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Velodromo addio: arriva l'Aquacenter

Approvato il progetto per ridare vita alla struttura dell'Eur


 

Dopo il Palazzetto dello sport, diventato Palalottomatica, tocca al Velodromo. Lo stadio progettato ed utilizzato per le gare di ciclismo nelle Olimpiadi del 1960 e da decenni in stato di abbandono, sarà finalmente recuperato, con un’attenta opera di trasformazione, e restituito in maniera funzionale ai romani. «Un altro passo avanti - ha ricordato il sindaco Veltroni dopo l’approvazione dell’apposita delibera della giunta capitolina - che la città compie nel segno dello sport e del tempo libero». Per la trasformazione della struttura, la proprietà, che è la Società Eur Spa, si affiderà ad architetti di fama internazionale attraverso un concorso di progettazione che sarà bandito nei primi mesi del 2004 con il patrocinio del Comune. Il progetto di trasformazione, che comprende nuove costruzioni nel perimetro esterno, dovrà essere tale da «adeguare la struttura attuale al nuovo programma funzionale», senza stravolgere l’aspetto originario del Velodromo Olimpico.

All’interno dell’attuale Velodromo, che si sviluppa su un’area di oltre 60 mila metri quadrati, ci saranno un Aquatic Center - con una piscina olimpionica, quattro di allenamento ed altre per divertimento e fitness -, una zona di riabilitazione acquatica con vasche di idromassaggio, talassoterapia e percorsi acquatici. Sono inoltre previsti un Centro benessere con nove palestre, studi medici, solarium, sauna e bagno turco, con annesso centro medico di supporto.

All’esterno saranno invece impiantati i servizi pubblici: asili nido,una scuola materna ed una ludoteca, una biblioteca e spazi pubblici al servizio del municipio, una zona commerciale per l’Aquatic Center ed una per il quartiere. Ci sarà anche una pista ciclabile tra lo svincolo di via del Tintoretto e il Velodromo di via dell’Oceano Pacifico. Un servizio di navetta gratuito farà da collegamento tra la nuova struttura e la più vicina stazione della linea B della metropolitana. L’entrata in funzione? Se non ci saranno contrattempi - dicono in Campidoglio - entro il 2006.

 
fonte: Il Corriere della Sera autore:

29 dicembre 2003

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