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Piazza San Pietro,
capolavoro d'architettura del Bernini, è un'immensa ellissi di 240 metri
di larghezza. Sul fondo, aldilà di un grandioso sagrato rettangolare, si
prospetta la facciata della basilica, dominata dalla cupola
michelangiolesca. I due emicicli laterali sono costituiti da imponenti
porticati a quadruplice fila di colonne doriche, delimitanti tre corsie:
in tutto sono 284 colonne e 88 pilastri. La trabeazione è coronata da
140 statue di santi e da grandi stemmi di Alessandro VII. In fondo al
portico di destra è il Portone di Bronzo del Palazzo Vaticano.
Al centro della
Piazza, tra due grandiose fontane, si leva un obelisco senza geroglifici
alto 25,50 metri, posato sul dorso di 4 leoni di bronzo, dovuti a
Prospero Antichi, agli angoli dell'alto piedistallo. In alto, dov'è
l'emblema bronzeo con i monti e la stella dei Chigi, è racchiusa una
reliquia della Croce di Cristo, la sommità della croce è a circa 41
metri di altezza.
L'obelisco egizio,
di Ramsete II, proviene da Eliopoli da dove lo fece trasportare Caligola
nel 37 per ornare il circo detto poi di Nerone.
Nel 1586 Papa Sisto
V lo fece trasportare nell'attuale sito da Domenico Fontana: la piazza
sarà realizzata dopo 70 anni quando nel 1656 il Bernini inventa la
grandiosa ellisse simile a due braccia che "accolgono i cattolici per
confermarli nella fede, gli eretici per riunirli alla Chiesa, gli
infedeli per illuminarli".
Per rendere più
efficace la sua idea Bernini costruisce il colonnato in modo da ottenere
effetti ottici. Camminandovi a fianco pare che sia in movimento.
Guardandolo dal centro dalla piazza, nel punto indicato da una pietra
circolare nei pressi dell'obelisco, il colonnato sembra composto di una
sola fila di colonne.
Le due fontane alte
14 metri (quella a destra eretta nel 1613 da Carlo Maderno per volere di
Paolo V, l'altra nel 1677 da Carlo Fontana), lanciano altissimi getti
d'acqua che ricadono su enormi tazze monolitiche di granito orientale.
La pavimentazione
della piazza risale al 1730 sotto il pontificato di Benedetto XIII. Nel
1817 venne posta una meridiana voluta da Filippo Gilli.
Alla Piazza si
accede da Via della Conciliazione, pensata da Marcello Piacentini e
Attilio Spaccarelli, come accesso monumentale. La collocazione degli
obelischi-lampioni segnò nel 1950 la conclusione di questa
realizzazione, in nome della quale era stato sacrificato il tessuto
medievale e rinascimentale dei borghi. |