio, di forma
rettangolare, con base e bordi in travertino. Riceve l’acqua da due
cannelle laterali inserite in cubi di travertino sormontati da sfere
sempre di travertino. |
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Mostra dell'Acqua Acetosa - Parioli
- piazzale dell'Acqua Acetosa
Il nome deriva dalla
fonte di acqua acidulo-ferruginosa, ritenuta "salutare per reni,
stomaco, fegato, milza, e mille altri mali", che qui sgorgava;
quest'acqua era particolarmente gradita da papa Paolo V che vi fece
erigere una fontana nel 1619; all'epoca la fonte era una semplice parete
da cui sgorgava l'acqua. La stessa venne fatta restaurare da Innocenzo
X. Papa Alessandro VII commissionò la fontana attuale il cui progetto fu
per lungo tempo attribuita al Bernini, ma invece è opera di Andrea
Sacchi. La fontana si presenta con una scalinata che porta in basso
dove c'è un prospetto a forma di esedra. Nel prospetto ci sono tre
nicchie, in ognuna delle quali lo stemma dei Chigi, sei monti sovrastati
da una stella a otto punte, si trova sopra una piccola vasca alimentata
da una cannella.
Dopo che la fonte
dell'Acqua Acetosa risultò inquinata (alla fine degli anni Cinquanta) la
fontana restò a lungo abbandonata; oggi è stata restaurata, ma non versa
più Acqua Acetosa, bensì normale acqua potabile.
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Abbeveratoio di Benedetto XIV - Pinciano -
via Flaminia
La fontana è
costituita dalla vasca ovale di granito e dal mascherone con valva che
originariamente costituivano il beveratore posto dirimpetto alla fontana
di Giulio III. Nel tempo la vasca subì spostamenti e restauri. Nel 1750
Benedetto XIV Lambertini, al fine di dissetare i pellegrini provenienti
dal nord in occasione del Giubileo, fece ripristinare l’interrotto
flusso idrico. Infine dal 1965 la fontana è stata collocata nella sua
attuale posizione
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Fontana delle Conche - Pinciano -
via Flaminia
Inizialmente eretta
come abbeveratoio dirimpetto alla fontana monumentale di Giulio III,
costituiva insieme a questa un singolare proscenio al palazzo papale in
fondo alla via. Quando nel 1877 per ragioni di viabilità su via del
Babuino fu rimossa la fontana omonima e la statua del sileno trasferita
nel cortile del palazzo Boncompagni, la sua vasca di raccolta andò a
sostituire quella dell’abbeveratore. Poi, nel 1957, con la
ricomposizione della fontana del Babuino, la vasca venne riportata a Via
del Babuino e sostituita a Via Flaminia con una copia identica in
granito. Nel 1934 Armando Foschini, su disegno dell’architetto Vittorio
Grassi, ricostruì interamente la struttura della fontana abbeveratoio
aggiungendo alla vasca in granito una conca centrale sormontata da due
mezze conche laterali.
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Fontana di Giulio III - Pinciano-
via Flaminia
In corrispondenza
del ricco ninfeo presente all’interno delle mura di cinta di Villa
Giulia, nel 1552 Bartolomeo Ammannati, per volontà di papa Giulio III
Ciocchi del Monte, realizzò una fontana monumentale di "pubblica
utilità" poggiante sul muro esterno della villa. L’opera era costituita
da una vasca in granito ricevente l’acqua da una testa antica d’Apollo.
Oggi e la fontana si presenta come parte integrante della facciata del
palazzo (sede dell’ambasciata dello Stato italiano presso la Santa
Sede). Dell’antico splendore è rimasta una vasca in pietra ricevente
l’acqua da un mascherone faunesco (che ha sostituito la testa antica di
Apollo), affiancato da due delfini e sovrastato dallo stemma dei Colonna
con trofeo di armi e bandiere.
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Fontana dell'Acqua Marcia - Nomentano - via Nomentana
Fatta costruire dal
Comune di Roma nel 1900 di fronte alla chiesa di S. Agnese sulla via
Nomentana, è costituita da una vasca di travertino che raccoglie
l’acqua di tre cannelle; quella centrale è ornata da un mascherone
dionisiaco. La struttura è sormontata dallo stemma comunale e da una targa
che indica l’Acqua Marcia come fonte di alimentazione.
