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Premessa
La Chiesa di Santa Maria del Popolo,in piazza
del Popolo nel rione Campo Marzio, costituisce, tra le chiese di Roma, quasi
un compendio dei vari secoli della storia dell’arte e dell’architettura.
Sono infatti molteplici i percorsi che si
intrecciano in questa chiesa che è una delle più ricche di opere d’arte a
Roma: dalle origini medievali ai successivi rifacimenti rinascimentali e poi
barocchi, il complesso architettonico di Santa Maria del Popolo è
caratterizzato da un singolare eclettismo stilistico dove le decorazioni
scultoree berniniane e i virtuosismi pittorici caravaggeschi rappresentano
al meglio il senso di una molteplicità di espressione artistiche in cui
Rinascimento e Barocco sono armoniosamente congiunti.
In quanto posta nelle immediate vicinanze
dell’antica Porta Flaminia, la Chiesa di Santa Maria del Popolo rappresentò
sempre, fin dalla sua fondazione, il primo luogo di devozione per chiunque
entrasse, provenendo da Nord, in Roma.
Da Sisto V fu anche elevata a basilica
supplente nel novero delle Sette Chiese e come tale fu utilizzata nell’anno
santo del 1625 in sostituzione della basilica di San Sebastiano, chiusa per
un’epidemia dilagante fuori le mura in quel tempo.
La chiesa, dal 1587, è sede del titolo
cardinalizio di “Santa Maria del Popolo”.
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Santa Maria del
Popolo in una incisione di Giuseppe Vasi del 1752 |
Storia di
Santa Maria del Popolo
La tradizione vuole che sia stata fatta
edificare da Pasquale II a spese del popolo romano e che per questo
abbia avuto la denominazione “del Popolo”, passata poi alla piazza.
I romani risposero infatti ad una sorta di
sottoscrizione per la costruzione di quella che doveva essere una
piccola cappella: si trattava infatti di liberare la zona da una
molteplicità di demoni che rendevano dura la vita di coloro che dovevano
passare per la porta Flaminia. Questo affollamento di cattivi spiriti
era dovuto alla presenza in quel luogo della tomba dell’imperatore
Nerone posta alle pendici degli “horti” appartenenti alla sua famiglia.
La piccola chiesetta edificata nel 1099,
fu ingrandita da Gregorio IX nel 1227 e all’antica chiesa fu annesso un
convento affidato ai frati dell’Ordine Agostiniano.
Tra il 1471 e 1477, nell’ambito di quella
estesa attività di rinnovamento della città, promossa da papa Sisto IV,
tutto il complesso venne rimodernato e ampliato su progetto di Baccio
Pontelli e Andrea Bregno, ed assunse quello che è l’attuale aspetto; la
chiesa e il monastero furono affidati ai frati agostiniani della
Congregazione di Lombardia.
Risalgono invece ai primi anni del XVI
secolo i lavori ad opera di Donato Bramante per il rifacimento del coro
absidato, della costruzione della Cappella Chigi su disegno di
Raffaello; poi intervengono le modifiche del 1600, con l'aggiunta delle
cappelle del transetto, la sostituzione dell'altare maggiore, il
rifacimento decorativo diretto da Gian Lorenzo Bernini tra il 1655 e il
1659, e l'aggiunta della Cappella Cybo di Carlo Fontana, che le hanno
definitivamente dato la chiara impronta barocca che si può ammirare
ancora oggi.
All’esterno vi era il grande convento
che era
organizzato attorno a due chiostri, di cui uno si estendeva fin verso la
metà dell’attuale emiciclo. All’inizio del 1800 nell’ambito della nuova
sistemazione di piazza del Popolo e del Pincio operata dal Valadier, il
vecchio convento venne distrutto per realizzare l’attuale piazza. Il
nuovo, sul quale svetta il campanile di stile quattrocentesco con la
caratteristica terminazione conica, è opera dello stesso Valadier.
