I Programmi di Riqualificazione Urbana

 

 

PROGRAMMI DI RIQUALIFICAZIONE URBANA Art. 2 L. 179/92

Si tratta di cinque programmi ormai in avanzata fase di attuazione per qualificare altrettanti quartieri della periferia interna ed esterna di Roma. 327 milioni di Euro di finanziamenti -dei quali 89 pubblici e 238 privati- servono a realizzare ben 64 interventi pubblici -completamento delle reti idriche, fognarie e stradali, realizzazione di scuole, centri servizi, piazze, parcheggi, giardini- e 32 interventi privati tra i quali si segnala il recupero di 52 fabbricati condominiali

 

I Programmi di Riqualificazione Urbana sono:
· Ostia Ponente
· Esquilino

· Pigneto
· Case Rosse
· Borghesiana

Ostia Ponente

 

L'ambito di intervento costituisce la parte più degradata e marginale del nucleo costiero di Ostia, prossima alla foce del Tevere, più distante dalla metropolitana e dalla viabilità principale, caratterizzata da una quota consistente di abitazioni in affitto, sia di proprietà pubblica che privata, e dalla rarefazione delle attività turistico-ricettive, commerciali e terziarie. Il degrado è insieme sociale, per la concentrazione del disagio, per le scarse opportunità produttive e per la carenza dei servizi, e fisico, per la scarsa manutenzione del patrimonio edilizio e dello spazio pubblico.
Il programma intende prioritariamente promuovere l'ambito urbano valorizzandone le risorse ambientali: è prevista l'acquisizione pubblica e la sistemazione di circa 90 ettari della riserva naturale del Litorale romano, in gran parte a pinete, al cui margine con l'edificato saranno realizzati un parco pubblico e impianti sportivi pubblici e privati; gli interventi infrastrutturali migliorano l'accessibilità esterna, sia veicolare che dal trasporto pubblico su ferro.
Il recupero fisico e sociale dell'insediamento è perseguito mediante la riqualificazione dello spazio pubblico, l'incremento ed il rinnovo dei servizi, con particolare riguardo al disagio sociale, la creazione di nuove polarità urbane, il completamento della maglia urbana ed il recupero edilizio. Il finanziamento statale assiste il recupero primario di 43 palazzine di proprietà privata in regime di locazione, per una superficie lorda di 94.418 mq.
Gli interventi privati di nuova edificazione, generalmente in variante o in deroga al PRG, saturano dei vuoti residui interni alla maglia urbana con funzioni principalmente residenziali (circa 133.000 mc), ma anche turistico-ricettive e commerciali (circa 67.000 mc).

 

Esquilino

Il quartiere Esquilino costituisce la parte più recente del centro storico di Roma, la prima espansione post-unitaria, ancora interna alle mura aureliane, fortemente connotata dalla presenza della stazione Termini. Il quartiere mantiene la sua funzione residenziale - a carattere popolare - integrata da attività ricettive e commerciali indotte dal nodo ferroviario, che a Roma è anche il principale nodo del trasporto urbano. Inoltre due delle quattro grandi basiliche romane sono localizzate in questo quartiere, che sta svolgendo quindi un ruolo centrale nel turismo giubilare.
Nel corso degli ultimi decenni nel quartiere sono cresciuti insieme il degrado fisico e l'insediamento di cittadini extracomunitari. La congestione da traffico, il degrado dello spazio pubblico (in particolare di Piazza Vittorio), il crollo di diversi edifici, la concentrazione del disagio sociale sono i problemi su cui si misura la riqualificazione.
Il programma intende valorizzare i beni storico-archeologici per promuovere il quartiere come parte pregiata del centro, riqualificare lo spazio pubblico e ampliare la dotazione di verde, migliorare le reti di urbanizzazione, consolidare e riqualificare la funzione residenziale agevolando il recupero edilizio. Il programma non comprende interventi privati di nuova edificazione, né di ristrutturazione, e pertanto non ci sono risorse private a sostegno degli interventi pubblici. Questi ultimi sono pertanto finanziati con altre risorse pubbliche, relative al Giubileo e al programma di Roma Capitale, in aggiunta ai fondi dell'art.2 della L.179/92.
Il finanziamento statale assiste il recupero primario di 6 edifici residenziali di proprietà privata, per una superficie lorda di 11.852 mq.

