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Eur, rinasce il palazzo con vista sulla Capitale

un progetto rivoluzionario che abbina arte e commercio

I primi spazi potrebbero aprire tra un anno. E sarà una riapertura che farà discutere per i contenuti che il nuovo Palazzo proporrà. Spazi museali e wine bar; arte e pubblicità, mostre espositive con annesso ristorante panoramico. Sacro e profano insieme.

In origine, quando fu concepito nel 1938, il Palazzo della Civiltà Italiana doveva essere un simbolo. La celebrazione dura e pura della continuità romana, l’eccellenza italiana nelle arti, nelle scienze e nella cultura. Un Colosseo moderno, un ponte tra il passato e il futuro con affaccio sulle magnifiche sorti e progressive della Terza Roma di Mussolini.

A quell’orizzonte incompiuto è corrisposto negli anni un periodo di abbandono e di degrado. La rimozione dei marmi insieme agli orrori della guerra. Quegli archi a tutto sesto che dovevano rappresentare l’italianità assunti come il vuoto metafisico di un’architettura apologetica.

Finito l’ostracismo, derubricato il reato, svuotato l’edificio della carica evocativa, è arrivato il giorno delle contaminazioni e della riscoperta. Anche se i primi a intercettare l’anima di quelle geometrie e di quei palazzi monumentali furono Rossellini, Fellini e Antonioni. Abbagliati dal bianco di quelle forme ne fecero perfette ambientazioni per i loro film. Il quartiere meno romano della città divenne così il set più surreale, l’iconografia dell’assurdo. Anna Magnani che cade sotto i colpi dei mitra, ( Roma città aperta ). Anita Ekberg che discende gli scalini del Colosseo Quadrato (Boccaccio ’70 ).

Tramontata a causa dei costi eccessivi l’idea di farne il Museo dell’Audiovisivo, coltivata sin dalla fine degli anni ’90, la vocazione cinematografica del Palazzo della Civiltà italiana verrà comunque rispettata. Mauro Miccio, amministratore delegato di Eur spa, assicura: «L’attuale progetto mette insieme aree culturali tra loro diverse, i gestori progetteranno gli spazi secondo le loro specifiche esigenze».

I lavori di restauro, costati circa 40 milioni di euro, si concluderanno a fine anno e i progetti potrebbero prendere forma. In passato il Palazzo dell’Eur ha conosciuto vari utilizzi, ha ospitato a fasi alterne uffici di rappresentanza e mostre temporanee. Spiega ancora Miccio: «Con Ministero e Comune abbiamo affrontato il problema della gestione. E siamo arrivati alla conclusione che l’apertura degli spazi e la continuazione dell’allestimento dovrà procedere in parallelo consentendo una fruizione immediata. Penso al ristorante-enoteca del piano più alto o al bar degustazione che apriremo sullo stesso livello della Discoteca di Stato, accanto agli archivi e alla mediateca Rai e all’Istituto Luce».

L’edificio che - 15 mila metri quadrati - si candida per diventare almeno dal punto di vista dei contenuti una sorta di Beaubourg , un grande centro polifunzionale all’avanguardia. Un laboratorio della multimedialità e delle telecomunicazioni, il nuovo tempio della sperimentazione sonora. Il luogo dove ascoltare le grandi opere delle tradizione musicale italiana masterizzate e in originale (esempio i primi concerti registrati di Toscanini) e le voci dei grandi italiani (da Marconi che commenta la sua radio dalla Nave Elettra o Benedetto Croce che tiene una lezione per i primi ascoltatori della radio con una smaccata cadenza napoletana).

La distribuzione degli spazi dà un’idea di cosa sarà. Al piano terra due sale di proiezione dedicate al cinema italiano, negozi e spazi commerciali, laboratori e magazzini. Al primo piano mediateca, emeroteca, bar-culturale e Discoteca di Stato; al secondo stanze per uffici, il salone dei Cavalieri del lavoro con l’antico arazzo e la sede della Fondazione Palazzo della Civiltà Italiana; al terzo mostre temporanee e la sede del museo della Fondazione Cassa di Risparmio di Roma; al quarto mostre temporanee dedicate alla creatività italiana e alla pubblicità; al quinto altri spazi per le mostre e la sede della esposizione Fondazione Valore Italia; al sesto il ristorante bar di alto livello e uno spazio espositivo dedicato al made in Italy nel mondo. Al settimo wine bar e mostra enologica, enoteca, spazi per la presentazione di prodotti italiani e regionali.

Troppo facile notare come il popolo di artisti, eroi, santi, pensatori, scienziati, navigatori e trasmigratori , come recita l’iscrizione posta in cima all’ultimo colonnato del Palazzo, sia divenuto nel frattempo anche un paese di ristoratori e baristi. «Ristrutturare e mettere a reddito è il nostro core business - chiarisce l’amministratore delegato di Eur spa - senza dimenticare la vocazione culturale. Pensiamo ad un edu-intrattenimento, un modello simile al Palais de Tokyo di Parigi dove un’economia di allestimento ha permesso da subito l’inizio delle attività. Pensiamo di far partire sin dall’inizio del 2007 gli esercizi commerciali in coincidenza con alcune mostre temporanee. La prima sarà quella sul recupero delle lastre fotografiche che era custodite negli scantinati del Palazzo».

Il grande richiamo verrà dalla strepitosa terrazza. L’ipotesi - se ne parlo già nel 1937 - è dotarla di una copertura in legno e farne un ristorante con affaccio mozzafiato. Da una parte la città che si allunga verso il mare, dall’altra il Tevere e sullo sfondo il Gazometro. Un colosseo di ferro e uno di marmo che si osservano da lontano.

Ad avvicinarlo al centro è soprattutto la metropolitana B. L’assessore ai Trasporti Mauro Calamante ha già annuciato che cambierà il nome della fermata più vicina all’edificio. Non più “Stazione Magliana” bensi Palazzo Civiltà del lavoro. Per l’altro Colosseo un altro piccolo riconiscimento dopo gli anni dell’oblio e della desolazione.

 

Il Progetto

  • Piano Terrazza: Nel piano terrazza potrebbe trovare spazio un ristorante panoramico, così come prevosto dal progetto originale del 1937.

  • 7° Piano: Wine bar, mostra enologica, enoteca (negozio), spazi per presentazione prodotti italiani;

  • 6° Piano: Ristorante e bar, spazio espositivo Made in Italy;

  • 5° Piano: Mostre temporanee

  • 4° Piano: Mostre temporanee

  • 3° Piano: Mostre temporanee

  • 2° Piano: Uffici Discoteca di Stato e Fondazione Palazzo della Civiltà Italiana;

  • 1° Piano: Mediateca, Emeroteca, Discoteca di Stato;

  • Piano Terra: Sale cinematografiche, negozi e spazi commerciali, laboratori e magazzini Discoteca di Stato

 
fonte: Il Messaggero autore: C. Marincola

16 gennaio 2006

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