Le mie passeggiate....la domenica mattina

 

da via Giulia a Campo de' Fiori

con Santina, Lisetta e Lisa

30 ottobre 2005

 

introduzione

Si tratta di un itinerario nella Roma rinascimentale, che partendo da una delle più belle strade di Roma arriva fino ad una delle piazze storiche ed ancora oggi uno dei luoghi più caratteristici di Roma: Campo de' Fiori. Tutta la zona era caratterizzata dalla presenza di botteghe artigianali e da illustre residenze in un continuo intrecciarsi di vie, stradine e vicoli in uno spazio così ristretto e breve da percorrere con calma, fermandosi a curiosare dentro i numerosi cortili nascosti nei palazzi che si incontrano durante la passeggiata.
Oltre che guardare dentro i portoni ed i cortili, sarà una scoperta incredibile guardare anche in alto, con balconi e tetti dai colori tutti da scoprire.

 

 

Lungo via Giulia

Concepita da Bramante per papa Giulio II all'inizio del secolo XVI, via Giulia è stata la prima strada rinascimentale ad attraversare in linea retta (circa 1 chilometro) un fitto intrico di vicoli medievali: bei palazzi si innalzarono ai lati della via, che fu per un certo tempo la principale della città, mentre oggi è occupata soprattutto da antiquari e restauratori di mobili.
Da lungotevere dei Tebaldi si incontra un arco, il cosi detto Arco Farnese che faceva parte del progetto non realizzato di Michelangelo che avrebbe dovuto proseguire con un ponte sopra il fiume fino alla Farnesina. Sulla sinistra si incontra la fontana del Mascherone in cui una maschera ed una vasca di granito si combinano a formare una fontana barocca.

Dopo l'arco a  sinistra c'è la facciata barocca di S. Maria dell'Orazione a Morte, eretta nel 1575 e riedificata nel 1732-37; sullo stesso lato segue il Palazzo Falconieri, sede dell'Accademia d'Ungheria con facciata del Borromini.

 A destra, S. Caterina da Siena, chiesa edificata nel 1526 e rifatta nel 1760; segue la chiesa dello Spirito Santo dei Napoletani, costruita nel 1572 e poi più volte rimaneggiata nei secoli successivi.

 

 

S. Maria del'Orazione e morte, Palazzo Falconieri, S. Caterina da Siena

S. Maria dell'Orazione e morte appartiene alla omonima confraternita il cui scopo era quello di dare sepoltura e pregare per tutti i morti insepolti e abbandonati nella campagna romana. Costruita nel 1575 fu poi riedificata in pianta ellittica nel 1733 per opera dell'architetto Ferdinano Fuga sepolto nella stessa chiesa. La facciata è a due ordini di colonne, mentre ai lati vi sono due corpi minori con finestre ovali sopra gli accessi. Il movimento interno, ricco di decorazioni e con due cappelle per lato è sovrastato da un'ampia cupola ellittica. Alle pareti, tra le cappelle, affreschi di Giovanni Lanfranco. Nel sotterraneo è possibile visitare quanto resta del vecchio cimitero delle confraternita il 1578 e il 1582.

Il palazzo Falconieri, sorge sull'antico palazzo Odescalchi, ivi innalzato nel XVI secolo e conservato integro fino al 1638,  quando Orazio Falconieri acquistò il palazzo dalla famiglia Farnese, e affidò al Borromini la ricostruzione e l'ampliamento del palazzo.
Borromini lavorò alla ricostruzione dell'edificio con una nuova ala verso il Tevere, iniziata nel 1646. A conclusione dei lavori, protrattisi fino al 1649, l'edificio risultava ampliato e modificato in più zone. L’architetto aumentò la facciata su via Giulia nella quale spicca l’imponente altana con erme di Giano bifronte simboli del moto annuale del Sole e della Luna. Dal 1928 è proprietà dell'Accademia d'Ungheria.

Già nel XIV secolo vi era una presenza di senesi talmente grande a Roma che tutta l'area compresa tra via del Monserrato  ed il Tevere era denominata Castrum Senese. Nel 1526 la Confraternita dei Senesi nata da qualche anno costruì qui la propria chiesa intitolandola alla famosa santa toscana. Numerosi gli interventi di restauro che interessarono l'edificio. Il più importante  fu effettuato verso la fine del XVIII secolo ad opera dell'architetto Paolo Posi. L'interno si presenta a navata unica su cui si aprono due cappelle per lato. Nella chiesa sono esposte tutto l'anno le bandiere delle contrade senesi che il 2 Luglio e il 16 Agosto danno vita al famosissimo palio.

 

 
Scorci

Costruito tra la metà del XII secolo e l'ultimo quarto del XIII secolo sulle rovine dell'antico Tabularium, fu sede dal 1144 del Comune di Roma e del suo più alto rappresentante: il Senatore, responsabile dell'amministrazione della giustizia e degli interessi cittadini.

