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Premessa
Per quanto l’architettura barocca romana abbia
prodotto i suoi migliori capolavori dopo il 1630, alcune delle intenzioni
basilari del barocco si manifestarono molto prima, in particolare durante il
Tardo Rinascimento. La motivazione alla base di questo obiettivo era quello
di creare condizioni ed ambienti che avessero forti impatti emotivi e
persuasivi, e di considerare ogni singolo edificio come espressione di un
sistema di valori universali. Si determinò quindi un sistema in cui chiese e
palazzi cominciarono ad interagire con gli spazi circostanti e con gli
ambienti che facevano loro da contorno: questo, in virtù dell’introduzione
di un asse longitudinale che “aprì ” le forme architettoniche tradizionali,
sufficienti per se stesse. La disposizione interna degli edifici divenne,
quindi, anche una funzione dell’asse principale: le chiese, comunque,
costituendo il “focus” principale di un sistema significativo complesso,
avevano anche bisogno di un asse verticale intorno al quale lo spazio
principale fosse organizzato ed esteso. Queste intenzioni generali si
manifestarono subito nei lavori di Giacomo della Porta che è stato ed è
tuttora considerato da molti un architetto di secondaria importanza. Ciò può
essere dovuto al fatto che egli principalmente abbia terminato i progetti di
altri architetti o che abbia lasciato molti dei suoi edifici da completare
ai suoi allievi e successori. Ad ogni modo, è stato dimostrato come il della
Porta abbia avuto un potere inventivo eccezionale, dando un apporto
essenziale allo sviluppo del barocco romano di chiese e di palazzi, come nel
caso specifico della chiesa della Madonna dei Monti (1580), che divenne in
seguito un esempio tipico da seguire ed imitare.
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Santa Maria ai
Monti in una incisione di Giuseppe Vasi |
Storia di
Santa Maria ai Monti
La chiesa della Madonna dei Monti, si
trova al centro del rione Monti ed è una di quelle chiese-gioiello, non
molto nota e spesso dimenticata dai romani, erede di una storia lunga e
di una ricchezza spirituale straordinaria. Nel luogo in cui sorse la
chiesa vi era un antico monastero del XIII secolo che ospitava una
comunità di Clarisse. All’inizio del XV secolo in una sala del monastero
fu affrescata l’immagine della Madonna con il Bambino e alcuni Santi.
Quando la comunità delle Clarisse abbandonò il complesso, le sale del
monastero furono adibite sia ad abitazioni che ad altri scopi e
addirittura una, come la sala dell’affresco, fu utilizzata come fienile.
Ma proprio lì, davanti a questa immagine, un giorno di aprile del 1579
l'edificio fu interessato da numerose scosse, simili ad un terremoto, e
tutti gli abitanti pensarono fosse infestato dagli spiriti. Si udì anche
una voce che pregava di non far male al bambino: a parlare era stata un
affresco rappresentante la Vergine con il Bambino, rinvenuto in una
cavità di un muro. La notizia, naturalmente, si sparse per tutta Roma,
richiamando un gran numero di persone; iniziarono a verificarsi
guarigioni miracolose. Il ripetersi dei miracoli e la gran folla che
ogni giorno si accalcava dinanzi alla casa convinsero papa Gregorio XIII
a far rimuovere l’affresco e a dare incarico a Giacomo della Porta, che
aveva già portato a compimento la costruzione della chiesa del Gesù
iniziata da Jacopo Barozzi, detto "Il Vignola", di costruire la chiesa
di Santa Maria ai Monti dove custodire l’immagine miracolosa della
Vergine col Bambino. La Chiesa di Santa Maria dei Monti fu la seconda
chiesa dell’Ordine dei Gesuiti dopo la chiesa del Gesù, ed anch’essa,
come la precedente, costituì il modello sul quale furono costruite
migliaia di altre chiese in tutto il mondo.
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S. Maria ai Monti |
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vista da un terrazzo |
Architettura della
chiesa
La chiesa è un tipico esempio di architettura
della Controriforma, il cui modello si nota anche nella facciata della
chiesa del Gesù. La costruzione della chiesa è considerata come una svolta
importante nella storia dell'arte, perché portata avanti secondo lo spirito
dei decreti del Concilio di Trento: fu progettata a navata unica, perché
l'attenzione dei fedeli fosse concentrata sull'altare e sul celebrante.
Dando tanta importanza alla direzione unica dell’interno della chiesa,
concentrandosi sull’asse principale longitudinale, e sull’ascesa verticale,
affermando notevolmente il trama sculturale delle forme delle colonne,
Giacomo della Porta smussò l’equilibrio e la regolarità nell’architettura
sacra del Rinascimento. Insieme con il movimento forzato in avanti della
navata, la facciata rappresentò una nuova “psicologia” dell’architettura in
cui la chiesa fu orientata verso il fedele. Fu la combinazione delle forme
dinamiche di Michelangelo e la fortissima tensione della chiesa della
Madonna ai Monti alla preghiera e alla venerazione, a creare un forte ponte
dall’architettura del Rinascimento a quella del Barocco. Da notare che sulla
progettazione della chiesa della Madonna dei Monti di Giacomo della Porta
esercitò una grande influenza la pianta longitudinale della chiesa del Gesù
del Vignola. Infatti fu proprio Giacomo della Porta a completare la chiesa
del Gesù, dopo la morte del Vignola e a disegnare sia la facciata principale
che la cupola della chiesa ad imitazione della cupola della Basilica di San
Pietro in Vaticano, dopo la morte di Michelangelo, quando egli divenne il
capo della “fabbrica”. La Chiesa della Madonna ai Monti, realizzata con uno
stile tra il rinascimentale ed il barocco, ebbe una grande influenza
sull'architettura sacra delle chiese barocche in Italia e nel mondo, fino ad
ispirare il termine, oggi assai contestato, di "stile gesuitico". All’apice
dello sviluppo dello stile barocco (1630-1660), l’architettura barocca
romana fu austera negli effetti e magnifica nelle forme, ma le sue origini
furono piuttosto semplici e modeste. Gli edifici che segnarono l’inizio di
quel nuovo stile sono difficili da distinguere da quelli che li
precedettero. Nelle chiese barocche, gli spazi guadagnarono una nuova
importanza costitutiva in quanto furono disegnati con elementi spaziali
intercambiabili, modellati secondo forze interne ed esterne. Si potrebbe,
naturalmente, anche parlare di spazi in rapporto all’architettura del
Rinascimento, ma come un uniforme continuum suddiviso da membri
architettonici geometricamente disposti. Gli spazi barocchi che seguirono il
Rinascimento, al contrario, non potevano essere percepiti ed eseguiti in
quel modo perché essi contenevano forti differenze di qualità, correlate a
proprietà quali movimento, aperture e chiusure. Molti esperti di
architettura barocca dissero che ”la più grande innovazione fu che lo spazio
non circondò l’architettura ma, invece, la creò”. La pianta di questa chiesa
mostra una disposizione longitudinale, di tipo a croce latina, con tre
cappelle per parte, un grande transetto e un’ abside non troppo sporgente.
