Le mie passeggiate....la domenica mattina

 

a Trastevere

con Santina, Carlo e Maria, Aurora

10 febbraio 2006

 

introduzione

Trastevere è l’adattamento della locuzione latina trans Tiberim (di là dal Tevere) ed è ritenuto il quartiere più autenticamente romano, perché è quello che nei monumenti, nella sistemazione urbanistica, negli usi degli abitanti è rimasto fondamentalmente autentico e conserva meglio gli aspetti della tradizione e della storia di Roma.

Il tessuto urbano, ricco di locali tipici e mercati, si avvolge con un vasto reticolo di vicoli intorno alla piazza principale di Santa Maria in Trastevere; durante il giorno sembra quasi di essere in un borgo medievale piuttosto che in città: botteghe artigiane, negozietti, mercati, e tanta gente che si ferma volentieri a chiacchierare per strada. La sera il quartiere si trasforma, e Trastevere diventa una delle mete preferite per passare una serata.

Nell'antica Roma questa era la zona riservata alla comunità siriaca e, più tardi, a quella ebraica. Fu ufficialmente inclusa fra le regiones urbane dall'imperatore Augusto, il quale si fece realizzare qui una naumachia, stadio acquatico per battaglie navali.

In seguito, durante l'alto Medioevo, la popolazione di Roma decrebbe notevolmente; la comunità ebraica un po' alla volta si trasferì sul lato orientale del fiume (più vicino al centro della città), e quest'area rimase deserta.

Infatti, quando verso la metà del XII secolo gli amministratori di Roma concordarono i confini dei dodici nuovi rioni, Trastevere non era incluso fra di essi; rientrò a far parte del contesto urbano due secoli dopo, quando la sua superficie si era già estensivamente ripopolata.

Il rione conservò nei secoli le caratteristiche delle origini, cioè un aspetto e un carattere di povertà e di provvisorietà che lo distinguevano dal resto della città e che ne improntavano anche le costruzioni e la struttura viaria: un ammasso disordinato di case e casupole distribuite in un groviglio di vie e viuzze orientate sul Tevere e nel mezzo le primitive chiese di S. Maria in Trastevere e di S.Crisogono che svettavano su tutte le altre costruzioni. Il rione si trasformò agli inizi del Cinquecento con l'apertura, ad opera di Giulio II, di due grandi assi viari: uno corrispondente alle attuali via della Lungara e via della Scala e l'altro a via della Lungaretta; in pratica, un rettilineo che collegava il Vaticano da Porta S. Spirito fino al cuore della città, il Campidoglio e il Palatino.

S. Maria in Trastevere, su cui convergevano le due strade, divenne il cuore del rione e questo carattere si accentuò ulteriormente un secolo dopo, quando Paolo V aprì un terzo asse viario per congiungere la suddetta chiesa con quella di S. Francesco a Ripa.

Queste vie furono aperte in un rione popolare e mantennero intatto questo carattere anche nei secoli successivi: non vi risedettero cardinali, non vi sorsero chiese sontuose né furono creati palazzi della grande aristocrazia papalina ma di una più modesta nobiltà cittadina. Per due secoli e mezzo Trastevere si sviluppò sulla base di questa struttura urbanistica fino all’unità d’Italia allorché si diede il via ad un nuovo assetto urbanistico. L'intervento più importante fu, nel 1886, l'apertura del viale del Re, poi viale del Lavoro e infine viale Trastevere; il rione uscì stravolto dalla costruzione di questo viale, che da solo alterò l'intero orientamento della zona e la divise in due parti che non si sarebbero mai più saldate: le due vie sopra menzionate della Lungaretta e di S.Francesco a Ripa persero, con l'unità e la continuità, anche la funzionalità per cui erano state concepite.

La nostra passeggiata inizia da piazza in Piscinula, all'altezza di Ponte Cestio dell'Isola Tiberina.

 

 

Piazza in Piscinula

A piazza in Piscinula si trova Casa Mattei, un elegante complesso di abitazioni trecentesche realizzate per la nobile famiglia romana e restaurate nel ventennio fascista: nel palazzo ad angolo con Via della Longarina abitò per un certo periodo il poeta romanesco Trilussa.

 

 

via Arco dei Tolomei e vicolo dell'Atleta

Da Piazza in Piscinula si prosegue per Via Arco dei Tolomei che prende il nome dall’arco medievale appartenente all'omonima famiglia nel XIV secolo, ancora visibile anche se notevolmente rimaneggiato: faceva parte integrante dell'antica torre dei Tolomei, oggi irriconoscibile a seguito del taglio dei piani alti e quindi più bassa degli edifici adiacenti. Girando in Via dei Salumi (che, come molte altre strade del quartiere, deve il nome ai mestieri dei bottegai) dalla quale inizia il pittoresco Vicolo dell’Atleta: al civico n. 14 è possibile vedere una graziosa costruzione duecentesca, con loggia e archetti su mensole di pietra, e con iscrizione a caratteri ebraici sulla colonna centrale. È considerata l’unica sinagoga ebraica antica sopravvissuta nel quartiere, che nel medio evo era popolato da una cospicua colonia di ebrei romani.