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Fontana di Clemente XII - Tuscolano -
via di Porta Furba
Accanto alla porta
Furba, sulla via Tuscolana, si trova la “fontana di Clemente XII”, lo
stesso papa della fontana di Trevi. Originariamente qui si trovava la
Fontana di Sisto V, realizzata contemporaneamente all’acquedotto Felice,
che però è andata praticamente perduta. Quella attuale venne fatta
edificare nel 1733 dal Clemente XII.: è realizzata realizzata in
travertino e l'acqua che ne fuoriesce da un curioso mascherone dalle ali
di pipistrello, si versa in una conchiglia e si raccoglie in una grande
vasca posta su cinque gradini. Sopra il mascherone poggia lo stemma
cardinalizio di monsignor Felice Passerini, allora presidente delle
acque; al di sopra, un’ iscrizione che ricorda il restauro
dell'acquedotto è sovrastata dallo stemma papale |
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Fontanile di Porta S. Sebastiano -
Appio Latino - via delle Mura Latine
Si tratta di una
fontana situata su di un piccolo spazio ricavato all'angolo della Porta
San Sebastiano, realizzata con antichi frammenti tra i quali un
sarcofago di epoca romana sormontato da un bassorilievo con due figure,
un uomo ed una donna probabilmente, che vestono la tunica drappeggiata
sugli omeri e la figura muliebre ha una lunga capigliatura.
Dal prospetto una cannella versa l'acqua nella vasca .
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Fontana dell'ACEA - Ostiense - piazzale
Ostiense
Inserita in uno
spazio verde, davanti alla sede dell'Acea questa fontana moderna,
una delle più recenti di Roma e realizzata nel 1962 su disegni degli
architetti Ugo Macrì, Giorgio Quaroni e Americo Romitelli risultati
vincitori del concorso appositamente indetto, si presenta sopra un
grande bacino oblungo dove si innalzano strutture verticali, decorate
con bassorilievi, dalla cui sommità sgorga l'acqua che ricade a cascata.
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Mostra dell'Acquedotto del Peschiera - Trionfale - piazzale
degli Eroi
Venne edificata nel
1949 quale mostra delle Acque del Peschiera, a conclusione dei lavori,
iniziati nel 1937, della diramazione di sinistra dell’acquedotto del
Peschiera, che ha le proprie sorgenti naturali presso Cittaducale
(Rieti). L’idea di celebrare con una fontana-mostra l’inaugurazione di
un acquedotto viene mutuata ancora una volta dalla tradizione del
passato e la fontana, che rappresenta l’ultima fontana di mostra degli
acquedotti romani, si ispira nella forma alla fontana delle Najadi,
mostra dell’acqua Pia Antica Marcia realizzata tra le fine dell’800 e
l’inizio del secolo successivo. E’ costituita da una grande vasca
circolare all’interno della quale si erge una composizione a più livelli
a base ottagonale. La struttura centrale presenta i lati maggiori
concavi, in cui si aprono valve di conchiglie; il suo effetto
scenografico è costituito dai numerosi giochi d’acqua che coronano
l’alto zampillo centrale.
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Fontana della Farnesina - Della
Vittoria - piazzale della Farnesina
Situata nel
piazzale antistante il Ministero degli Esteri, è
opera dello scultore Arnaldo Pomodoro ed è costituita da
un globo bronzeo di circa 4 metri di diametro collocato sopra
una doppia piscina: quella superiore, che ha forma quadrata,
contiene la scultura, mentre quella inferiore ha la sagoma di un
rettangolo irregolare.
