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La
Roma di Giovannni Battista Piranesi, sontuosa e altera, maestosa ed
elegante è una città cosmopolita, prestigiosa tappa del Grand Tour,
centro di riflessione sulla storia, privilegiato crocevia di stili,
luogo d'incontro di intellettuali ed artisti. Lla "Città Eterna"
divenne, per l'incisore veneziano che a lungo vi soggiornò, una
sorta di mania, una "magnifica ossessione": per circa trent'anni le
dedicò un numero impensabile di schizzi, disegni, incisioni,
acqueforti, piegando ai dettami del suo talento le numerose
meraviglie architettoniche che in essa rifulgevano.
Sono infatti proprio le grandiose vedute di Roma, con le sue rovine
imponenti, le vere protagoniste della Roma di Piranesi: il
Ponte e Castel Sant’Angelo, Piazza di Spagna, il Campidoglio e la
sua scalinata, il Pantheon, le grandi basiliche.
Ed
è l’amore per Roma, città di adozione dell’artista, a
trasparire nelle acquaforti che ritraggono i più importanti
monumenti della città eterna. L’amore di Piranesi per la
classicità e per le magnifiche rovine romane è descritto nella sua
opera "Antichità Romane" con queste parole: “vedendo che i resti
degli antichi edifici di Roma, sparsi in gran parte negli orti e in
altri luoghi coltivati, diminuiscono giorno per giorno o per
l’ingiuria del tempo o per l’avarizia dei proprietari che con
barbara licenza li distruggono clandestinamente e ne vendono i pezzi
per costruire edifici moderni, ho deciso di fissarli nelle mie
stampe”. Delle sue stampe è la precisione dei dettagli a colpire,
assieme alla testimonianza di una Roma ormai sparita: quella che
vediamo nelle incisioni dedicate al porto di Ripetta, con i velieri
che navigano lungo il Tevere, oppure le piazze con le carrozze sulla
terra battuta.
Alla precisione dei dettagli si affianca l’immaginazione fantastica
dell’artista: Piranesi era infatti capace di inventare paesaggi
immaginari o di sviluppare particolari che erano assenti nella
realtà.
Le
sue tavole incise, segnate da un’intonazione drammatica, appaiono
improntate ad un’idea di dignità e magnificenza tutta romana,
espressa attraverso la grandiosità e l’isolamento degli elementi
architettonici, in modo da pervenire ad un sublime sentimento di
grandezza del passato antico. |
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