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Campo
de' Fiori si apre alla fine di via de' Giubbonari, a est del Tevere, ed
è una piazza che conserva tutto il suo fascino medievale. Deve il suo
nome alle margherite, ai papaveri, ai fiori di prato, insomma, che un
tempo ornavano la piazza, chiusa da un lato da una fila di palazzetti
appartenenti alla famiglia Orsini e dall'altro digradante verso il
fiume. Verso il 1440, papa Eugenio IV la fece lastricare, così ben
presto essa divenne uno dei centri più importanti della città. Era
teatro di corse di cavalli, sede di alberghi e locande, vi si esponevano
le bolle papali e gli avvisi del governatore ma fu soprattutto famosa
per le esecuzioni capitali che all'epoca avvenivano in questa piazza,
come quella del 17 febbraio 1600, quando il filosofo Giordano Bruno,
considerato eretico, fu posto al rogo.
Il
monumento a Giordano Bruno, eseguito da Ettore Ferrari nel 1889, si erge
al centro della piazza. Dal 1869 ospita uno dei più caratteristici e
famosi mercati di Roma.
Del
1898 è la fontana, che adorna la piazza, riproduzione di quella del
1590, ora in Piazza della Chiesa Nuova. |