Archivio News di Laboratorio Roma

Dragona rinuncia all'auditorium si farà un Palasport d'autore.

Paolo Portoghesi, il progettista della Moschea, ha disegnato la nuova struttura

Invece delle fughe di Bach, canestri in contropiede. Al posto delle percussioni e degli acuti dei tenori, i tamburi e i cori dei tifosi di volley. Ad Acilia, al posto dell'auditorium annunciato un anno fa, sorgerà un palazzetto dello sport. L'architetto è lo stesso, Paolo Portoghesi. Che ora ha approntato un nuovo progetto, «in avanzato stato di elaborazione». Passando dallo spazio della musica a quello dell'agonismo. «In realtà, potrà servire ad ospitare anche altre manifestazioni, come spettacoli o concerti» spiega il progettista della grande Moschea di Roma illustrando la struttura dell'edificio che sarà costruito a Dragona «non appena ultimate le pratiche d'approvazione».

Ma come si è passati a questo cambio di destinazione? «Parlando con il sindaco Veltroni - racconta Portoghesi - ci siamo resi conto che in quella zona manca un palazzetto dello sport. Quindi, circa cinque mesi fa, in un incontro con l'ufficio tecnico comunale e con il costruttore Edoardo Caltagirone, abbiamo deciso di comune accordo di accantonare l'ipotesi auditorium».

Il palasport di Portoghesi - il cui progetto è stato realizzato con la collaborazione di Alessandro Tonni e Marco Desantis -potrà ospitare circa 600 spettatori, seduti sulle due tribune laterali. E poi spogliatoi, uffici, un punto di ristoro, oltre al campo, raccolti in una struttura di cemento e mattoni. Il segno nello spazio sarà però affidato a quattro semicerchi che raggiungeranno l'altezza di diciotto metri.

«È una struttura estroflessa -spiega il 74enne architetto romano - composta da quattro archi intrecciati cui sono connessi i tiranti che sostengono la copertura. La mia intenzione è creare un elemento di richiamo visivo in quella fascia verde sulla quale sorgerà il palazzetto. E sarà l'incrocio dei quattro archi trasparenti a caratterizzare il paesaggio».

Acilia sarà nei prossimi anni al centro di un grande cantiere. E, tra edilizia privata e servizi, potrebbe aver bisogno di una casa della musica e dello spettacolo. «È vero, i luoghi dell'alta cultura sono adatti anche alla periferia» ragiona il progettista e storico dell'architettura autore di importanti studi sul Barocco e su Borromini. «Tuttavia, in questo caso, un pubblico attento è tutto da creare. Mentre quello degli eventi sportivi c'è già».

In una delle sue ultime opere, la chiesa di Santa Maria della Pace a Terni, realizzata nel 2000, Portoghesi ha coinvolto nell'opera architettonica un pittore, Stefano Di Stasio. «La collaborazione con gli artisti, pittori o scultori, è importante. E mi auguro ' conclude l'architetto ' che questa esperienza possa trovare spazio anche nel palazzetto di Dragona».

fonte: La Repubblica autore: C. A. Bucci

31 gennaio 2006

torna a pagina Home

torna ad Archivio Progetti

torna a News Dragona