 

 

Piazza dei Mercanti e S. Cecilia

Ritornando in Via dei Genovesi si può prendere Via di Santa Cecilia che conduce nella piazza dove domina l’omonima chiesa. Di fronte all’ingresso della Basilica di Santa Cecilia, all’angolo con Piazza dei Mercanti si può vedere un bell’esempio di casa trecentesca.

La tradizione vuole che qui vi abbia soggiornato il  capitano di ventura Ettore Fieramosca, reduce dalla Disfida di Barletta nel 1503. Questa bella casa, seppure restaurata recentemente, mantiene le caratteristiche originali anche nei particolari, come le eleganti colonne coronate da capitelli ionici e collegate tra loro da archi in laterizio. Il loggiato superiore mostra una decorazione ad archetti ogivali poggianti su piccole mensole marmoree.

La chiesa di Santa Cecilia, notevolmente alterata nei secoli, conserva un bellissimo ciborio gotico realizzato da Arnolfo di Cambio nel 1293 e i preziosi mosaici absidali del IX secolo. Nel coro delle monache è inoltre il celebre affresco con il Giudizio Universale di Pietro Cavallini, il maggior pittore romano vissuto alla fine del Duecento.

 

 

S. Francesco a Ripa e piazza Sonnino

Procedendo verso Vicolo della Reginella in direzione di via del Portico di Ottavia si può avere un'idea, insieme a quanto già visto in vicolo di S. Ambrogio, della struttura urbana esistente nell’antico ghetto.

Ritornando su Via dei Genovesi e proseguendo per via della Luce si arriva a S. Francesco a Ripa. la Ripa cui si fa riferimento è il porto tiberino di Ripa Grande, sottostante all'attuale complesso di S.Michele:  La chiesa, secondo una leggenda, sembra sia stata fatta erigere dalla seguace di S. Francesco, Jacopa Sette Soli. La chiesa fu probabilmente ricostruita sulla preesistente chiesa di S. Biagio, conservando gli ambienti in cui soggiornò Francesco  quando venne a Roma in visita al papa nel 1219: nella sua cella sono ancora conservati il guanciale in pietra e il crocifisso.

Percorrendo via S. Francesco e viale Trastevere si giunge in Piazza Sonnino, dove è situata una delle più conosciute costruzioni medievali: la Torre degli Anguillara, più nota come Casa di Dante.

Nei pressi della piazza si trova la chiesa di San Crisogono, una delle grandi basiliche medievali di Trastevere; la chiesa originaria risale addirittura al 499 ed è visibile nei sotterranei, rimessa in luce dagli scavi avvenuti nel 1924: nell’abside è conservato un mosaico del XIII secolo ed il campanile, che si sviluppa per 5 piani, fu realizzato intorno al 1120.

 

 

S. Maria in Trastevere

Percorrendo via della Lungaretta si arriva a piazza S. Maria in Trastevere da considerare il cuore del rione. Qui si trova l’omonima basilica di S. Maria in Trastevere, uno dei gioielli medievali di Roma, con i suoi mosaici è la Cappella Altemps che conserva la Madonna della Clemenza, del VI secolo, una delle più antiche tra le immagini della Vergine pervenuteci.

La chiesa sarebbe sorta sulla Taberna meritoria (un ospizio per soldati feriti), dove, nel 38 a. C., avvenne una miracolosa eruzione di olio, interpretata successivamente come annuncio della nascita di Gesù. Al prodigio fu dato il nome di ‘fons olei’, sorgente d’olio. Nel tempo, il fatto fu diversamente interpretato, sempre in chiave magica o religiosa: secondo la prima versione cristiana, l’evento avrebbe annunciato la venuta del Cristo. Per questo i cristiani chiesero all'imperatore Alessandro Severo (III secolo) di concedere loro la ‘taberna’ per costruirvi sopra la prima chiesa.

Sul luogo del prodigio si fondò così, nel IV secolo, la prima chiesa dedicata nella città al culto della Vergine. In realtà, più che da un miracolo, l’eruzione fu provocata dalla naturale fuoriuscita di petrolio dalla terra.

 

 

 

Piazza S. Egidio e S. Maria della Scala

Lasciando S. Maria e percorrendo vicolo della Paglia si giunge prima a piazza S. Egidio e quindi a S. Maria della Scala, un’altra delle chiese romane che devono la loro origine a un’immagine miracolosa della Vergine attorno alla quale è sorto l’edificio, in questo caso a partire dall’anno 1593. La costruzione fu completata solo nel 1610 e la facciata ebbe termine solo nel 1624. Preceduta da una scalinata e da una cancellata, la facciata è leggermente convessa al centro. L’interno, a croce latina, a una navata con tre cappelle per lato e cupola, e coro assai profondo, ha subito dei restauri nel corso dell’Ottocento.

 

 

Vicoli di Trastevere

 

In una passeggiata per Trastevere ci sono naturalmente tante altre cose cose da vedere, il nostro è stato solo un suggerimento, ma la miglior passeggiata che si possa fare a Trastevere è girovagare senza meta, perdendosi nei vicoli e nelle stradine in cui convivono attici mozzafiato e panni stesi ad asciugare al sole, vecchi trasteverini e  nuovi residenti provenienti da ogni parte del mondo: a Trastevere c'è posto per tutti.