Sull'altare maggiore è possibile ammirare la miracolosa immagine della
Vergine con Bambino a cui si deve l'edificazione della chiesa. Per quanto il
Vignola avesse disegnato diverse facciate, il Cardinale Farnese trovò che
nessuna di esse fosse soddisfacente, in quanto riteneva che il progetto
della facciata proposto dall’ormai vecchio architetto non riflettesse lo
spirito dei nuovi tempi. Scelse così il progetto della facciata del più
giovane Giacomo Della Porta, un architetto la cui buona reputazione era
basata sul suo successo nel portare a termine alcuni progetti incompleti di
Michelangelo, dopo la sua morte, nel 1564. La facciata progettata dal Della
Porta ebbe un nuovo effetto paragonato alle chiese rinascimentali romane a
due piani, con le loro rientranze o vani di uguali dimensioni e aspetti.
Giacomo Della Porta, allievo del Vignola e di Michelangelo, modificò infatti
il progetto originario, inserendo nella parte superiore due volte laterali.
La facciata, derivata da quella del Gesù, progettata dal Vignola, si
presenta a due ordini di lesene. Con i volumi, le masse ed i giochi di luci
ed ombre che anticipavano il Barocco, la facciata fu attentamente orientata
verso le vie e la piazza circostante: la chiesa si erge maestosa, come un
grande portale che invoglia i viandanti ed i fedeli ad entrare all’interno.
La monumentalità della facciata è un effetto dovuto allo slancio verticale
enfatizzato da numerosi elementi classici: le colonne e i due ordini
pilastri corinzi raddoppiati, collegati tra loro da volte, così come la
“timpanatura” del portale d’accesso, punto focale dell’intera facciata.
Sopra il portale fu posta un'iscrizione di dedica. Ai lati furono inserite
due nicchie votive. La cupola riprodusse, in piccolo, quella di San Pietro,
a otto spicchi, con tamburo finestrato.
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Facciata |
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Cupola |
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L'interno |
L'affresco della volta |
Opere d'arte della
chiesa
Risalgono al 1599 le statue di Giovanni
Anguilla con i quattro profeti maggiori dell'Antico Testamento che si
trovano nelle nicchie della cupola. L'abside fu decorata da Giacinto
Gimignani e Cristoforo Casolani; quest'ultimo dipinse gli affreschi dei
quattro Evangelisti che si trovano nella cupola e gli affreschi del soffitto
che rappresentano l'Ascensione, Angeli e Dottori della chiesa. In ognuna
delle otto sezioni della cupola sono rappresentate scene della vita della
Beata Vergine di vari artisti, mentre nelle volte e negli archi delle
cappelle sono posti stucchi rappresentanti angeli opera di Ambrogio
Buonvicino. L'altare maggiore, opera del Della Porta, è costituito da una
edicola sormontata dalle statue del Salvatore tra Angeli e contenente la
miracolosa immagine della Vergine con il Bambino più conosciuta come Madonna
dei Monti, alla quale si deve l'edificazione della chiesa. Le cappelle di
sinistra contengono lavori di Durante Alberti (Annunciazione), Cesare Nebbia
(Adorazione dei Magi ed Il sogno di San Giuseppe, e Girolamo Muziano
(Natività). La prima cappella a destra contiene un dipinto della Madonna con
bambino e San Carlo Borromeo, e scene della vita di San Carlo Borromeo opera
di Giovanni da San Giovanni. Nella seconda cappella a destra si trovano i
dipinti della Pietà, copiata da quella di Lorenzino da Bologna da Antonio
Viviano, il portar della croce sul Calvario del Nogari e la Resurrezione del
Salvatore di Giovanni Battista Lombardelli della Marca. Nella terza cappella
si trova un dipinto dell’Annunziata del Guidotti. Nel soffitto si trova un
affresco di Cristoforo Casolani, che ha dipinto l’Ascensione, gli Angeli e i
Dottori della Chiesa. Nella volta e negli archi delle cappelle vi sono degli
angeli di stucco, opere di Ambrogio Buonvicino.
In Santa Maria ai Monti si trova la tomba del
santo francese Benoit-Joseph Labre che morì nel 1783 fuori della chiesa. I
suoi vestiti sono custoditi come reliquie.
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L'immagine miracolosa della
Madonna con il Bambino |
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Sepolcro di S. Benedetto
Giuseppe Labre |
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