Le mie passeggiate....la domenica mattina

 

sul Campidoglio

con Santina, Carlo e Maria

04 settembre 2005

 

introduzione

E' il più basso dei sette colli di Roma, ma anche il più augusto, perché fu l'acropoli ed il centro religioso della città antica; divenne nell'antichità il simbolo dell'autorità di Roma, la città caput mundi; lo stesso termine "capitale" deriva da Capitolium, nome latino del Campidoglio.

Durante tutta la sua storia questo colle è stata la sede del governo della città; ancora oggi, il Consiglio Comunale di Roma si riunisce nel Palazzo Senatorio.

La collina è alta circa 50 metri sul livello del mare: grazie alla posizione strategica era tra i colli di Roma quello che più si adattava alla funzione di cittadella. Consta di due sommità ancora distinguibili (Arx e Capitolium) separate dalla depressione (Asylum) corrispondente all'attuale Piazza del Campidoglio. L'Arx, sulla parte settentrionale, era la vera rocca, e vi sorgevano il Tempio di Giunone, fondato nel 343 a.C., e il Tempio della Virtus, ora occupata dalla chiesa di S. Maria in Ara Coeli.

Il Capitolium propriamente detto, la parte meridionale, ove si innalzava il Tempio di Giove Ottimo Massimo Capitolino, di cui rimangono pochi resti, è ora occupata dal braccio nuovo del Palazzo dei Conservatori. Fra le due sommità fu costruito (78 a.C.) il Tabularium, sul quale fu eretto il Palazzo Senatorio, che ebbe aspetto di fortezza e fu più volte ricostruito, fino alla definitiva sistemazione michelangiolesca.

A partire dal secolo VI d.C. si ebbe la progressiva decadenza e spogliazione del Campidoglio: pur rimanendo per tutto il Medioevo la sede del senato romano. ormai tra i ruderi ci pascolavano le capre e venne chiamato Monte Caprino. La disposizione attuale degli edifici risale al XVI secolo, quando Michelangelo realizzò la piazza e la scalinata della Cordonata: due dei tre edifici sono oggi destinati a sede dei Musei Capitolini.

 

 

Piazza del Campidoglio

Da Piazza dell'Aracoeli si sale al Campidoglio per tre vie: a sinistra la scalinata della chiesa di S. Maria d'Aracoeli, sulla quale incombe il fianco del Vittoriano; a destra, tra gli alberi, la rampa della Via delle Tre Pile (cosiddetta dalle tre pignatte dello stemma di Innocenzo XII Pignatelli, che la fece costruire), che sbocca sotto Palazzo Caffarelli; nel mezzo, la monumentale Cordonata, disegnata da Michelangelo, al cui inizio sono due leoni egizi di basalto, provenienti dal Serapeo Campense in Campo Marzio, e adattati a fontana da Giacomo Della Porta (1582).

E' la prima piazza di Roma moderna creata su progetto di Michelangelo cui  Paolo III affidò la realizzazione di una piazza monumentale che resuscitasse gli antichi fasti con una veste moderna.

La scenografica soluzione dell'artista fu una terrazza trapezoidale, non di grandi dimensioni (metri 53x63), ma grandiosa e armoniosa per l'impianto architettonico, la giustezza delle proporzioni e la coerenza stilistica, da cui si domina il passato (il Foro Romano) e il presente (la città moderna), gravitante sulla statua equestre di Marco Aurelio, con il Palazzo Senatorio sullo sfondo e i Palazzi Conservatori e Nuovo ai lati. Al progetto di Michelangelo si deve pure la Cordonata che sale alla piazza e la Balaustra, ambedue impreziosite da statue antiche. Gli interventi successivi di Giacomo Della Porta e di Girolamo e Carlo Rainaldi non tradirono, pur modificandolo, il disegno originale.

Il disegno della pavimentazione è stato realizzato nel 1940.

 

 

La statua di Marco Aurelio

Nel centro della Piazza la famosa statua equestre di Marco Aurelio, stupendo esempio di statua imperiale equestre ed uno dei pochissimi bronzi antichi scampati alla distruzione o alla fusione, forse perché si credeva rappresentasse Costantino, primo imperatore cristiano. Fu trasportata nella Piazza del Campidoglio dalla Piazza del Laterano per volere di Paolo III, nel 1538, e posta sopra un elegante piedistallo disegnato da Michelangelo. Nel 1981 la statua, attaccata dalla corrosione dell'inquinamento, è stata rimossa e affidata all'Istituto Centrale per il Restauro. Oggi, ritrovato l’originale splendore, può essere ammirata all’interno dei Musei Capitolini; sul piedistallo, nella piazza, è stata posta una copia.

 

 
Palazzo Senatorio

Costruito tra la metà del XII secolo e l'ultimo quarto del XIII secolo sulle rovine dell'antico Tabularium, fu sede dal 1144 del Comune di Roma e del suo più alto rappresentante: il Senatore, responsabile dell'amministrazione della giustizia e degli interessi cittadini.

La facciata principale del palazzo duecentesco si apriva verso la futura piazza del Campidoglio con una serie di loggiati con archi a tutto sesto disposti su tre livelli. Nel corso del Trecento il palazzo comincia a chiudersi come una fortezza; molte arcate dei loggiati furono tamponate e torri-contrafforte costruite da Bonifacio IX, poi da Martino V (1427 circa) e Niccolò V (1451), rinforzarono i fianchi del possente edificio dominato da una torre merlata quattrocentesca..

