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introduzione
Trastevere è l’adattamento della locuzione latina trans Tiberim (di là
dal Tevere) ed è ritenuto il quartiere più autenticamente romano, perché
è quello che nei monumenti, nella sistemazione urbanistica, negli usi
degli abitanti è rimasto fondamentalmente autentico e conserva meglio
gli aspetti della tradizione e della storia di Roma.
Il
tessuto urbano, ricco di locali tipici e mercati, si avvolge con un
vasto reticolo di vicoli intorno alla piazza principale di Santa Maria
in Trastevere; durante il giorno sembra quasi di essere in un borgo
medievale piuttosto che in città: botteghe artigiane, negozietti,
mercati, e tanta gente che si ferma volentieri a chiacchierare per
strada. La sera il quartiere si trasforma, e Trastevere diventa una
delle mete preferite per passare una serata.
Nell'antica Roma questa era la zona riservata alla comunità siriaca e,
più tardi, a quella ebraica. Fu ufficialmente inclusa fra le regiones
urbane dall'imperatore Augusto, il quale si fece realizzare qui una
naumachia, stadio acquatico per battaglie navali.
In
seguito, durante l'alto Medioevo, la popolazione di Roma decrebbe
notevolmente; la comunità ebraica un po' alla volta si trasferì sul lato
orientale del fiume (più vicino al centro della città), e quest'area
rimase deserta.
Infatti, quando verso la metà del XII secolo gli amministratori di Roma
concordarono i confini dei dodici nuovi rioni, Trastevere non era
incluso fra di essi; rientrò a far parte del contesto urbano due secoli
dopo, quando la sua superficie si era già estensivamente ripopolata.
Il
rione conservò nei secoli le caratteristiche delle origini, cioè un
aspetto e un carattere di povertà e di provvisorietà che lo
distinguevano dal resto della città e che ne improntavano anche le
costruzioni e la struttura viaria: un ammasso disordinato di case e
casupole distribuite in un groviglio di vie e viuzze orientate sul
Tevere e nel mezzo le primitive chiese di S. Maria in Trastevere e di
S.Crisogono che svettavano su tutte le altre costruzioni. Il rione si
trasformò agli inizi del Cinquecento con l'apertura, ad opera di Giulio
II, di due grandi assi viari: uno corrispondente alle attuali via della
Lungara e via della Scala e l'altro a via della Lungaretta; in pratica,
un rettilineo che collegava il Vaticano da Porta S. Spirito fino al
cuore della città, il Campidoglio e il Palatino.
S.
Maria in Trastevere, su cui convergevano le due strade, divenne il cuore
del rione e questo carattere si accentuò ulteriormente un secolo dopo,
quando Paolo V aprì un terzo asse viario per congiungere la suddetta
chiesa con quella di S. Francesco a Ripa.
Queste
vie furono aperte in un rione popolare e mantennero intatto questo
carattere anche nei secoli successivi: non vi risedettero cardinali, non
vi sorsero chiese sontuose né furono creati palazzi della grande
aristocrazia papalina ma di una più modesta nobiltà cittadina. Per due
secoli e mezzo Trastevere si sviluppò sulla base di questa struttura
urbanistica fino all’unità d’Italia allorché si diede il via ad un nuovo
assetto urbanistico. L'intervento più importante fu, nel 1886,
l'apertura del viale del Re, poi viale del Lavoro e infine viale
Trastevere; il rione uscì stravolto dalla costruzione di questo viale,
che da solo alterò l'intero orientamento della zona e la divise in due
parti che non si sarebbero mai più saldate: le due vie sopra menzionate
della Lungaretta e di S.Francesco a Ripa persero, con l'unità e la
continuità, anche la funzionalità per cui erano state concepite.
La
nostra passeggiata inizia da piazza in Piscinula, all'altezza di Ponte
Cestio dell'Isola Tiberina.
Piazza in
Piscinula
A piazza in Piscinula si trova Casa Mattei, un elegante
complesso di abitazioni trecentesche realizzate per la nobile
famiglia romana e restaurate nel ventennio fascista: nel palazzo ad
angolo con Via della Longarina abitò per un certo periodo il poeta
romanesco Trilussa.
via Arco dei
Tolomei e vicolo dell'Atleta
Da Piazza in Piscinula si prosegue per Via Arco dei Tolomei
che prende il nome dall’arco medievale appartenente all'omonima famiglia nel XIV secolo, ancora visibile anche se
notevolmente rimaneggiato: faceva parte integrante dell'antica torre
dei Tolomei,
oggi irriconoscibile a seguito del taglio dei piani alti e quindi
più bassa degli edifici adiacenti. Girando in Via dei Salumi (che,
come molte altre strade del quartiere, deve il nome ai mestieri dei
bottegai) dalla quale inizia il pittoresco Vicolo dell’Atleta: al
civico n. 14 è possibile vedere una graziosa costruzione
duecentesca, con loggia e archetti su mensole di pietra, e con
iscrizione a caratteri ebraici sulla colonna centrale. È considerata
l’unica sinagoga ebraica antica sopravvissuta nel quartiere, che nel
medio evo era popolato da una cospicua colonia di ebrei romani.