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S. Maria del Popolo in
una guida di Roma del 1588 |
La Guglia della Madonna del
Popolo, 1645 |
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Facciata |
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facciata, cupola
e campanile |
Architettura e capolavori d'arte della
chiesa
Santa Maria del Popolo, così come rifatta
sotto Sisto IV rappresenta una delle tappe obbligate del rinascimento in
Roma: al pari di altre chiese dello stesso periodo come Sant’Agostino e San
Pietro in Montorio, presenta una facciata di una semplicità quasi austera,
suddivisa in due ordini e sormontata dal timpano. La facciata in travertino,
a due ordini, inquadrata da lesene e coronata dal timpano, fu rielaborata
dal Bernini che l’ha modernizzata eliminando i diaframmi delle bifore e gli
elementi interni che costituivano la “ruota” del rosone centrale: tutto ciò
per convogliare maggiore luce all’interno.
Accanto alla cupola su tamburo ottagonale
s'innalza il campanile in laterizio con cuspide conica in cotto e con
quattro pinnacoli angolari in stile tardo-gotico padano.
La scalinata dona poi all’accesso una indubbia
maestosità alla stregua di un antico tempio romano posto su un alto
basamento, anche se probabilmente la sua funzione originale era quella di
protezione dai frequenti allagamenti del Tevere.
La pianta interna è a croce latina suddivisa
in tre navate con volta a crociera e quattro cappelle per lato; termina con
un ampio transetto, sul quale affacciano quattro cappelle, una cupola ed un
profondo presbiterio.
Di grande importanza le opere pittoriche
all’interno: evidenziamo nella volta del coro gli affreschi del Pinturicchio
dell’Incoronazione di Maria; nella Cappella Cerasi due capolavori del
Caravaggio quali la Conversione di San Paolo e la Crocifissione di San
Pietro e la pala d’altare, raffigurante l’Assunzione della Vergine di
Annibale Carracci; nella Cappella Della Rovere la Natività con San Girolamo
del Pinturicchio.
La “Madonna” che orna l’altare maggiore,
probabile opera bizantina del XII secolo, secondo una tradizione molto
radicata sarebbe opera dell’evangelista Luca e qui trasferita dalla basilica
di San Giovanni in Laterano per volontà di papa Gregorio IX nel 1235. Questa
immagine della Madonna, ritenuta anche miracolosa, costituì un luogo di
forte attrazione per i fedeli.
Notevole la Cappella Chigi nella navata
sinistra, disegnata da Raffaello e completata dal Bernini.
Nella chiesa di Santa Maria del Popolo,
pertinenze incluse, si trova poi la più estesa presenza di grandi monumenti
sepolcrali marmorei realizzati tra la fine del XV secolo e la prima metà del
XVI secolo. È da ricordare comunque che molti di questi monumenti non
occupano più il luogo originario e questo sia a causa delle trasformazioni
berniniane ma anche a causa di quelle dell’inizio del XIX secolo, seguite
alla distruzione del grande convento, per realizzare la Piazza del Popolo ad
opera di Giuseppe Valadier.
Tra i numerosi i monumenti funebri sono da
rilevare il sepolcro del cardinale Ascanio Sforza e il sepolcro di Girolamo
Basso della Rovere, ambedue di Andrea Sansovino. Molto stravagante il
monumento funebre di Giovanni Battista Ghisleni, che raffigura uno scheletro
di marmo giallo avvolto in un sudario bianco che si aggrappa alle sbarre del
sepolcro.
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Pianta della
Chiesa |
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Interno |
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Volta della Cupola |
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Pinturicchio- Natività con S.
Girolamo |
Icona della "Madonna del
Popolo" |
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Carracci -L'Assunzione |
Caravaggio-La
Conversione di S. Paolo |
Caravaggio-La
Crocifissione di S. Pietro |
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Bernini- Abacuc e l'Angelo |
Bernini- Daniele ed il leone |
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Sepolcro di Giovanni Battista
Gisleni |
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Santa Maria del
Popolo in una stampa di Giovanni Maggi del 1625 |
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