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Archeologia industriale, il passato diventa futuro |
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Negli edifici di cemento, tra il ferro e l'acciaio, nelle macchine pulsanti delle fabbriche e negli stabilimenti dove si conciava la pelle. Il corpo di Roma è composto anche dalla stessa materia che l'ha costruita. Il XIII Congresso internazionale per la conservazione del patrimonio industriale ha fatto tappa nella Capitale, aprendo una finestra su un panorama che un tempo deturpava il paesaggio ma che oggi, una volta riqualificato, è parte integrante del volto di Roma. E' il mondo dell' 'archeologia industriale', un universo fatto di immagini fumose di ciminiere che oggi ritrovano spazio nel territorio urbano. Dall'Ostiense fino alle periferie della Prenestina, passando per i quartieri storici come quelli dell'Esquilino e di San Lorenzo, il progetto di trasformazione è un cantiere ancora aperto che offrirà nuove soluzioni urbanistiche. «La nostra volontà è quella di trasformare le industrie di produzione di beni materiali in fabbriche di beni del sapere», spiega l'assessore all'urbanistica Roberto Morassut. Tra quattro mesi saranno inaugurati due capannoni presso l' ex Mattatoio di Testaccio destinati al Macro. Nella stessa area, tra ottobre e novembre, partiranno i lavori dell' ex Pelanda dei suini che entro 18 mesi si trasformerà in un centro multimediale di arti visive. L'area della MiraLanza , dove già è sorto il teatro India, vedrà l'apertura di altri laboratori teatrali: «In un paio d'anni vorremmo realizzare la 'riva dei teatri'», chiarisce l'assessore. Per i mondiali del 2009 anche l'ex cinodromo sarà un polo d'attrazione: il Comune e Roma Tre hanno in programma di realizzare un impianto sportivo e una foresteria per gli studenti. Ma se «La riva destra del Tevere è un patrimonio storico e urbanistico fondamentale dal punto di vista dell'archeologia industriale», come ha spiegato durante il congresso il professore Carlo Travaglini, direttore del Centro Studi CROMA della Terza Università, è anche vero che ci sono altre aree della Capitale in cui è previsto l'intervento di riqualificazione: «Stiamo lavorando insieme alla Sapienza perché dal prossimo anno inizino i lavori di ristrutturazione del Centro Carni di Tor Sapienza», spiega Morassut. Sulla Prenestina, l' ex Snia Viscosa , chiusa dal 1954, dovrebbe essere destinata ad ospitare le attività della Prima Università. Anche il Mandrione è compreso nei progetti futuri con la ristrutturazione dell'antica casa farmaceutica del Complesso Angelini che dal lato di via Assisi vedrà sorgere un auditorium e un asilo nido. A Valle Aurelia, nella zona che era chiamata 'la valle dell'inferno' dove sorgevano le fornaci per la creazione dei mattoni, partiranno i lavori per un complesso che sarà sede delle associazioni di quartiere. Nel cuore di Roma gli interventi che si sono già trasformati in beni culturali sono l' Itis Galilei , un edificio che conserva l'antica officina tra le aule, e l' ex pastificio Cerere di San Lorenzo, sorto nel 1905, ora trasformato in un luogo di mostre e happening gestito da una fondazione che promuove l'arte contemporanea. Il progetto di riqualificazione coinvolge anche la provincia di Roma: «Vorremmo trasformare le vecchie stazioni ferroviarie in siti multimediali», sottolinea l'assessore Vincenzo Vita. Il gazometro ancora illuminato di notte è il simbolo di questa città industriale che ritorna a vivere e a raccontare di un tempo non lontano di cui Roma ha già saputo apprezzarne il valore, come nel caso della Centrale Monte Martini e dei Mercati generali : posti che rappresentavano il futuro e che oggi ritornano ad essere il presente. |
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| fonte: Il Messaggero | autore: D. Letizia |
20 settembre 2006 |
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