Le mie passeggiate....la domenica mattina

 

da piazza Venezia a Fontana di Trevi

con Santina, Carlo e Maria, Pio e Annalucia

24 settembre 2006

 

introduzione

Questa passeggiata da piazza Venezia a Fontana di Trevi costituisce un itinerario, stretto e sinuoso, attraverso un susseguirsi di vicoli e di piazze all'interno dei rioni Campo Marzio e Trevi, che incorpora al suo interno spazi aperti e monumenti. L'aspetto attuale e' il risultato di un lungo processo di trasformazione che ha due fasi principali. Nella prima la città medievale si è insediata negli spazi vuoti delle rovine della città classica e ha utilizza come piazze i recinti dei grandi monumenti antichi come il Pantheon ed il tempio di Adriano. Nella seconda fase la città rinascimentale e barocca dei Papi ha riordinato in forme scenografiche le stesse strade e piazze con palazzi e fontane. Il passaggio dall'ombra dei vicoli alla luminosità delle piazze accentua il contrasto tra edifici monumentali ed edilizia minore, tra il disegno delle facciate delle case e la grandiosità delle colonne dei templi.

In una passeggiata come questa, che attraversa parte del Centro Storico di Roma, ci sono naturalmente tante altre cose cose da vedere: la bellezza di alcune stradine, i pezzetti di cielo che si scorgono dalle strade, le madonnelle che mettono in risalto la devozione del popolo romano verso Maria, i resti di alcune grandi statue. Non si può non concludere la passeggiata a Fontana di Trevi, come tanti turisti che vengono a Roma e che qui spalancano gli occhi e lasciano il cuore. Pur se romani, non finiamo mai di stupirci della bellezza di questa nostra città: anche a noi viene la voglia di dire "Arrivederci Roma", arrivederci alla prossima passeggiata.

 

 

Piazza Venezia

Situata quasi al centro geometrico di Roma, ha forma di rettangolo di metri 130 x 75, ed è il punto di confluenza dei principali assi stradali cittadini. E’ delimitata sul lato occidentale da Palazzo Venezia che fu fatto costruire nel 1455, come propria residenza, dal cardinale Pietro Barbo divenuto poi papa con il nome di Paolo II.  Inglobata nel palazzo, sul lato di piazza San Marco, si trova l'omonima basilica, considerata in passato la chiesa dei veneziani a Roma.

La piazza fu risistemata a fine '800 per la realizzazione del Vittoriano, monumento a Vittorio Emanuele II realizzato di fronte a via del Corso, con a destra il Palazzo delle Assicurazioni Generali di Venezia, a sinistra il Palazzo Venezia.

Il Vittoriano è costituito da un'enorme scalinata che conduce all'Altare della Patria; si apre poi in due rampe, che seguono un percorso costellato di statue, fontane, leoni alati. Ai piedi di una statua raffigurante Roma si trova la tomba del Milite Ignoto, che custodisce i resti di uno sconosciuto soldato morto nel primo conflitto mondiale simbolo di tutti i caduti.

Per altre informazioni vedi Piazza Venezia in Passeggiate Romane.

 


Piazza e Chiesa del Gesù

La chiesa del Gesù è legata alla memoria della presenza romana di S. Ignazio di Loyola e chiesa “gesuita” per eccellenza. Si trova nel luogo in cui  il santo stabilì la sua sede romana, presso la preesistente chiesetta di S. Maria della Strada. La chiesa fu consacrata nel 1584, ma la decorazione degli interni fu eseguita nel corso del XVII secolo, mentre ulteriori arricchimenti si ebbero fino a metà dell’Ottocento.

L’interno è a una sola, grande navata, fiancheggiata da ampie cappelle, con volta a botte, secondo le esigenze controriformistiche che richiedevano spazi sacri da ogni punto dei quali fosse visibile l’altar maggiore.

 

 

Piazza del Collegio Romano e Piè di Marmo

Il palazzo del Collegio Romano è ospitato nello stesso isolato della chiesa di S. Ignazio: una volta accoglieva un collegio retto dai gesuiti ed in esso furono formati importanti personalità della chiesa cattolica. Il collegio nel 1870 fu confiscato e trasformato in una normale scuola. Sulla facciata vi sono una campana, due meridiane ed un orologio. Sulla destra vi è una torre costruita nel 1787 come osservatorio. Fino al 1925 ha regolato l’ora di tutti gli orologi di Roma.

