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E all'Eur la Nuvola vola, via al Centro Congressi di Fuksas |
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Firmato dall'Eur Spa il contratto con una società per la progettazione esecutiva, la costruzione e la gestione per 30 anni. L'opera ultimata nel 2007. |
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Ora la Nuvola vola. Il Centro Congressi dell'Eur disegnato dalla matita di Massimiliano Fuksas comincia a prender vita. Ieri il presidente dell'Eur Spa Raffaele Ranucci ha firmato con la «Centro Congressi Italia» il contratto per la progettazione esecutiva, la costruzione e la gestione, per circa trent´anni, della nuova struttura che sarà aperta al pubblico nei primi mesi del 2007. La teca di vetro che contiene la "nuvola", una torre alta 70 metri e un percorso pedonale attrezzato di collegamento al vecchio Palazzo dei Congressi. Tutto sorgerà accanto alle Torri delle Finanze, su un´area di circa 27.000 metri quadrati. Potrà ospitare fino a undicimila congressisti, avrà un auditorium di 1.800 posti, due sale congressuali o espositive e un albergo di 600 stanze. Non solo, a disposizione ci sarà un parking di 2.500 posti auto e un servizio di navette. E il Centro sarà inoltre collegato con la metro B e con la futura metro leggera Eur-Tor de Cenci. Il costo dell'Operazione Nuvola sarà di 137 milioni di euro, coperto in project financing: una parte verrà dalla legge per Roma Capitale, il resto spetterà alla società che ha vinto la gara, un'associazione di imprese guidata dalla Dec e composta dalla Nicotel e dalla Sacaim. «Il Centro congressi» afferma Ranucci «rappresenterà qualcosa che io paragono a quello che è stato il museo Guggenheim per Bilbao». «La Nuvola di Fuksas» conclude il sindaco Veltroni «è una struttura funzionale che consoliderà il ruolo di capitale del Paese e di metropoli mondiale e aggiungerà una nuova perla a un panorama di realizzazioni che, con l'Auditorium di Renzo Piano, i progetti di Zaha Adid, di Odile Decq, di Paolo Desideri e di tanti altri, fa di Roma uno dei luoghi del mondo dove più e meglio si manifesta la creatività dell'architettura moderna». |
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| fonte: La Repubblica | autore: |
26 marzo 2003 |
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