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Le Mura Aureliane

Le Mura Aureliane sono ancora oggi uno dei simboli più evidenti della potenza di Roma antica.

La costruzione di una nuova linea di difesa della città nella seconda metà del III sec. d.C., cioè quasi settecento anni dopo le cosiddette Mura Serviane, sembrò assolutamente necessaria ed urgente all’imperatore Aureliano a seguito dell’invasione dell’Italia settentrionale da parte degli Alemanni e della minaccia da essi rappresentata per la capitale dell’Impero. Segno di una crisi e di un declino inarrestabili, eppure opera imponente, la più grande dell’epoca con un perimetro di 19 Km, le mura di Aureliano sono uno dei maggiori esempi di tecnica fortificatoria: esso corrispose in pieno allo scopo di proteggere l’Urbe, in modo stabile e compatibile sia con la sua estensione che con la particolare conformazione del suolo.

Nella passeggiata lungo il percorso superstite della cinta abbiamo seguito l’ordine di Ammone, autore della più antica descrizione, risalente al IV secolo e tramandata dall’Itinerario di Einsiendeln, una delle guide medioevali destinate ai pellegrini in visita a Roma.

Porta del Popolo

la porta più settentrionale delle mura Aureliane, situata lungo l'antica via Flaminia: questa strada, che Caio Flaminio fece costruire nel III secolo aC, correva dritta dal Campidoglio per raggiungere i territori interni più settentrionali, fino ad Ariminum (oggi Rimini) sulla costa adriatica, ad oltre 300 km. di distanza; ulteriore importanza alla porta derivava dal fatto che un'altra via importante, la Cassia, prendeva origine dalla Flaminia a qualche km. dalle mura: tutte le vie di approccio nord-occidentali entravano a Roma da questo punto. La struttura attuale risale al XVI secolo ma riscontri archeologici hanno appurato che questo era lo stesso sito dell'antica porta romana.

Muro Torto

segue un tratto di mura lungo l'altura del Pincio. Questo tratto di muro, così come la strada che si snoda alla base, è stata chiamata Muro Torto per via del suo percorso tortuoso. il muro raggiunge molto presto un'altezza di circa 20 metri, circondando il Pincio sui lati settentrionale e orientale; nell'antichità, le famiglie importanti avevano qui le loro ville con giardino: una di queste era la famiglia dei Pincii, donde il nome che nei secoli è rimasto a questa località.

Porta Pinciana

di seguito si incontra Porta Pinciana

Porta Salaria

Dopo essere stata danneggiata durante la battaglia per la presa di Roma del 1870, la porta venne eliminata ma la sua planimetria è rimasta indicata nella pavimentazione dell'odierna piazza Fiume.

Porta Pia

la merlatura e l'aspetto complessivorivelano come questa struttura sia molto più recente del resto delle mura; in effetti fu fatta realizzare da Pio IV a Michelangelo alla metà del XVI secolo.

Porta Nomentana

si tratta di un ingresso secondario, che con l'apertura di Porta Pia cadde in disuso e venne chiusa.

Porta Tiburtina e Porta San Lorenzo

dopo i'imponente muro di cinta dei Castra Praetoria , il tracciato delle mura risulta interrotto in più punti sino a Porta Tiburtina, per la quale fu utilizzato un preesistente arco dell'acquedotto dell'Aqua Felix. appena superata Porta Tiburtina c'è porta San Lorenzo, un semplice passaggioaperto più di recenteil cui nome deriva dalla vicina basilica.

Porta Maggiore

Proseguendo lungo le mura a quella che una volta chiamata porta Labicana, ora è comunemente chiamata Porta Maggiore, forse la più maestosa fra tutte le antiche porte romane. Proprio davanti alla porta vi è un monumento quanto mai inconsueto: la tomba del fornaio Eurisace.

Porta San  Giovanni

continuando il percorso lungo le mura si costeggia l'anfiteatro Castrense fino a giungere a Porta San Giovanni: si tratta di una porta "moderna" fatta realizzare nel 1574 da Giovanni XIII.

Porta Asinaria

appena pochi metri dopo Porta San Giovanni sorge la molto più antica Porta Asinaria caratterizzata dalle torri che ne rendono l'aspetto imponente

Porta Metronia

era un accesso minore, in quanto nessuna strada principale entrava a Roma da essa; fu restaurata intorno al 1150 e nel XX secolo sono stati aperti altri fornici a fianco di quello antico.

Porta Latina

è una piccola porta che prende il nome dall'omonima via che conduceva verso sud est.

Porta Appia o di San Sebastiano

si tratta sicuramente della porta più meridionale dell'antica Roma; chiamata in origine porta Appia cambiò nome nel medioevo per via delle catacombe di San Sebas a poca distanza da essa. Si tratta forse della porta meglio conservata e imponente dell'intero circuito.

Appena dietro la porta si trovano i resi dell'arco di Druso, del III secoloappartenente all'acquedotto che riforniva le terme di Caracalla.

Porta Ardeatina

il passaggio secondario ora non più in uso perchè a causa del traffico crescente sono stati aperti nel XX diversi fornici. La porta prende il nome dalla direzione della strada che conduceva ad Ardea. Dopo la porta si estende un bastione lungo oltre 200 metri realizzato da Antonio sangallo il Giovane nella prima metà del XVI secolo: si tratta dell'unica parte delle mura aureliane ad essere stata completamente ricostruita.

Porta Ostiense o San Paolo

fu modificata all'epoca dell'imperatore Onorio, che ridusse il numero di passaggi da due ad uno. Ad essa si affianca la Piramide Cestia uno dei monumenti più inconsueti di Roma  e tomba del tribuno Caio Cestio, morto nel 12 A.C.

mura e porte di Trastevere

dopo porta Ostiense le mura raggiungevano le rive del Tevere: qui una pesante catena veniva sospesa attraverso il fiume e faceva le funzioni di una porta: abbassata durante il giorno, veniva sollevata al tramonto, impedendo il passaggio alle navi di entrare a Roma per via fluviale mentre il passaggio rimaneva sguarnito. Tra le porte di Trastevere, tutte ricostruite, vanno ricordate la porta Settimiana, porta Aurelia ( l'odierna porta san Pancrazio) e l'antica porta Portuense.

  2005 Laboratorio Roma