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Viene
anche chiamata Basilica Ostiense, la più vasta di Roma dopo San Pietro.
Fu Costantino che trasformò la "cella memorie" dell'Apostolo delle Genti
in Basilica. Consacrata nel 324, ingrandita poi da Valentiniano II nel
386 e da Teodosio e compiuta con ricchezza dal figlio Onorio. È una
basilica a 5 navate, divise da 80 colonne, la più grande chiesa della
Cristianità, prima del moderno S. Pietro. La sua edificazione risale al
IV secolo d.C., sul luogo dove fu sepolto S. Paolo. La basilica presenta
un campanile di 5 piani, i primi 3 a pianta quadrata, il 4 ottagonale e
l’ultimo a forma di tempietto circolare con colonne corinzie, che fu eretto
in sostituzione di quello precedente, romanico-gotico,
danneggiato, dall’incendio. Interessante all’interno della basilica il
soffitto a lacunari con ricca ornamentazione dorata su sfondo bianco, e
un ciborio di Arnolfo di Cambio, eretto nel 1285, esempio splendido di
arte gotica e sorretto da 4 eleganti colonne di porfido dai capitelli di
marmo dorato, e i mosaici di Pietro Cavallini ed il chiostro cominciato
agli inizi del 1200, ad opera dei Vassalletto.
La
notte dal 15 al 15 luglio del 1823 un incendio la danneggiò gravemente.
Leone XII, con le offerte dei fedeli, la fece riedificare dagli
architetti Pasquale Belli, Pietro Bosio, Pietro Camporese e Luigi
Poletti. Purtroppo molte parti dell'antica chiesa furono demolite e
furono perduti molti affreschi di Pietro Cavallini.
L'incendio risparmiò il ciborio di Arnolfo di Cambio, il candelabro
dei Vassalletto e il mosaico absidale del IV secolo. Dei
Vasselletto è anche il chiostro del XII-XIII secolo, che
presenta colonne di molteplici forme.
Gregorio XVI consacrò il transetto nel 1840 e Pio IX tutta la Basilica
nel 1854. Alla fine del secolo fu eretto il Quadriportico antistante la
facciata. |