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introduzione
Questa passeggiata
da piazza Venezia a Fontana di Trevi costituisce un itinerario, stretto
e sinuoso, attraverso un susseguirsi di vicoli e di piazze all'interno
dei rioni Campo Marzio e Trevi, che incorpora al suo interno spazi aperti e
monumenti. L'aspetto attuale e' il risultato di un lungo processo di
trasformazione che ha due fasi principali. Nella prima la città
medievale si è insediata negli spazi vuoti delle rovine della città classica
e ha utilizza come piazze i recinti dei grandi monumenti antichi come il
Pantheon ed il tempio di Adriano. Nella seconda fase la città
rinascimentale e barocca dei Papi ha riordinato in forme scenografiche le
stesse strade e piazze con palazzi e fontane. Il passaggio dall'ombra
dei vicoli alla luminosità delle piazze accentua il contrasto tra
edifici monumentali ed edilizia minore, tra il disegno delle facciate
delle case e la grandiosità delle colonne dei templi.
In una
passeggiata come questa, che attraversa parte del Centro Storico di Roma,
ci sono naturalmente tante altre cose cose da vedere: la bellezza di
alcune stradine, i pezzetti di cielo che si scorgono dalle strade,
le madonnelle che mettono in risalto la devozione del popolo romano
verso Maria, i resti di alcune grandi statue. Non si può non
concludere
la passeggiata a Fontana di Trevi, come tanti turisti che vengono a
Roma e che qui spalancano gli occhi e lasciano il cuore. Pur se
romani, non finiamo mai di stupirci della bellezza di questa nostra
città: anche a noi viene la voglia di dire "Arrivederci Roma",
arrivederci alla prossima passeggiata.
Piazza Venezia
Situata quasi al centro geometrico di Roma, ha forma di rettangolo di
metri 130 x 75, ed è il punto di confluenza dei principali assi stradali
cittadini. E’ delimitata sul lato occidentale da Palazzo Venezia
che fu fatto costruire nel 1455, come propria residenza, dal cardinale
Pietro Barbo divenuto poi papa con il nome di Paolo II. Inglobata nel
palazzo, sul lato di piazza San Marco, si trova l'omonima basilica,
considerata in passato la chiesa dei veneziani a Roma.
La
piazza fu risistemata a fine '800 per la realizzazione del Vittoriano,
monumento a Vittorio Emanuele II realizzato di fronte a via del Corso,
con a destra il Palazzo delle
Assicurazioni Generali di Venezia,
a sinistra il Palazzo Venezia.
Il Vittoriano è
costituito da un'enorme scalinata che conduce all'Altare
della Patria;
si apre poi in due rampe, che seguono un percorso costellato di statue,
fontane, leoni alati. Ai piedi di una statua raffigurante Roma si trova
la tomba del Milite Ignoto, che custodisce i resti di uno sconosciuto
soldato morto nel primo conflitto mondiale simbolo di tutti i caduti.
Per altre informazioni
vedi
Piazza Venezia in Passeggiate Romane.
Piazza e Chiesa del
Gesù
La chiesa
del Gesù è legata alla memoria della presenza romana di S.
Ignazio di Loyola e chiesa “gesuita” per eccellenza. Si
trova nel luogo in cui il santo stabilì la sua sede romana,
presso la preesistente chiesetta di S. Maria della Strada.
La chiesa fu consacrata nel 1584, ma la decorazione degli
interni fu eseguita nel corso del XVII secolo, mentre
ulteriori arricchimenti si ebbero fino a metà
dell’Ottocento.
L’interno è
a una sola, grande navata, fiancheggiata da ampie cappelle,
con volta a botte, secondo le esigenze controriformistiche
che richiedevano spazi sacri da ogni punto dei quali fosse
visibile l’altar maggiore.
Piazza del Collegio
Romano e Piè di Marmo
Il
palazzo del Collegio Romano è ospitato nello stesso
isolato della chiesa di S. Ignazio: una volta accoglieva
un collegio retto dai gesuiti ed in esso furono formati
importanti personalità della chiesa cattolica. Il
collegio nel 1870 fu confiscato e trasformato in una
normale scuola. Sulla facciata vi sono una campana, due
meridiane ed un orologio. Sulla destra vi è una torre
costruita nel 1787 come osservatorio. Fino al 1925 ha
regolato l’ora di tutti gli orologi di Roma.
Piazza e S. Maria sopra
Minerva
La chiesa di S. Maria sopra Minerva ha avuto nei secoli una
grande importanza per essere la chiesa madre dell'Ordine
Domenicano, e deve il suo nome al fatto di essere sorta, secondo
la tradizione, sul sito del tempio di Minerva Calcifica.