Michelangelo, tra il 1542 e il 1554, progettò la monumentale scalinata a doppia rampa che svolge la triplice funzione di accesso alla nuova progettata aula del Senatore, raccordo plastico tra la piazza e il palazzo ed elegante ambientazione architettonica per le due colossali statue antiche del Nilo e del Tevere. Alcuni suoi progetti per la facciata furono più tardi ripresi dall'architetto Giacomo della Porta, che la realizzò e completò solo nell'ultimo decennio del Cinquecento. L'antica torre quattrocentesca fu sostituita dalla grandiosa torre campanaria realizzata dall'architetto Martino Longhi il Vecchio tra il 1578 e il 1582.

 

Palazzo Nuovo

Il Palazzo Nuovo fu costruito solo nel XVII secolo, sotto la direzione di Girolamo Rainaldi e del figlio Carlo.

Il suo orientamento obliquo, che riprende quello del contrapposto Palazzo dei Conservatori, era già segnato in precedenza da un grande muro di contenimento dell'altura di S. Maria in Aracoeli, al centro del quale era stata posta la fontana con la statua del "Marforio", poi sistemata nel cortile del Museo Capitolino. Il nuovo edificio, esternamente identico al Palazzo dei Conservatori, fu caratterizzato da un'organizzazione simmetrica degli spazi interni. La decorazione degli ambienti, con cassettoni lignei impreziositi da dorature al piano nobile, è tuttora conservata.

 

 

Palazzo dei Conservatori

La costruzione del Palazzo dei Conservatori, sede della magistratura elettiva che aveva il compito di amministrare la città, risale alla metà del 1400. L'edificio era caratterizzato nel suo aspetto originario da un porticato al piano terra e da finestre a croce guelfa al piano nobile, oltre che da una fila di finestrelle nel mezzanino. Michelangelo ne ridisegnò la facciata scandendola con paraste giganti di ordine corinzio su alti piedistalli, fiancheggiate da colonne nel portico del pianterreno; come nel Palazzo Senatorio una balaustra con statue concludeva in alto l'edificio. La trasformazione interessò anche la conformazione interna del palazzo, riflessa dalla mutata articolazione delle finestre del piano nobile; quella centrale fu in seguito realizzata da Giacomo della Porta molto più ampia delle altre, in deroga al progetto michelangiolesco.

 

 

I Dioscuri

A guardia della scalinata michelangiolesca che sale a piazza del Campidoglio sono poste le statue dei Dioscuri, Castore e Polluce, figli, secondo l'antica leggenda, di Zeus e di Leda, che in quell'occasione si trasformò in cigno. Sin dal ritrovamento, nella metà del Cinquecento, le due statue subirono numerosi restauri. Si ricorda in particolare il restauro a cui si dovette procedere nel 1744, quando le due statue furono danneggiate dalla folla che vi si arrampicò e che si era riversata a piazza del Campidoglio in occasione del Gioco del Lotto.

 

 

Scorci

 

Santa Maria in Aracoeli

Sorse sul luogo dell'Arce Capitolina fin dal VII secolo. Fu abbazia benedettina nel secolo X e passò ai francescani nel 1250. L'aspetto attuale della chiesa, spaziosa e solenne, è frutto della ricostruzione in forme romanico-gotiche avvenuta ai primi del trecento.
La basilica fu nel medioevo una sorta di foro o centro politico-amministrativo, dove si tennero le riunioni e i dibattiti delle assemblee popolari. Anche in seguito mantenne la sua importanza politica. Ad esempio, vi si svolse il trionfo di Marcantonio Colonna dopo la battaglia di Lepanto (1571), a ricordo del quale venne costruito lo splendido soffitto ligneo.
L'interno appare assai vasto e imponente. Pur attraverso i successivi inserimenti di ornati e di arredi, conserva sostanzialmente la sua originaria ed austera atmosfera francescana. In una cappelletta presso la sacrestia, si conserva il celebre Santo Bambino dell'Aracoeli (una statuetta scolpita in legno di olivo del Getsemani da un francescano alla fine del trecento, rivestita come si usava con i neonati dei tempi andati e adorna di ex-voto preziosi). Alla venerata immagine, che veniva anche portata in carrozza a visitare degenti di alto rango, si collegano secolari devozioni che vanno dalle letterine di ragazzi provenienti da tutto il mondo alla recita dei "sermoni" natalizi che ancora si pratica davanti al presepio, realizzato con pochi personaggi e con una "gloria" di pretta tradizione romana.
La ripida scalinata che porta alla chiesa fu costruita dal 1348 al 1358 utilizzando i marmi di vicini monumenti in rovina.

 

 

Palazzo Clementino e Terrazza Caffarelli

La costruzione, iniziata da Ascanio Caffarelli nel 1538 sulle proprietà della famiglia nelle immediate adiacenze del Palazzo dei Conservatori, fu completata dopo il 1680.
Si affacciava sul Cortile del Palazzo dei Conservatori ed includeva al suo interno due giardini, il Giardino Caffarelli e quello poi denominato Giardino Romano; il palazzo ha subito nel corso dei secoli molte trasformazioni, che ne hanno alterato la conformazione originaria.
Dall'inizio dell'Ottocento alla fine della prima guerra mondiale l'edificio fu occupato dall'ambasciata di Prussia.

Nel 1918 fu recuperato dal Comune di Roma e parzialmente demolito: al posto dei piani alti dell'ala orientale fu ricavata una grande terrazza (Terrazza Caffarelli), mentre al piano terreno, in parte smantellato per gli scavi del tempio di Giove Capitolino, fu allestito un nuovo settore museale (Museo Nuovo).

La Terrazza Caffarelli costituisce un luogo di contemplazione, che affaccia direttamente sul Foro romano e sulla sponda destra del Tevere, verso il Gianicolo. Forse il più esclusivo panorama al mondo.