 

Pigneto

Il quartiere del Pigneto fa parte della prima periferia orientale romana ed è sorto come nucleo residenziale a bassa densità in rapporto alle industrie e alle grandi attrezzature localizzate fin dai primi decenni del secolo lungo la via Prenestina. Al primo impianto estensivo, strutturato a ridosso del percorso antico di via del Pigneto, dopo il PRG del '31 è seguito il completamento intensivo per grandi isolati a maglia ortogonale. Il quartiere costituisce quindi una parte di "città consolidata" ma marginalizzata, attraversata da un vallo ferroviario, interessata da fenomeni di obsolescenza e dismissione e da un processo di riconversione funzionale ancora inadeguato.
Nei tessuti del primo impianto sono particolarmente concentrate le sacche di degrado fisico, sociale e funzionale, già individuate come zone di recupero ai sensi della L.457/78, mentre l'ambito di intervento nel suo complesso è comunque congestionato per l'alta densità e per la carenza di dotazioni a standard. Obiettivo del Programma è superare le disparità esistenti tra le due parti storiche del Pigneto, risanando le situazioni di maggiore degrado e promuovendo nuove polarità urbane locali; queste sono state individuate come aree-cerniera tra le diverse parti del quartiere, in stretto rapporto funzionale con l'asse di via del Pigneto.
Gli interventi pubblici si sono quindi concentrati sullo spazio pubblico (piazze, verde attrezzato, arredo urbano), sui servizi (centro anziani e centro civico) e sul riammagliamento della viabilità locale. Il finanziamento statale assiste il recupero primario di edifici di proprietà privata, in gran parte in regime di locazione, per una superficie lorda di 39.148 mq.
Gli interventi privati sono prevalentemente di demolizione e ricostruzione, agiscono generalmente in variante o in deroga al PRG, interessano singoli lotti interni al tessuto esistente, insediandovi funzioni principalmente residenziali (circa 38.000 mc residenziali e 4.000 mc).

 

Case Rosse

Questo programma interviene al margine orientale del territorio comunale di Roma, in un'area già coinvolta nel processo di saldatura tra Roma e i centri urbani limitrofi. L'ambito comprende le ultime propaggini della zona industriale tiburtina, interessata da fenomeni di crisi e dismissione, e una borgata sorta abusivamente negli anni '60 e '70, già interessata da provvedimenti di recupero urbanistico. Tra di essi sono presenti vaste aree ancora libere, in parte utilizzate a fini agricoli e in parte a fini estrattivi. In questo settore urbano il Comune di Roma ha anche avviato due interventi strategici di rilevanza metropolitana: il Centro Agroalimentare Romano (nel Comune di Tivoli, in adiacenza alla borgata di Case Rosse) ed il Polo tecnologico-industriale (su aree non utilizzate della zona industriale) con la relativa viabilità di collegamento all'autostrada A24 (Roma - Pescara). Il programma di riqualificazione intende completare le urbanizzazioni primarie della borgata, già previste dal piano particolareggiato di recupero urbanistico approvato nel maggio 1997, ed avviare il recupero delle aree di degrado ambientale, già interessate da attività estrattive ed industriali dismesse. Gli interventi privati consistono nella realizzazione di due comprensori con funzioni miste (residenziali e non) su aree libere, ancorché residuali rispetto al sistema insediativo: su un'area già destinata all'insediamento industriale, ma mai utilizzata, è previsto un complesso di 81.798 mc, mentre su un'area precedentemente destinata all'edilizia residenziale pubblica, ma in seguito stralciata dai programmi attuativi, è previsto un complesso di 58.000 mc (circa 40.000 mc di residenze e 18.000 mc fra centro commerciale e servizi pubblici e privati). Sarà realizzata una nuova viabilità e adeguata quella esistente, saranno completate la rete idrica e la rete fognaria delle acque nere e bianche, sarà recuperata come parco pubblico una cava dismessa.

 

Borghesiana

Il programma interessa una estesa porzione della periferia orientale romana (circa 800 ha), esterna al Grande Raccordo Anulare, compresa fra la via Prenestina e la via Casilina, in cui sono insediati circa 40.000 abitanti. Questo ambito, caratterizzato da un'edificazione abusiva "a macchia di leopardo", costituisce una vasta conurbazione diffusa, interposta tra Roma e i centri contigui alle pendici dei Colli Albani, servita da tre linee ferroviarie che rientrano nei programmi di ristrutturazione. Le carenze infrastrutturali di questo insediamento sono particolarmente gravi sotto il profilo igienico sanitario per la presenza delle falde idriche utilizzate dall'acquedotto.
Il programma intende adeguare e completare l'urbanizzazione primaria dell'insediamento, in particolare le reti idrica e fognaria, realizzare i servizi pubblici già previsti dalla pianificazione attuativa di recupero urbanistico, acquisire e valorizzare le aree di valenza ambientale, migliorare l'accessibilità esterna e i collegamenti interni ed infine creare una nuova centralità urbana sede di attrezzature di servizio pubblico e privato di riferimento per tutto il settore.
Gli interventi privati consistono nella realizzazione di tre comprensori su aree libere per complessivi 176.321 mc residenziali e 158.370 mc non residenziali, e un impianto sportivo. Gli interventi pubblici verranno realizzati in parte direttamente dal comune ed in parte dagli operatori privati a scomputo del contributo straordinario, dovuto in ragione della variante urbanistica. Saranno realizzate due infrastrutture stradali di livello interquartiere, sarà completata la rete fognaria, saranno realizzati servizi pubblici di quartiere e saranno recuperate come parchi pubblici di livello comprensoriale vaste aree di valore ambientale, sulla direttrice storica della via Prenestina e in connessione con l'area archeologica di Gabi.

 

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