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il Ghetto

Il termine sembra abbia origine dal "getto" di Venezia, ossia da una fonderia in cui venivano "gettati" i metalli, ed indica la obbligatorietà, per gli Ebrei, di vivere raggruppati in un solo punto della città, in un quartiere circondato da mura, con un solo portone di accesso, che veniva chiuso dall' esterno al tramonto del sole e riaperto all'alba.

Il portone era sorvegliato da una sentinella, a carico della Comunità ebraica, e nessun ebreo poteva allontanarsi di notte senza essere gravemente punito.

L’istituzione del ghetto risale al XVI secolo e fino a quella epoca gli Ebrei si radunavano in quartieri volontariamente, allo scopo di proteggersi reciprocamente, dato che essi hanno costituito sempre delle minoranze. Questi quartieri venivano chiamati "giudecche' e in alcune città di Italia erano costituiti da una o più vie o piazze, scelte liberamente dagli Ebrei.

Il ghetto invece rappresenta un raggruppamento obbligato e quindi il vivervi non dava più protezione, ma angoscia.

Il Ghetto di Roma ha avuto vita per tre secoli, dal 1555 al 1870.

Nel 1555 fu Paolo IV a decretarne i confini e la chiusura: furono chiuse le porte di accesso e varie finestre e furono creati portoni a spese della Comunità ebraica rinserrata, la quale sentiva la necessità di darsi un reciproco sostegno di fronte a un ambiente estraneo e ostile, quale era la Roma del Governo Pontificio. Le porte del Ghetto rimanevano chiuse dal tramonto all'alba, e chi usciva doveva indossare una sciarpa o un cappello di un colore che lo distinguesse dal resto del popolo romano.Pio IX il 17 aprile 1848 Pio IX ordina l'apertura delle porte del ghetto che sarà abolito nel 1870 e vedrà la demolizione delle mura nel 1885. Gli ebrei romani furono liberi di lasciare il quartiere, e vennero restituiti loro gli stessi diritti civili della popolazione cristiana.

Il vero dramma arrivò nel 1943, quando il 16 ottobre le SS naziste rastrellarono e deportarono nei campi di concentramento più di 1000 ebrei. Tornarono solo in 18.

Ancora oggi questo piccolo quartiere conserva però un'atmosfera particolare, una miscela molto particolare di storia, architettura e tradizione: il Ghetto di Roma rappresenta una realtà sempre viva, una zona urbanistica memoria di un epoca e della storia di un popolo.

 
portico dì Ottavia
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