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Aventino, una terrazza sul biondo Tevere

Entro luglio il progetto definitivo per la passeggiata da piazza dell'Emporio alla Bocca della Verità.


 

 Cambiamenti in vista per il Giardino degli Aranci, in arrivo anche una biblioteca di urbanistica e un punto ristoro Un'opera attesa da anni, quella per la riqualificazione e il risanamento ambientale dell'asse Tevere Aventino e che sta per arrivare alla sua stesura finale. Si avrà infatti entro luglio il progetto definitivo sul quale presentare la delibera per l'appalto dei lavori. I sondaggi archeologici, iniziati a marzo, non avrebbero rilevato ostacoli alla realizzazione di una delle passeggiate più spettacolari della città, dal giardino degli Aranci al lungotevere Aventino, sino a piazza dell'Emporio, ingresso nel cuore di Testaccio. «L'unico nodo da sciogliere - sostiene l'assessore capitolino all'Urbanistica, Roberto Morassut - è quello della risalita meccanica, cioè la realizzazione di un ascensore urbano che colleghi il giardino degli Aranci con il lungotevere e per il quale la sovrintendenza ha espresso qualche perplessità. Si tratta comunque del primo dei progetti presenti nel Piano regolatore nell'ambito del Tevere che andremo a realizzare con la passeggiata che da Villa Sciarra arriva praticamente al Circo Massimo».

Il progetto prevede sei ambiti di intervento: Rocca Savella: L'intervento di consolidamento strutturale del margine della Rocca Savella, in uno dei tratti più spettacolari dell'affaccio dal Giardino degli Aranci verso la città compreso tra la torre mediana del circuito murario medievale e la scala di accesso al giardino delle pendici (disegnata anch'essa, come il Giardino, da Raffaele De Vico), costituisce una delle operazioni più rilevanti e delicate dell'intero progetto.Si tratta di un margine fortemente rimaneggiato nel corso dei secoli, interessato da una successione di interventi fino a quello più recente, progettato e realizzato a cavallo tra la fine dell'800 e gli inizi del ?900. Porta di accesso all'Aventino: L'area incassata tra le pendici di S.Sabina e del Clivo di Rocca Savella è un luogo che svolge da anni il ruolo di deposito a cielo aperto dei resti delle demolizioni conseguenti ad importanti trasformazioni urbane. In particolare, questo deposito conserva materiale di provenienza eterogenea (Largo Argentina, Ospedale di S. Giovanni dei Fiorentini, via Alessandrina).

Il progetto mira a dare forma a questo spazio prevedendo diverse funzioni tra loro integrate, come il centro di documentazione delle trasformazioni urbane, una porta di accesso all'Aventino dotata di un punto informativo attrezzato, un piccolo spazio di bar-punto di ristoro. Il recupero del giardino di Raffaele De Vico lungo le pendici di S. Sabina: il progetto punta alla conservazione del disegno originario di De Vico, all'integrazione con nuovi percorsi e al ripensamento complessivo del disegno vegetale oggi compromesso da una vegetazione infestante. L'obiettivo è quello di realizzare un giardino mediterraneo, rappresentativo della varietà di specie della «macchia» che ha dato forma, in tempi remoti, all'immagine del colle «del mirto e dell'alloro». Lungotevere Aventino: Verrà realizzato un unico sistema di pavimentazione che estende ampiamente la fruizione pedonale della zona e un collegamento tra piazza dell'Emporio e la piazza della Bocca della Verità.

Il marciapiede e la corsia degli autobus potranno essere utilizzati in occasione di eventi particolari o in giorni prestabiliti come aree esclusivamente pedonali, in diretta relazione con i percorsi di visita archeologica, museali e legati alla navigazione fluviale. Il nodo di piazza dell'Emporio viene riconfigurato attraverso la definizione di un'unica zona pedonale attraversata dalle attuali percorrenze viarie. La terrazza sul Tevere: La realizzazione di un'ampia terrazza pedonale rispetto al muraglione consentirà di definire sia un affaccio panoramico sul fiume proteso verso la sponda opposta sia, lateralmente, la base di appoggio del futuro ponte pedonale sul quale però si deve ancora rivecere il nullaosta della sovrintendenza.

 
fonte: Il Tempo autore: S. Novelli

martedi 27 giugno 2006

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