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Fontana della Sfera - Della
Vittoria - piazzale del Foro Italico
Realizzata nel 1935
dagli architetti Mario Paniconi e Giulio Pediconi, la fontana è
costituita da un’ampia vasca circolare al centro della quale emerge un
basamento di forma quadrangolare su cui poggia la grande Sfera simbolo
della universalità dei giochi sportivi. Il bacino intorno alla Sfera è
decorato con mosaici a tessere di marmo bianco e nero rappresentanti
soggetti marini, disegnati da Giulio Rosso. |
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Fontana di piazza Mazzini - Della
Vittoria - piazza
Mazzini
La fontana è,
insieme alla piazza che l’accoglie, opera di Raffaele De Vico,
realizzata con la collaborazione di Ermenegildo Luppi per le parti
scultoree. Completata nel 1927, è costituita da una vasca
ottagonale alimentata da mensoloni sormontati da aquile romane.
Esternamente, le facce dei basamenti delle colonne sono arricchite da
fontanelle, costituite da vaschette semicircolari nelle quali dei draghi
a rilievo gettano acqua dalle fauci. Il lato opposto del basamento,
orientato verso il bacino, è costituito da una serie digradante di
cinque conchiglie attraverso cui l'acqua scorre a cascata. Alla base
della struttura, collocati sul fondo della vasca, emergono le sagome di
due animali fantastici che emettono dalle fauci uno zampillo orientato
verso il centro del complesso.
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Fontana delle Rane - Trieste - piazza
Mincio
Tra le fontane più
recenti è stata realizzata nel 1924 su disegno dell'architetto Coppedè.
Su un basso bacino circolare, quattro coppie di figure sorreggono
ciascuna una conchiglia che ospita una rana che versa acqua nella
conchiglia stessa. Al centro del bacino, tra le quattro conchiglie si
innalza una conca pure circolare, sul bordo della quale trovano posto
altre otto rane in atto si spiccare un salto verso lo zampillo centrale.
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Fontana di piazza Caprera - Trieste - piazza
Caprera
La fontana è stata
realizzata intorno al 1990 con sculture dell'artista francese Jacques
Zwobada composte da due statue in basalto grigio che rappresentano due
figure femminili di una ballerina e di una dormiente. Ha giochi d'acqua
illuminati da fibre ottiche.
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Fontana del Sarcofago - Appio
Claudio - via Appia Nuova
Si trova in zona Statuario
ed è costituita da una grande vasca di forma rettangolare ai cui
interno, in prossimità degli angoli si elevano quattro zampilli; al
centro poggia un sarcofago di epoca romana proveniente da scavi
effettuati nella zona, adornato nella parte centrale di una porta in
bassorilievo e ai lati di due piccole colonne. L'ornamento della fontana
è completato da due statue collocate su piedistalli.
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Fontana della Cascata - Europa - via
Cristoforo Colombo
Realizzata su progetto di
Raffaele De Vico alla base del Palazzo dello Sport che ne costituisce lo
sfondo, fu completata dopo la fine del secondo conflitto mondiale.
L'acqua proviene
da una vasca
superiore versandosi in una inferiore formando una cascata; sui lati
sono impostati serie di getti parabolici che, insieme all'acqua della
cascata, vanno a raccogliersi in una sequenza di sei vasche che
digradano verso il laghetto dell'EUR.
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Fontane di piazzale delle Nazioni
Unite - Europa - piazzale
delle Nazioni Unite
Sono due fontane gemelle
antistanti i Palazzi dell'INPS e dell'INA e realizzate nel 1937 su
progetti di Mario Paniconi e Giulio Pediconi . Sono costituite da
una vasca circolare rialzata dal terreno e l'acqua sgorga da
ventiquattro zampilli disposti a cerchio all'interno delle vasche e da
quattro zampilli più grandi che racchiudono quello centrale.
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Fontane della Civiltà del Lavoro -
Europa - viale della Civiltà del Lavoro
Sono due fontane gemelle
antistanti il Palazzo della Civiltà del Lavoro, realizzate nel 1936 su
disegno di Marcello Piacentini. Sono costituite da una vasca circolare a
fior di terra: l'acqua fuoriesce attraverso zampilli i cui fori sono
disposti all'interno della vasca in modo da formare due cerchi
concentrici. Il getto minore è composto da otto zampilli, quello
maggiore da sedici ed il getto centrale sovrasta tutti gli altri.
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Sergio Natalizia - 2011 |