L'attuale edificio fu costruito a partire dal 1280, su progetto,
si vuole, di frà Sisto e frà Ristoro, gli stessi che edificarono
S. Maria Novella a Firenze. Alla fine del secolo era gia agibile
per il culto, ma i lavori proseguirono nel corso del trecento, a
rilento per l'assenza della corte papale trasferitasi ad
Avignone, fino a che nel 1453 fu costruita la facciata attuale.
Nel Seicento l'interno subirà diverse trasformazioni in stile
barocco, finchè tra il 1848 ed il 1855 fu effettuato un
ripristino piuttosto infelice delle linee gotiche originarie.
L'obelisco che caratterizza la piazza fu
concepito per decorare palazzo Barberini, fu scolpito da
Ercole Ferrata su progetto del Bernini. L’antico obelisco fu
trovato nel giardino del monastero di S. Maria sopra Minerva
e successivamente eretto nella piazza. L’elefante, simbolo
di intelligenza e pietà, fu scelto per rappresentare le
virtù per raggiungere la saggezza.
Piazza della Rotonda e
Pantheon
Questa piazza si trova di fronte al Pantheon,
e il grandioso monumento la caratterizza a tal punto che
molti romani non ne conoscono neppure il nome: la chiamano
semplicemente "la piazza del Pantheon". Il Pantheon è senza
dubbio uno tra i più belli monumenti dell'antichità romana:
fu costruito da Marco Vipsanio Agrippa. in onore di tutti
gli dei. Restaurato da Domiziano dopo l'incendio dell'80 e
ricostruito da Adriano nel 110, il tempio è giunto a noi quasi integro. Di
particolare interesse la sua cupola, capolavoro della
tecnica e dell'architettura romana per essere anche la più
grande mai costruita all'epoca, è alta 43 metri e dal
diametro di base uguale a quella di San Pietro, 42,56 metri.
Nel 609 Bonifacio IV lo consacrò alla Madonna e a tutti i
Martiri.
All'esterno l'edificio presenta un pronao largo 33 metri e
profondo 16, con 16 colonne in granito grigio e rosa. Dal
portale con battenti in bronzo si accede all'interno a
pianta circolare con sette grandi nicchie che si alternano a
otto edicole con colonnine. Si conservano le tombe di
Vittorio Emanuele II, Umberto I e della Regina Margherita,
oltre a quella di Raffaello Sanzio.
Al centro della piazza, caratterizzata dalle
facciate settecentesche degli edifici che vi si affacciano,
si innalza un obelisco egiziano, collocato nel 1711 su
commissione di papa Clemente XI e decorato con delfini e
stemmi.
La fontana
in marmo africano fu progettata da Giacomo Della Porta nel
1575 e
realizzata da Leonardo Sormani. Composta da una conca
mistilinea alzata da tre gradini e
da quattro gruppi di delfini e di maschere con al centro una
tazza con acqua zampillante; nel 1711 su ordine del Clemente XI, l'architetto Filippo Barigoni sostituì il catino con una
scogliera, sulla quale fu posto l'obelisco di Ramesse II
alto sei metri e ornato alla base da quattro delfini
eseguiti dallo scultore Vincenzo Felici.
Per informazioni
dettagliate vedi
Storia
architettonica del Pantheon curata da
Alessandro La Rocca.
Piazza Capranica e S.
Maria in Aquiro
La piazza prende
nome dal palazzo fatto costruire nel 1450 dal cardinale Domenico
Capranica per ospitarvi il Collegio per l'educazione degli
ecclesiastici, il primo seminario aperto a Roma. Alla sua morte il
fratello cardinale Angelo volle creare qui anche la residenza di
famiglia e fu così che fece costruire l'edificio sulla sinistra, al
quale destinò il collegio, riservando la parte più antica alla
famiglia. Palazzo Capranica è uno dei pochi palazzi
pre-rinascimentali sopravvissuti al tempo, anche se l'aspetto è il
risultato di una serie di aggiunte successive, quando Roma oscillava
tra Medioevo e Rinascimento. La piazza ebbe anche altri nomi, quale
"piazza degli Orfanelli" per l'ospizio fondato nella chiesa di S.
Maria in Aquiro e, in seguito, anche "piazza di S. Maria in Aquiro",
dal nome della chiesa. Questa chiesa è di
antichissima origine e viene già menzionata come preesistente
all’epoca di Gregorio III (731-741). Il termine “Aquiro” è una
corruzione di quello originario "a Cyro", derivante dal termine "inquiro",
cioè palude, acquitrino, in conseguenza della natura paludosa che la
zona aveva originariamente. La chiesa venne affidata da Paolo III,
nel 1540, alla Confraternita degli Orfani, che trovò nella casa
annessa al tempio una sede per i suoi assistiti, per risolvere il
grave problema degli orfanelli (conseguenza del Sacco di Roma del
1527), affidando loro un'educazione ed un'assistenza sanitaria.
