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Ostia Ponente
L'ambito
di intervento costituisce la parte più degradata e marginale del nucleo
costiero di Ostia, prossima alla foce del Tevere, più distante dalla
metropolitana e dalla viabilità principale, caratterizzata da una quota
consistente di abitazioni in affitto, sia di proprietà pubblica che
privata, e dalla rarefazione delle attività turistico-ricettive,
commerciali e terziarie. Il degrado è insieme sociale, per la
concentrazione del disagio, per le scarse opportunità produttive e per
la carenza dei servizi, e fisico, per la scarsa manutenzione del
patrimonio edilizio e dello spazio pubblico.
Il programma intende prioritariamente promuovere l'ambito urbano
valorizzandone le risorse ambientali: è prevista l'acquisizione pubblica
e la sistemazione di circa 90 ettari della riserva naturale del Litorale
romano, in gran parte a pinete, al cui margine con l'edificato saranno
realizzati un parco pubblico e impianti sportivi pubblici e privati; gli
interventi infrastrutturali migliorano l'accessibilità esterna, sia
veicolare che dal trasporto pubblico su ferro.
Il recupero fisico e sociale dell'insediamento è perseguito mediante la
riqualificazione dello spazio pubblico, l'incremento ed il rinnovo dei
servizi, con particolare riguardo al disagio sociale, la creazione di
nuove polarità urbane, il completamento della maglia urbana ed il
recupero edilizio. Il finanziamento statale assiste il recupero primario
di 43 palazzine di proprietà privata in regime di locazione, per una
superficie lorda di 94.418 mq.
Gli interventi privati di nuova edificazione, generalmente in variante o
in deroga al PRG, saturano dei vuoti residui interni alla maglia urbana
con funzioni principalmente residenziali (circa 133.000 mc), ma anche
turistico-ricettive e commerciali (circa 67.000 mc).
Esquilino
Il
quartiere Esquilino costituisce la parte più recente del centro storico
di Roma, la prima espansione post-unitaria, ancora interna alle mura
aureliane, fortemente connotata dalla presenza della stazione Termini.
Il quartiere mantiene la sua funzione residenziale - a carattere
popolare - integrata da attività ricettive e commerciali indotte dal
nodo ferroviario, che a Roma è anche il principale nodo del trasporto
urbano. Inoltre due delle quattro grandi basiliche romane sono
localizzate in questo quartiere, che sta svolgendo quindi un ruolo
centrale nel turismo giubilare.
Nel corso degli ultimi decenni nel quartiere sono cresciuti insieme il
degrado fisico e l'insediamento di cittadini extracomunitari. La
congestione da traffico, il degrado dello spazio pubblico (in
particolare di Piazza Vittorio), il crollo di diversi edifici, la
concentrazione del disagio sociale sono i problemi su cui si misura la
riqualificazione.
Il programma intende valorizzare i beni storico-archeologici per
promuovere il quartiere come parte pregiata del centro, riqualificare lo
spazio pubblico e ampliare la dotazione di verde, migliorare le reti di
urbanizzazione, consolidare e riqualificare la funzione residenziale
agevolando il recupero edilizio. Il programma non comprende interventi
privati di nuova edificazione, né di ristrutturazione, e pertanto non ci
sono risorse private a sostegno degli interventi pubblici. Questi ultimi
sono pertanto finanziati con altre risorse pubbliche, relative al
Giubileo e al programma di Roma Capitale, in aggiunta ai fondi dell'art.2
della L.179/92.
Il finanziamento statale assiste il recupero primario di 6 edifici
residenziali di proprietà privata, per una superficie lorda di 11.852
mq.
Pigneto
Il
quartiere del Pigneto fa parte della prima periferia orientale romana ed
è sorto come nucleo residenziale a bassa densità in rapporto alle
industrie e alle grandi attrezzature localizzate fin dai primi decenni
del secolo lungo la via Prenestina. Al primo impianto estensivo,
strutturato a ridosso del percorso antico di via del Pigneto, dopo il
PRG del '31 è seguito il completamento intensivo per grandi isolati a
maglia ortogonale. Il quartiere costituisce quindi una parte di "città
consolidata" ma marginalizzata, attraversata da un vallo ferroviario,
interessata da fenomeni di obsolescenza e dismissione e da un processo
di riconversione funzionale ancora inadeguato.
Nei tessuti del primo impianto sono particolarmente concentrate le
sacche di degrado fisico, sociale e funzionale, già individuate come
zone di recupero ai sensi della L.457/78, mentre l'ambito di intervento
nel suo complesso è comunque congestionato per l'alta densità e per la
carenza di dotazioni a standard. Obiettivo del Programma è superare le
disparità esistenti tra le due parti storiche del Pigneto, risanando le
situazioni di maggiore degrado e promuovendo nuove polarità urbane
locali; queste sono state individuate come aree-cerniera tra le diverse
parti del quartiere, in stretto rapporto funzionale con l'asse di via
del Pigneto.
