|
|
||
|
E sulla Colombo nasce l' "EUR 2" |
||
| un quartiere di 800.000 metri cubi. | ||
|
|
C'è chi lo chiama "Eur 2", chi "Business park", chi "Europarco". Vedrete spuntare tra non molto, al massimo entro l'anno, le gru dei suoi cantieri, poco prima del Gra, su un'ampia area verde che si estende alla destra della Colombo quando, andando verso Ostia, si apre la via Pontina. Avrà un suo svincolo stradale e anche un tunnel sotto la Colombo che riunirà la zona del Laurentino con Torrino sud e Decima. E' in asse con via dell'Oceano Indiano, è uno dei progetti urbanistici più in stato avanzato del nuovo Piano regolatore, è il "Programma per la centralità di Eur-Castellaccio". Il via libera, con un accordo di programma, porta la una firma congiunta Veltroni-Storace e, sui temi urbanistici, non sono molti altri i progetti ad aver avuto questo doppio placet. Le nuove edificazioni non saranno di impatto piccolo, sono circa 800 mila nuovi metri cubi - dunque quanto otto nuovi alberghi Hilton, secondo il metro di misura dell'ambientalismo storico - e si tratterà in gran parte di nuovi alberghi, multisala, uffici, centri commerciali e parcheggi, ma poche case, in 63 ettari del gruppo Parsitalia del costruttore Parnasi. Nello stesso "pacchetto" anche circa 70 mila metri cubi più verso Spinaceto, ma per case private. Del progetto se ne comincia a riparlare circa tre anni, quando, insieme all'altro grande progetto di edificazione a non più di tre chilometri, il piano "Tor Pagnotta" da circa un milione e 600 mila metri cubi per case private del gruppo Caltagirone, la polemica si allarga anche all'oltre un milione e 500 mila metri cubi, ma questi non residenziali, previsti a Castellaccio dal vecchio Prg. Nascono i primi "comitati del no" di residenti e associazioni di zona ma da allora, in un tavolo allargato tra Campidoglio, proprietà, residenti, e ente Roma Natura, comincia una lunga trattativa, un ritagliare, cedere, limare, che porta a un accordo finale che, al momento, sembra soddisfare tutti. La società costruttrice accetta alla fine di cedere due ampie aree verdi di sua proprietà al Pratone delle Valli, zona Montesacro e a Volusia, nel parco di Veio e, insieme, a Castellaccio si impegna a concentrare le nuove edificazioni (scese a 800 mila metri cubi invece dell'oltre un milione) sul un lato collinare lasciando libero il fondovalle che diventerà parco pubblico gestito da Roma Natura. Ancora: nelle aree, comunque edificabili, ci sono ancora alcuni casali d'epoca di quella che fu l'azienda agricola Laurentum, il più grande dei quali, una grande stalla, andrà alla soprintendenza archeologia per un nuovo museo e un altro tornerà ad essere una piccola azienda agricola pubblica. Resta il nodo del trasporto pubblico, perché per ora l'unica stazione in zona è la fermata Eur-Fermi della metro B ma il nuovo tracciato del tram 'Eur-Tor De´ Cenci attraverserà anche Castellaccio. Soddisfatto l'assessore Roberto Morassut: «Sarà la prima centralità a partire con una operazione ambientalmente molto vantaggiosa per la città, di elevata qualità progettuale e con uno sviluppo del modello dell'Eur in forme più moderne e attuali». E favorevole anche Alberto Voci, presidente dell'associazione Laurentum, prima tra quelli del "no" e ora tra i sostenitori: «Per la prima volta nel nostro municipio si realizza un progetto concordato con gli abitanti che, anche se invasivo, porterà almeno molti vantaggi per i residenti». |
|
![]() |
||
| fonte: La Repubblica | autore: S. Casalini |
10 luglio 2003 |
| torna a pagina Home | ||