 

Piazza e S. Maria sopra Minerva

La chiesa di S. Maria sopra Minerva ha avuto nei secoli una grande importanza per essere la chiesa madre dell'Ordine Domenicano, e deve il suo nome al fatto di essere sorta, secondo la tradizione, sul sito del tempio di Minerva Calcifica. L'attuale edificio fu costruito a partire dal 1280, su progetto, si vuole, di frà Sisto e frà Ristoro, gli stessi che edificarono S. Maria Novella a Firenze. Alla fine del secolo era gia agibile per il culto, ma i lavori proseguirono nel corso del trecento, a rilento per l'assenza della corte papale trasferitasi ad Avignone, fino a che nel 1453 fu costruita la facciata attuale. Nel Seicento l'interno subirà diverse trasformazioni in stile barocco, finchè tra il 1848 ed il 1855 fu effettuato un ripristino piuttosto infelice delle linee gotiche originarie.

L'obelisco che caratterizza la piazza fu concepito per decorare palazzo Barberini, fu scolpito da Ercole Ferrata su progetto del Bernini. L’antico obelisco fu trovato nel giardino del monastero di S. Maria sopra Minerva e successivamente eretto nella piazza. L’elefante, simbolo di intelligenza e pietà, fu scelto per rappresentare le virtù per raggiungere la saggezza.

 

 

Piazza della Rotonda e Pantheon

Questa piazza si trova di fronte al Pantheon, e il grandioso monumento la caratterizza a tal punto che molti romani non ne conoscono neppure il nome: la chiamano semplicemente "la piazza del Pantheon". Il Pantheon è senza dubbio uno tra i più belli monumenti dell'antichità romana: fu costruito da Marco Vipsanio Agrippa. in onore di tutti gli dei. Restaurato da Domiziano dopo l'incendio dell'80 e ricostruito da Adriano nel 110, il tempio è giunto a noi quasi integro. Di particolare interesse la sua cupola, capolavoro della tecnica e dell'architettura romana per essere anche la più grande mai costruita all'epoca, è alta 43 metri e dal diametro di base uguale a quella di San Pietro, 42,56 metri. Nel 609 Bonifacio IV lo consacrò alla Madonna e a tutti i Martiri. All'esterno l'edificio presenta un pronao largo 33 metri e profondo 16, con 16 colonne in granito grigio e rosa. Dal portale con battenti in bronzo si accede all'interno a pianta circolare con sette grandi nicchie che si alternano a otto edicole con colonnine. Si conservano le tombe di Vittorio Emanuele II, Umberto I e della Regina Margherita, oltre a quella di Raffaello Sanzio.

Al centro della piazza, caratterizzata dalle facciate settecentesche degli edifici che vi si affacciano, si innalza un obelisco egiziano, collocato nel 1711 su commissione di papa Clemente XI e decorato con delfini e stemmi.

La fontana in marmo africano fu progettata da Giacomo Della Porta nel 1575 e  realizzata da Leonardo Sormani. Composta da una conca mistilinea alzata da tre gradini e da quattro gruppi di delfini e di maschere con al centro una tazza con acqua zampillante; nel 1711 su ordine del Clemente XI, l'architetto Filippo Barigoni sostituì il catino con una scogliera, sulla quale fu posto l'obelisco di Ramesse II alto sei metri e ornato alla base da quattro delfini eseguiti dallo scultore Vincenzo Felici.

Per informazioni dettagliate vedi Storia architettonica del Pantheon curata da Alessandro La Rocca.

 

 

Piazza Capranica e S. Maria in Aquiro

La piazza prende nome dal palazzo fatto costruire nel 1450 dal cardinale Domenico Capranica per ospitarvi il Collegio per l'educazione degli ecclesiastici, il primo seminario aperto a Roma. Alla sua morte il fratello cardinale Angelo volle creare qui anche la residenza di famiglia e fu così che fece costruire l'edificio sulla sinistra, al quale destinò il collegio, riservando la parte più antica alla famiglia. Palazzo Capranica è uno dei pochi palazzi pre-rinascimentali sopravvissuti al tempo, anche se l'aspetto è il risultato di una serie di aggiunte successive, quando Roma oscillava tra Medioevo e Rinascimento. La piazza ebbe anche altri nomi, quale "piazza degli Orfanelli" per l'ospizio fondato nella chiesa di S. Maria in Aquiro e, in seguito, anche "piazza di S. Maria in Aquiro", dal nome della chiesa. Questa chiesa è di antichissima origine e viene già menzionata come preesistente all’epoca di Gregorio III (731-741). Il termine “Aquiro” è una corruzione di quello originario "a Cyro", derivante dal termine "inquiro", cioè palude, acquitrino, in conseguenza della natura paludosa che la zona aveva originariamente. La chiesa venne affidata da Paolo III, nel 1540, alla Confraternita degli Orfani, che trovò nella casa annessa al tempio una sede per i suoi assistiti, per risolvere il grave problema degli orfanelli (conseguenza del Sacco di Roma del 1527), affidando loro un'educazione ed un'assistenza sanitaria.