Attualmente la
chiesa si presenta nell’aspetto voluto dal cardinale Salviati, che
nel 1590 ne fece iniziare la ricostruzione a opera di Francesco da
Volterra, completata parzialmente dopo il 1602, con l’intervento di
Filippo Breccioli e di Carlo Maderno. La facciata fu completata nella parte superiore da Pietro Camporese il
Vecchio solo nel 1774, con una rielaborazione del progetto del
Braccioli. L’interno è a tre navate divise da otto pilastri e
precedute da un atrio, transetto con cupola e abside, con tre
cappelle per parte.
Piazza di Pietra e
Tempio di Adriano
L'importanza
dell'area di Campo Marzio, in epoca antica, è particolarmente
evidente in Piazza di Pietra, così chiamata per la presenza dei
resti del grande Tempio dedicato all'imperatore Adriano dal figlio e
successore Antonino Pio. L'edificio, realizzato nel 145 d.C., era al
centro di una piazza porticata.
Dell'antica
struttura ci sono giunte solamente undici delle originarie quindici
colonne che formavano uno dei lati lunghi, i blocchi di peperino di
parte del muro esterno della cella, mentre rimangono solamente i
segni dei marmi che la rivestivano.
Sono anche
originali il livello stradale sul quale poggiava il podio del
Tempio, alcuni metri più in basso dell'attuale, e parte della
cornice che sormonta le colonne. Nel 1879 i resti furono
riutilizzati ed inseriti nel palazzo della Borsa e della Camera di
Commercio dando vita ad uno dei più significativi esempi di riuso
storico.
Piazza S. Ignazio e S.
Ignazio
Vi si arriva passando sotto l'Arco di Dolabella e
prendendo la via S. Paolo della Croce.
La basilica sorge su di un gruppo di domus private, databili
La chiesa di
Sant'Ignazio è il massimo tempio gesuitico di Roma ed è
strettamente collegato all'edificio del Collegio romano,
"università" per la formazione di tutti coloro che ambissero ad
entrare nell'ordine. Sul luogo dell'attuale chiesa ve ne era una
precedente, sorta nel 1562-1566 e dedicata alla SS. Annunziata:
risultata troppo piccola per gli studenti che affollavano il
Collegio, si procedette alla costruzione di un nuovo tempio a
partire dal 1622, ad opera di Orazio Grassi. La costruzione
prosegui con alterne vicende fino al 1685, quando per
l'esaurimento dei fondi non si procedette oltre con la
costruzione della prevista cupola, sostituita dalla finta cupola
dipinta da P.Andrea Pozzo. L'interno è a croce latina con
un’abside e molte cappelle laterali intercomunicanti.
La piazza è veramente
scenografica per l'elegante susseguirsi di edifici ai lati e di
fronte alla chiesa.
Vicoli di Campo Marzio
Madonnelle
Sono chiamate dai
romani "Madonnelle" le edicole sacre di soggetto mariano, che +
facile trovare soprattutto nei vecchi rioni agli angoli dei palazzi,
di torri, agli incroci di vicoli. Rappresentano l'espressione
popolare della devozione verso la Madonna che, in alcuni casi, ha
dato luogo a vere e proprie opere d'arte.
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Questa piccola e
semplice edicola, eseguita da un artista del XVIII secolo si
trova in piazza di Pietra. E' racchiusa in una cornice ovale e
sovrasta una porta. La presenza del giglio, simbolo di purezza,
indica che si tratti di una Madonna della Purità. |
Questa Madonnella
si trova all'incrocio di via dell’Umiltà con via dell'Archetto:
rappresenta una Madonna col Bambino che che regge in mano un
rosario, inserita in un medaglione ovale con due angeli ai lati. In
basso vi è una targa con l'iscrizione Ave Maria di forme elaborate,
mentre in alto si trova la colomba dello Spirito Santo. |
Fontana di Trevi
La Fontana
di Trevi è la più monumentale e fra le più note fontane di
Roma. Progettata da Nicolò Salvi, è adagiata su un lato di
Palazzo Poli. La sua struttura è resa più imponente e
fragorosa dalle limitate dimensioni della piazza e dal
dedalo di vicoli che bisogna attraversare per arrivarci:
aspetti sicuramente finalizzati all’aumento dell'effetto
scenografico.
Al centro
del complesso monumentale, che si svolge sulla facciata di
un palazzo, si trova la statua di Oceano, rappresentato su
un cocchio a forma di conchiglia trainato da cavalli alati.
Si trovano poi fra le altre sculture, le figure dei tritoni
e di animali marini, mitologici o reali.
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