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Eur, il Centro Congressi raddoppia |
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Il consorzio di imprese ha ottenuto la variazione del progetto: hotel da 200 a 600 stanze, appalto da 240 a 400 miliardi (di lire). E la consegna slitta. Il progetto di Fuksas doveva essere realizzato entro il 2004, adesso è tutto rinviato almeno fino al 2006. |
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Cosa succede al Centro congressi Italia? La struttura progettata da Massimiliano Fuksas, che si è aggiudicato il concorso durante l’anno del Giubileo, doveva essere inaugurata nel 2004, poi l’anno dopo e ora, stando almeno alle ultime indicazioni, «entro il 2006». Da un costo originario calcolato in 240 miliardi di lire si è passati ormai da tempo ad una previsione di spesa di oltre 400 miliardi, e non è cambiata soltanto la spesa, ma anche il progetto. L’impresa De Gennaro, di Bari, che fa parte del consorzio che si è aggiudicato l’appalto, ha chiesto e ottenuto una variazione del progetto, onde triplicare le superfici «da reddito». Il cambiamento riguarda l’albergo a lato della teca trasparente che conterrà la «nuvola»: la «lama» verticale dell’hotel, alto 70 metri, sarà ampliata. E alle duecento stanze d’albergo previste se ne aggiungeranno almeno altre quattrocento. Ma l’Eur Spa a questo punto vuole garanzie sulla effettiva realizzazione dell’opera. Nel febbraio dell’anno del Giubileo fu scelto il progetto di Massimiliano Fuksas («La Nuvola»). La prima pietra doveva essere posta alla fine del 2001. Ma l’appalto fu assegnato solo nello scorso autunno. E il contratto vero e proprio tra Eur Spa, il committente, e l’appaltatore, la cui firma era prevista prima il 10 poi il 30 aprile, è «saltato», né si è certi di quando possa essere sottoscritto. Cosa succede al Centro congressi Italia, la struttura che doveva essere inaugurata nel 2004, poi l’anno dopo e ora -stando alle ultime indicazioni- «entro il 2006»? Al momento la «Nuvola» sembra sospesa per aria. Di recente sono stati perfino presentati i ricorsi al Tar delle imprese che non hanno potuto partecipare alla gara d’appalto. Una circostanza che certo non può che complicare, se non altro allungandolo, il cammino dell’opera. Una realizzazione gigantesca, che si stenderà su un ettaro al margine della via Cristoforo Colombo, in pieno Eur, tra piazzale Marconi e il laghetto, di fronte ai «grattacieli» dell’ex ministero delle Finanze. Dal costo calcolato in 260 miliardi di lire, si è passati ormai da tempo ad una previsione di almeno 400, circa duecento milioni di euro. Il consorzio appaltatore è formato dalla De Gennaro di Bari, dalla veneziana Sacaim con Nicotel e da Fiera di Rimini (Cagnoni). Mentre Fiera & C. è competente della gestione congressuale (diventerà titolare anche delle attività del Palacongressi, edificato da Libera nel 1954), De Gennaro ha sulle spalle la costruzione del Centro. Ed è proprio questa impresa ad aver chiesto e ottenuto una variazione del progetto onde triplicare le superfici «da reddito». Il cambiamento riguarda in sostanza l’albergo a lato dell’immensa «teca» trasparente che conterrà la «Nuvola», una sala congressuale a mezz’aria. La «lama» verticale dell’hotel, alto 70 metri, sarà ampliata. Il cda dell’Eur SpA, nella riunione del 30 settembre 02, ha accolto il parere richiesto all’avvocato Arturo Cancrini dando il via libera alla «stecca», un volume aggiuntivo di circa 400 stanze oltre le duecento previste in origine. La modifica, come altre minori, fu giudicata «congrua e avallabile» purché non si toccasse la «Nuvola». Ora si tratta di veder chiaro sulla possibilità che tornino i conti circa l’intero progetto. Soprattutto per l’Eur SpA, che vuole garanzie sulla qualità della realizzazione dell’opera, sulla sua ultimazione entro i tempi canonici una volta avviata, e infine sulle capacità finanziarie del costruttore, che peraltro ha al fianco l’Unicredito. L’impresa barese, prima di impegnarsi giuridicamente in un percorso tanto rischioso, intende avere la certezza di un guadagno. Quanto al finanziamento, resta fermo il contributo di sessanta milioni di euro (120 miliardi in lire) dal conto di Roma Capitale: il resto è a carico dei contractors, in applicazione del metodo «project financing». Solo quando L’Eur SpA avrà raggiunto la convinzione di avere ogni garanzia che l’intero affare andrà a buon fine il contratto sarà sottoscritto e si parlerà di «prima pietra». Se questa convinzione non verrà raggiunta, verrà tutto annullato. Ma l’idea del Centro congressi potrebbe andare avanti con un appalto-concorso: la sua costruzione dipenderebbe direttamente dalla Eur SpA, che pagherebbe un costruttore ricorrendo al mercato finanziario e in seguito ne gestirebbe le attività. Un’ipotesi che fa scivolare una pietra tombale sulla realizzabilità di una grande opera in «project financing». Nonostante l’ottimismo della dirigenza dell’Eur SpA, i tempi di attuazione del Centro congressi Italia rischiano un nuovo slittamento. Un primo test sul futuro della «Nuvola» si avrà il 14 maggio, quando il cda della Eur SpA procederà alla nomina dell’amministratore delegato (Mauro Miccio). Il «tecnico» uscente, Paolo Novi, potrebbe diventare direttore generale. Se il contratto non andrà alla firma, la «Nuvola» di Fuksas rischierà di essere avvolta dalla nebbia. |
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| fonte: Corriere della Sera | autore: |
8 maggio 2003 |
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