Attualmente la chiesa si presenta nell’aspetto voluto dal cardinale Salviati, che nel 1590 ne fece iniziare la ricostruzione a opera di Francesco da Volterra, completata parzialmente dopo il 1602, con l’intervento di Filippo Breccioli e di Carlo Maderno. La facciata fu completata nella parte superiore da Pietro Camporese il Vecchio solo nel 1774, con una rielaborazione del progetto del Braccioli. L’interno è a tre navate divise da otto pilastri e precedute da un atrio, transetto con cupola e abside, con tre cappelle per parte.

 

 

Piazza di Pietra e Tempio di Adriano

L'importanza dell'area di Campo Marzio, in epoca antica, è particolarmente evidente in Piazza di Pietra, così chiamata per la presenza dei resti del grande Tempio dedicato all'imperatore Adriano dal figlio e successore Antonino Pio. L'edificio, realizzato nel 145 d.C., era al centro di una piazza porticata.

Dell'antica struttura ci sono giunte solamente undici delle originarie quindici colonne che formavano uno dei lati lunghi, i blocchi di peperino di parte del muro esterno della cella, mentre rimangono solamente i segni dei marmi che la rivestivano.

Sono anche originali il livello stradale sul quale poggiava il podio del Tempio, alcuni metri più in basso dell'attuale, e parte della cornice che sormonta le colonne. Nel 1879 i resti furono riutilizzati ed inseriti nel palazzo della Borsa e della Camera di Commercio dando vita ad uno dei più significativi esempi di riuso storico.

 

 

Piazza S. Ignazio e S. Ignazio

Vi si arriva passando sotto l'Arco di Dolabella e prendendo la via S. Paolo della Croce.  La basilica sorge su di un gruppo di domus private, databili

La chiesa di Sant'Ignazio è il massimo tempio gesuitico di Roma ed è strettamente collegato all'edificio del Collegio romano, "università" per la formazione di tutti coloro che ambissero ad entrare nell'ordine. Sul luogo dell'attuale chiesa ve ne era una precedente, sorta nel 1562-1566 e dedicata alla SS. Annunziata: risultata troppo piccola per gli studenti che affollavano il Collegio, si procedette alla costruzione di un nuovo tempio a partire dal 1622, ad opera di Orazio Grassi. La costruzione prosegui con alterne vicende fino al 1685, quando per l'esaurimento dei fondi non si procedette oltre con la costruzione della prevista cupola, sostituita dalla finta cupola dipinta da P.Andrea Pozzo. L'interno è a croce latina con un’abside e molte cappelle laterali intercomunicanti.

La piazza è veramente scenografica per l'elegante susseguirsi di edifici ai lati e di fronte alla chiesa.

 

 

Vicoli di Campo Marzio

 

 

Madonnelle

Sono chiamate dai romani "Madonnelle" le edicole sacre di soggetto mariano, che + facile trovare soprattutto nei vecchi rioni agli angoli dei palazzi, di torri, agli incroci di vicoli.  Rappresentano l'espressione popolare della devozione verso la Madonna  che, in alcuni casi, ha dato luogo a vere e proprie opere d'arte. 

 

Questa piccola e semplice edicola, eseguita da un artista del XVIII secolo si trova in piazza di Pietra. E' racchiusa in una cornice ovale e sovrasta una porta. La presenza del giglio, simbolo di purezza, indica che si tratti di una Madonna della Purità.

Questa Madonnella si trova all'incrocio di via dell’Umiltà con via dell'Archetto: rappresenta una Madonna col Bambino che che regge in mano un rosario, inserita in un medaglione ovale con due angeli ai lati. In basso vi è una targa con l'iscrizione Ave Maria di forme elaborate, mentre in alto si trova la colomba dello Spirito Santo.

 

Fontana di Trevi

La Fontana di Trevi è la più monumentale e fra le più note fontane di Roma. Progettata da Nicolò Salvi, è adagiata su un lato di Palazzo Poli. La sua struttura è resa più imponente e fragorosa dalle limitate dimensioni della piazza e dal dedalo di vicoli che bisogna attraversare per arrivarci: aspetti sicuramente finalizzati all’aumento dell'effetto scenografico.

Al centro del complesso monumentale, che si svolge sulla facciata di un palazzo, si trova la statua di Oceano, rappresentato su un cocchio a forma di conchiglia trainato da cavalli alati. Si trovano poi fra le altre sculture, le figure dei tritoni e di animali marini, mitologici o reali.

Per altre informazioni vedi Fontana di Trevi in Passeggiate Romane.