Piazza dei Mercanti e
S. Cecilia
Ritornando in Via dei Genovesi si può prendere Via di Santa
Cecilia che conduce nella piazza dove domina l’omonima chiesa. Di fronte
all’ingresso della Basilica di Santa Cecilia, all’angolo con Piazza dei
Mercanti si può vedere un bell’esempio di casa trecentesca.
La tradizione
vuole che qui vi abbia soggiornato il capitano di ventura Ettore
Fieramosca, reduce dalla Disfida di Barletta nel 1503. Questa bella
casa, seppure restaurata recentemente, mantiene le caratteristiche
originali anche nei particolari, come le eleganti colonne coronate da
capitelli ionici e collegate tra loro da archi in laterizio. Il loggiato
superiore mostra una decorazione ad archetti ogivali poggianti su
piccole mensole marmoree.
La chiesa di Santa Cecilia, notevolmente alterata nei
secoli, conserva un bellissimo ciborio gotico realizzato da Arnolfo di
Cambio nel 1293 e i preziosi mosaici absidali del IX secolo. Nel coro
delle monache è inoltre il celebre affresco con il Giudizio Universale
di Pietro Cavallini, il maggior pittore romano vissuto alla fine del
Duecento.
S. Francesco a
Ripa e piazza Sonnino
Procedendo verso
Vicolo della Reginella in direzione di via del Portico di Ottavia si
può avere un'idea, insieme a quanto già visto in vicolo di S.
Ambrogio, della struttura urbana esistente nell’antico ghetto.
Ritornando su Via dei Genovesi e proseguendo per via della
Luce si arriva a S. Francesco a Ripa. la Ripa cui si fa riferimento
è il porto tiberino di Ripa Grande, sottostante all'attuale
complesso di S.Michele: La
chiesa, secondo una leggenda, sembra sia stata fatta erigere dalla
seguace di S. Francesco, Jacopa Sette Soli. La chiesa fu
probabilmente ricostruita sulla preesistente chiesa di S. Biagio,
conservando gli ambienti in cui soggiornò Francesco quando
venne a Roma in visita al papa nel 1219: nella sua cella sono ancora
conservati il guanciale in pietra e il crocifisso.
Percorrendo via S. Francesco e viale Trastevere si giunge
in Piazza Sonnino, dove è situata una delle più conosciute
costruzioni medievali: la Torre degli Anguillara, più nota come Casa
di Dante.
Nei pressi della piazza si trova la chiesa di San Crisogono,
una delle grandi basiliche medievali di Trastevere; la chiesa
originaria risale addirittura al 499 ed è visibile nei sotterranei,
rimessa in luce dagli scavi avvenuti nel 1924: nell’abside è
conservato un mosaico del XIII secolo ed il campanile, che si
sviluppa per 5 piani, fu realizzato intorno al 1120.
S. Maria in
Trastevere
Percorrendo via della Lungaretta si arriva a piazza S.
Maria in Trastevere da considerare il cuore del rione. Qui si trova
l’omonima basilica di S. Maria in Trastevere, uno dei gioielli
medievali di Roma, con i suoi mosaici è la Cappella Altemps che
conserva la Madonna della Clemenza, del VI secolo, una delle più
antiche tra le immagini della Vergine pervenuteci.
La chiesa sarebbe sorta sulla Taberna meritoria (un ospizio
per soldati feriti), dove, nel 38 a. C., avvenne una miracolosa
eruzione di olio, interpretata successivamente come annuncio della
nascita di Gesù. Al prodigio fu dato il nome di ‘fons olei’,
sorgente d’olio. Nel tempo, il fatto fu diversamente interpretato,
sempre in chiave magica o religiosa: secondo la prima versione
cristiana, l’evento avrebbe annunciato la venuta del Cristo. Per
questo i cristiani chiesero all'imperatore Alessandro Severo (III
secolo) di concedere loro la ‘taberna’ per costruirvi sopra la prima
chiesa.
Sul luogo del prodigio si fondò così, nel IV secolo, la
prima chiesa dedicata nella città al culto della Vergine. In realtà,
più che da un miracolo, l’eruzione fu provocata dalla naturale
fuoriuscita di petrolio dalla terra.
Piazza S.
Egidio e S. Maria della Scala
Lasciando S. Maria e percorrendo vicolo della Paglia si
giunge prima a piazza S. Egidio e quindi a S. Maria della Scala,
un’altra delle chiese romane che devono la loro origine a un’immagine
miracolosa della Vergine attorno alla quale è sorto l’edificio, in
questo caso a partire dall’anno 1593. La costruzione fu
completata solo nel 1610 e la facciata ebbe termine solo nel 1624.
Preceduta da una scalinata e da una cancellata, la facciata è
leggermente convessa al centro. L’interno, a croce latina, a una navata
con tre cappelle per lato e cupola, e coro assai profondo, ha subito dei
restauri nel corso dell’Ottocento.
Vicoli di
Trastevere
In una
passeggiata per Trastevere
ci sono naturalmente tante altre cose cose da vedere, il nostro è
stato solo un suggerimento, ma la miglior passeggiata che si possa
fare a Trastevere
è girovagare senza meta, perdendosi nei vicoli e nelle stradine in cui
convivono attici mozzafiato e panni stesi ad asciugare al sole, vecchi
trasteverini e nuovi residenti provenienti da ogni parte del mondo: a
Trastevere c'è posto per tutti.
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