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Via Giolitti, il palazzo di Fuksas

Uffici in "bolle" di travertino

Uffici & arte, così cambia via Giolitti. Ecco il disegno dell'architetto per l'edificio davanti a Termini. Anche un ristorante con vista. Le Bolle di travertino firmate Fuksas. Ospiterà anche spazi espositivi per l'arte Passaggio sotterraneo per la stazione.

Una facciata bianca di travertino. Ma poi lo stesso marmo si curva a lastre per formare tre grandi bolle. Ecco in anteprima il progetto dell´edificio che sorgerà nel cuore di Roma, al posto del palazzo comunale degradato di via Giolitti, il cosiddetto "dente cariato", dove è rimasta solo una fila di negozi alti un piano, davanti all'ingresso della galleria della stazione Termini.

Dopo la Nuvola del nuovo Centro dei Congressi che sorgerà all'Eur, Massimiliano Fukas, uno degli architetti italiani più noti al mondo, ha disegnato le forme del recupero dell'ala nord dell'isolato di via Giolitti, ricostituendo l'altezza originaria del corpo di fabbrica ottocentesco, con i suoi cinque piani fuori terra, da destinarsi anche ad attività culturali, donando alla città non solo uffici e forse un albergo, ma spazi per eventi e manifestazioni culturali.

Si eviterà di proposito qualunque tipo di scavo sotto la sagoma del fabbricato (per rispettare eventuali preesistenze archeologiche), mentre le attuali cantine verranno adeguate per accogliere spazi che ospiteranno negozi. Ed infine un tunnel sotto via Giolitti (al di sopra della quota archeologica) collegherà il palazzo di Fuksas alle strutture commerciali della stazione e alla futura piastra-parcheggio che si costruirà sopra Termini.

«I piani» spiega Fuksas «si sovrappongono flottando l'uno sull'altro, il visitatore che viene dalla stazione Termini ed entra dal piano terra riesce ad abbracciare visualmente l'articolazione dei livelli che compongono l'intervento».

Nel palazzo ci saranno spazi dedicati all'art diffusion, assieme a sale per proiezioni ed aree per la presentazione e promozione di attività legate al mondo dell'arte.

Ancora una sorpresa al piano più alto, dove si trova il design restaurant, un ristorante con finiture ed arredi studiati ad hoc, che si aprirà su un giardino di inverno e anche una terrazza panoramica con vista su piazza della Repubblica e dunque sul museo archeologico di palazzo Massimo e anche sulle antiche Terme di Diocleziano.

Ma il segno, l'elemento che contraddistingue la facciata, sarà quello delle "bolle". «Ho rivestito il palazzo di travertino, un materiale romano» spiega Fuksas «che richiama quello della stazione, un ottimo esempio di architettura contemporanea, ma le forme sinuose vogliono creare un dialogo, una sorta di provocazione rispetto al rigore del parallelepipedo di Termini».

L'edificio comunale, valorizzato dal progetto di Fuksas, sarà al centro di una complessa partita di giro studiata dall'assessorato ai Progetti Speciali di Claudio Minelli. Sarà infatti scambiato con la società Grandi Stazioni in cambio di una concessione poliennale al Campidoglio di piazza dei Cinquecento, che ospita numerose fermate di bus dell'Atac, e di altri immobili oppure fondi da reinvestire in altri progetti per la città.

 
fonte: La Repubblica autore: A. Mattone

9 novembre 2004

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