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Acciaio e Futuro: all'EUR il primo grattacielo di Roma

Il progetto dell'architetto Purini

Appartamenti, uffici, negozi, ristoranti, bar, sale espositive e, ai piedi, una piazza grande come quella della Minerva alla Città universitaria. Il tutto in centoventi metri di vetro, acciaio e travertino. Così Roma avrà il suo primo, vero grattacielo. Farà ombra all'Eur: sorgerà nella zona di Castellaccio, tra via Pontina e il quartiere Torrino; i lavori inizieranno entro la fine dell'anno e, assicura il progettista Franco Purini, termineranno nel 2007. Si tratta, in realtà, di una struttura composta da due torri parallele, ispirate «all'architettura romana, semplice ed enigmatica, come quella della Torre delle Milizie ai Mercati di Traiano», sottolinea lo stesso Purini. La prima costituita esclusivamente da abitazioni, la seconda destinata invece ad ospitare uffici (tra cui la sede del ministero della Salute) e servizi. Sulla spianata, 400 metri per 80, saranno poste sculture ed opere d'arte, sul modello della Défense di Parigi, mentre sulla piazza che sovrasterà i parcheggi sotterranei si affacceranno ristoranti, bar e negozi, concentrati in un enorme centro commerciale, lo «shopping mall». Antonino Terranova, docente di Composizione architettonica alla «Sapienza», auspica che il grattacielo di Castellaccio non resti solo nella Capitale: «Come nella musica, ci vogliono anche i picchi espressivi. Sarà bello, come Corviale in verticale».

Toronto, in Canada, festeggerà il 2 aprile il trentennale della torre più alta del mondo, la CN Tower, una vertigine tecnologica che svetta a 553 metri. Tante metropoli internazionali, dopo quelle americane, hanno da tempo la febbre dell'altezza: i loro più recenti edifici sfidano le nuvole in una gara per un primato sempre in discussione. Il primo timido fervore europeo è stato poi rilanciato con grande enfasi in Asia dove molte grandi città presentano uno skyline degno di New York. E mentre Londra con Norman Foster e Barcellona con Jean Nouvel si dotano delle ultime supersofisticate «torri» la Città Eterna si gode quelle medievali di cui è ancora ricca. Da secoli Roma si è sottratta alla suggestione del verticale, preferendo restare sdraiata tra le sue cupole e le sue terrazze. Il punto più alto, la croce al sommo del Cupolone, tocca i 153 metri, ma per il resto spesso sono stati i pini a superare il tetto degli edifici «alti». Ai primi anni Novanta si svolse in Campidoglio la «battaglia del minareto»: solo in extremis fu concesso dal consiglio comunale, dopo un aspro dibattito, che la Moschea di Portoghesi-Gigliotti fosse dotata di un «campanile» adeguato, anche se la sua altezza fu comunque ridotta di parecchio per non creare alcuna concorrenza con San Pietro. Anni dopo fallì per tante indecisioni il tentativo di far costruire da Renzo Piano sei grattacieli nella futura stazione Tiburtina. La fine dello Sdo, il mitico centro direzionale tra Tiburtina e Casilina, è nota.

Ma ora c'è qualcosa di nuovo: presto anche Roma avrà il suo grattacielo. I tempi cambiano e sembra incrinarsi il vecchio tabù rivolto dalla Capitale agli edifici in proiezione verticale. Lo skyscraper de'Noantri sorgerà ai limiti dell'Eur, nell'area di Castellaccio a destra dell'inizio della via Pontina. Sarà ben più alto delle sedi dell'Eni e dell'Alitalia, nei pressi, e di qualsiasi edificio romano. Con i suoi trenta piani e i sovrastanti servizi sfiorerà i 120 metri, superando la Torre Velasca di Milano anche se non raggiungerà (per soli 7 metri) il Pirellone di Giò Ponti. Il primo vero grattacielo romano si allineerà ai più alti edifici del Paese, dal grattacielo di Piacentini a Genova a quelli di piazza della Repubblica del capoluogo lombardo ai grattacieli del centro direzionale di Napoli e così via.

Entro la fine dell'anno saranno avviati i cantieri su un'area di 60 ettari di proprietà del costruttore Parnasi, tra la Pontina e il Torrino. Verrà realizzato l'Europarco Castellaccio, una specie di centro direzionale da 800 mila metri cubi che comprenderà uffici (tra cui la sede del ministero della Salute), negozi, sale espositive, servizi e abitazioni, che saranno concentrate proprio in uno dei due grattacieli previsti, quello progettato dall'architetto romano Franco Purini, 63 anni, docente di Composizione architettonica e urbana a Valle Giulia. L'altra «torre», per soli uffici,verrà disegnata dallo studio Transit.

La struttura del grattacielo -90 mila metri cubi occupati dalla parte abitativa- sarà in acciaio e vetro con largo uso di travertino. È stato quasi escluso l'uso del cemento. «Sulla pianta rettangolare di 60 per 30 metri -spiega l'architetto- si alzeranno due grandi blocchi quadrati ciascuno con 5 alloggi, di 60 e 100 mq peraltro unificabili, in ogni piano. Al decimo livello ci sarà un piano tecnico (con giardino pensile). Così pure al ventesimo. Ogni appartamento potrà disporre di una grande loggia in affaccio». Purini assicura che il grattacielo, ultimato a fine 2007, sarà «ecologicamente consapevole», con uso di tecnologie per il risparmio energetico e limitazione dei residui. Sul piano tecnico, la costruzione avverrà «a moduli», il che faciliterà la velocità del cantiere.

«Il valore del progetto -continua l'architetto- è nella sua immagine molto forte, chiara, autorevole. Vuole rappresentare l'idea di un presente duraturo». C'è un accenno polemico all'International Style d'oggi: «Molte torri che sorgono ovunque più che architetture sembrano oggetti di design ingranditi enormemente». Secondo Purini il suo grattacielo, ispirato «all'architettura romana, per esempio alla Torre delle Milizie, semplice ed enigmatica, presso i Mercati di Traiano», «dialoga con il paesaggio urbano di Roma», proponendo «un nuovo tipo di abitazione metropolitana in verticale».

L'Europarco Castellaccio, che valorizzerà i resti di una stada romana con decine di metri di basolato originale, costituisce una delle 18 centralità urbane previste dal nuovo Piano regolatore per promuovere il riequilibrio e lo sviluppo del territorio. E' la prima ad essere avviata. Tra i due grattacieli si svilupperà una piazza enorme, più grande di piazza Navona sulle cui dimensioni negli anni Trenta è stata misurata la piazza della Minerva all'interno della Città universitaria. Sulla spianata, 400 metri per 80, saranno poste sculture e grandi opere d'arte, un po' come alla Défense parigina. Sulla piazza, che sovrasterà parcheggi sotterranei, si affacceranno ristoranti, bar, negozi che però verranno concentrati nello «shopping mall», un enorme centro commerciale.

L'8 marzo l'Europarco Castellaccio verrà presentato, nell'ambito dello spazio Sistemaroma del Comune, all'esposizione annuale dei programmi urbani di Cannes.

fonte: Il Corriere della Sera autore: G. Pullara

17 febbraio 2005

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