La facciata principale del palazzo duecentesco si apriva verso la futura piazza del Campidoglio con una serie di loggiati con archi a tutto sesto disposti su tre livelli. Nel corso del Trecento il palazzo comincia a chiudersi come una fortezza; molte arcate dei loggiati furono tamponate e torri-contrafforte costruite da Bonifacio IX, poi da Martino V (1427 circa) e Niccolò V (1451), rinforzarono i fianchi del possente edificio dominato da una torre merlata quattrocentesca..

Michelangelo, tra il 1542 e il 1554, progettò la monumentale scalinata a doppia rampa che svolge la triplice funzione di accesso alla nuova progettata aula del Senatore, raccordo plastico tra la piazza e il palazzo ed elegante ambientazione architettonica per le due colossali statue antiche del Nilo e del Tevere. Alcuni suoi progetti per la facciata furono più tardi ripresi dall'architetto Giacomo della Porta, che la realizzò e completò solo nell'ultimo decennio del Cinquecento. L'antica torre quattrocentesca fu sostituita dalla grandiosa torre campanaria realizzata dall'architetto Martino Longhi il Vecchio tra il 1578 e il 1582.

 

lungo Via Monserrato

Dopo aver superato la breve via che porta a S. Eligio degli Orefici e si arriva a vicolo della Moretta, che dal 1940 a seguito di demolizioni si è trasformato in uno slargo dove spicca l'ex Chiesa di S. Filippo Neri. Qui si imbocca via di Monserrato: appare subito evidente il tono aristocratico della struttura urbanistica della strada grazie alla serie di chiese e di palazzi che vi si allineano.
Per apprezzare adeguatamente il carattere di una strada di una eccezionale nobiltà e unitarietà di carattere come questa, è necessario "osare" la visita ai cortili, magari sbirciando attraverso i portoni d'ingresso. Non mancano vere e proprie scoperte: la frescura di un ninfeo, l'ombra di un portico, i colori delle piante rampicanti, le decorazioni di antichi marmi offrono sempre un senso di grandezza ma allo stesso tempo  di tranquillità che è una caratteristica peculiare di questa zona della vecchia Roma.

 

 

Piazza Farnese

Alla fine di via Monserrato c'è piazza Farnese: la piazza prende il nome dall'imponente palazzo Farnese, costruito per il cardinale Alessandro Farnese dai più grandi artisti dell'epoca, quali Antonio da Sangallo, Michelangelo Buonarroti, il Vignola e Giacomo Della Porta. La piazza si chiamò anche "del Duca" poiché Pier Luigi Farnese era Duca di Parma, e "piazza di Napoli" dai successivi proprietari del palazzo, i Borbone di Napoli, per poi tornare, in seguito, all'attuale denominazione. La piazza risalta per aristocratica distinzione nei confronti del vicino, popolaresco Campo de' Fiori: è caratterizzata dalle due fontane, attribuite a Girolamo Rainaldi. Fino a tutto l'ottocento piazza Farnese era centro d'incontro e di contrattazione per la gente dell'agro oltre che punto di ingaggio della manovalanza. Fu a lungo usata quale spazio adibito all'organizzazione di tornei, corride e feste popolari: fu qui che, per la prima volta nella Roma moderna, si diede seguito al festoso e rinfrescante allagamento estivo, divenuto successivamente una peculiare attrattiva di piazza Navona.

 

 

Palazzo Farnese

E' considerato uno dei monumenti più significativi del Rinascimento italiano ed uno dei più bei Palazzi Romani. Il progetto originario è di Antonio da Sangallo il Giovane, i lavori  furono proseguiti da Michelangelo, e Giacomo della Porta e videro la conclusione solo nel 1589.

Detto anche il "dado" per la sua compattezza, trova il suo carattere distintivo nel maestoso equilibrio della sua mole: il cornicione viene considerato il più bello del genere, insieme con quello di Palazzo Strozzi a Firenze.
Oggi il palazzo è in uso all'Ambasciata di Francia.

 

 

Campo de' Fiori

Collegata a Piazza Farnese da vicolo de' Baullari, Campo de' Fiori è una piazza che conserva tutto il suo fascino medievale. Deve il suo nome alle margherite, ai papaveri, ai fiori di prato, insomma, che un tempo ornavano la piazza, chiusa da un lato da una fila di palazzetti appartenenti alla famiglia Orsini e dall'altro digradante verso il fiume. Verso il 1440, papa Eugenio IV la fece lastricare, così ben presto essa divenne uno dei centri più importanti della città. Era teatro di corse di cavalli, sede di alberghi e locande, vi si esponevano le bolle papali e gli avvisi del governatore ma fu soprattutto famosa per le esecuzioni capitali che all'epoca avvenivano in questa piazza, come quella del 17 febbraio 1600, quando il filosofo Giordano Bruno, considerato eretico, fu posto al rogo.

Il monumento a Giordano Bruno, eseguito da Ettore Ferrari nel 1889, si erge al centro della piazza.

Del 1898 è la fontana, che adorna la piazza, riproduzione di quella del 1590, ora in Piazza della Chiesa Nuova.

Dal 1869 ospita uno dei più caratteristici e famosi mercati di Roma, che ancora oggi conserva alla piazza il tipico  carattere popolare romanesco.