Gli interventi pubblici si sono quindi concentrati sullo spazio pubblico
(piazze, verde attrezzato, arredo urbano), sui servizi (centro anziani e
centro civico) e sul riammagliamento della viabilità locale. Il
finanziamento statale assiste il recupero primario di edifici di
proprietà privata, in gran parte in regime di locazione, per una
superficie lorda di 39.148 mq.
Gli interventi privati sono prevalentemente di demolizione e
ricostruzione, agiscono generalmente in variante o in deroga al PRG,
interessano singoli lotti interni al tessuto esistente, insediandovi
funzioni principalmente residenziali (circa 38.000 mc residenziali e
4.000 mc).
Case
Rosse
Questo
programma interviene al margine orientale del territorio comunale di
Roma, in un'area già coinvolta nel processo di saldatura tra Roma e i
centri urbani limitrofi. L'ambito comprende le ultime propaggini della
zona industriale tiburtina, interessata da fenomeni di crisi e
dismissione, e una borgata sorta abusivamente negli anni '60 e '70, già
interessata da provvedimenti di recupero urbanistico. Tra di essi sono
presenti vaste aree ancora libere, in parte utilizzate a fini agricoli e
in parte a fini estrattivi. In questo settore urbano il Comune di Roma
ha anche avviato due interventi strategici di rilevanza metropolitana:
il Centro Agroalimentare Romano (nel Comune di Tivoli, in adiacenza alla
borgata di Case Rosse) ed il Polo tecnologico-industriale (su aree non
utilizzate della zona industriale) con la relativa viabilità di
collegamento all'autostrada A24 (Roma - Pescara). Il programma di
riqualificazione intende completare le urbanizzazioni primarie della
borgata, già previste dal piano particolareggiato di recupero
urbanistico approvato nel maggio 1997, ed avviare il recupero delle aree
di degrado ambientale, già interessate da attività estrattive ed
industriali dismesse. Gli interventi privati consistono nella
realizzazione di due comprensori con funzioni miste (residenziali e non)
su aree libere, ancorché residuali rispetto al sistema insediativo: su
un'area già destinata all'insediamento industriale, ma mai utilizzata, è
previsto un complesso di 81.798 mc, mentre su un'area precedentemente
destinata all'edilizia residenziale pubblica, ma in seguito stralciata
dai programmi attuativi, è previsto un complesso di 58.000 mc (circa
40.000 mc di residenze e 18.000 mc fra centro commerciale e servizi
pubblici e privati). Sarà realizzata una nuova viabilità e adeguata
quella esistente, saranno completate la rete idrica e la rete fognaria
delle acque nere e bianche, sarà recuperata come parco pubblico una cava
dismessa.
Borghesiana
Il
programma interessa una estesa porzione della periferia orientale romana
(circa 800 ha), esterna al Grande Raccordo Anulare, compresa fra la via
Prenestina e la via Casilina, in cui sono insediati circa 40.000
abitanti. Questo ambito, caratterizzato da un'edificazione abusiva "a
macchia di leopardo", costituisce una vasta conurbazione diffusa,
interposta tra Roma e i centri contigui alle pendici dei Colli Albani,
servita da tre linee ferroviarie che rientrano nei programmi di
ristrutturazione. Le carenze infrastrutturali di questo insediamento
sono particolarmente gravi sotto il profilo igienico sanitario per la
presenza delle falde idriche utilizzate dall'acquedotto.
Il programma intende adeguare e completare l'urbanizzazione primaria
dell'insediamento, in particolare le reti idrica e fognaria, realizzare
i servizi pubblici già previsti dalla pianificazione attuativa di
recupero urbanistico, acquisire e valorizzare le aree di valenza
ambientale, migliorare l'accessibilità esterna e i collegamenti interni
ed infine creare una nuova centralità urbana sede di attrezzature di
servizio pubblico e privato di riferimento per tutto il settore.
Gli interventi privati consistono nella realizzazione di tre comprensori
su aree libere per complessivi 176.321 mc residenziali e 158.370 mc non
residenziali, e un impianto sportivo. Gli interventi pubblici verranno
realizzati in parte direttamente dal comune ed in parte dagli operatori
privati a scomputo del contributo straordinario, dovuto in ragione della
variante urbanistica. Saranno realizzate due infrastrutture stradali di
livello interquartiere, sarà completata la rete fognaria, saranno
realizzati servizi pubblici di quartiere e saranno recuperate come
parchi pubblici di livello comprensoriale vaste aree di valore
ambientale, sulla direttrice storica della via Prenestina e in
connessione con l'area archeologica di Gabi.
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