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Introduzione
In alcune delle mie precedenti ricerche ho
cercato di dimostrare come il desiderio di arrivare ad una unificazione
degli schemi tradizionali longitudinali centralizzati ebbe come conseguenza
la creazione di ”piante longitudinali centralizzate” e di “piante
centralizzate allungate”, comunemente chiamate piante a “croce latina”.
Nella ricerca su questa chiesa sono pervenuto
alla conclusione che nella pianta del De Rossi furono raggruppati tutti i
tipi tradizionali dell’architettura di quel periodo. In essa si trova la
croce latina interpretata come una successione di due organismi
centralizzati; il primo di questi due organismi può essere interpretato come
una navata biassiale così come un ovale radiante, facendo di questa pianta
anche un edificio a croce greca allungata.
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S. Maria
Maddalena in una stampa di Giuseppe Vasi |
Storia e architettura di
Santa Maria Maddalena
La Chiesa di Santa Maria Maddalena è nel rione
Sant’Eustachio, si affaccia sulla piazza omonima, e rappresenta certamente
uno dei pochi esempi della arte barocca-rococò a Roma. Dedicata alla
Maddalena del Vangelo, è sorta su una cappella del Trecento e affidata nel
1586, con l'annesso ospedale, a San Camillo de Lellis come sede della
Compagnia dei Ministri degli Infermi, fondata dal santo quattro anni prima.
Nel 1621, dopo aver ottenuto da papa Urbano VIII la concessione di
realizzare il lavoro, i Camilliani ampliarono la piazza antistante, con
l'intenzione di dotare il loro sacro edificio di uno spazio adeguato.
Iniziarono anche i lavori per la riedificazione della chiesa stessa, che si
protrassero per quasi un secolo, con la realizzazione della cupola e della
volta da parte di Carlo Fontana nel 1673, e con il completamento della
facciata di Giuseppe Sardi nel 1735. La facciata, bellissimo esempio di
stile rococò, è concava, interamente decorata a stucchi, a due ordini, nei
quali si aprono, a lato del portale d'ingresso e del finestrone superiore,
quattro nicchie che contengono altrettante statue raffiguranti San Camillo
de Lellis e San Filippo Neri, nella parte inferiore, e Santa Maria Maddalena
e Santa Marta nella parte superiore. L'opera fu ampiamente criticata e
indicata come "non plus ultra del gusto stravolto" o "chiesa di zucchero",
perché ricordava la decorazione di una torta. Si deve dire che lo stile
rococò era considerato scarsamente mistico, e quindi inadatto ad una chiesa
dell'apostolo della carità ospedaliera quale era San Camillo, ma la grazia
e la relativa originalità dell'edificio nel contesto urbano, rendono questa
facciata meritevole di grande attenzione e fascino. L'interno costituisce
una splendida integrazione dell'impianto architettonico tardo-barocco del De
Rossi con le successive decorazioni rococò: è a navata unica, di forma
ottagonale allungata, con due grandi cappelle ai lati, quella a destra
dedicata a San Camillo de Lellis e quella a sinistra a San Nicola di Bari.
Segue la cappella dell'altare maggiore, con il catino dell'abside affrescato
(raffigurante un Gesù che predica ed una biondissima Maddalena alla sua
destra e, sopra l'altare, altra grande tavola con la Maddalena in preghiera)
e, a sinistra, la cappella delle reliquie e l'ingresso alla sacrestia. Gran
parte della chiesa fa poi riferimento a San Camillo de Lellis, con numerosi
affreschi che illustrano episodi della sua vita, le sue spoglie contenute in
un'urna e un Crocifisso ligneo del Cinquecento presso il quale il Santo
sostava in preghiera e che miracolosamente gli avrebbe parlato, muovendo
anche la testa e le braccia. Molto belli sono i confessionali in legno
intarsiato, del 1762.
Anche la sagrestia, opera di Girolamo Pesci
del 1739, costituisce un intatto ambiente settecentesco che ancora conserva
integro il mobilio originario, dipinto a finti marmi, un unicum tra gli
arredi sacri, tanto da essere considerata tra le più belle di Roma. Vanta,
tra l’altro un eccezionale organo con cantoria in legno e figure allegoriche
in stucco del 1740. La seconda cappella a destra conserva una immagine
cinquecentesca della Madonna della Salute, così come assai venerata è la
statua lignea di Santa Maria Maddalena risalente al Quattrocento e alla
quale è legato il ricordo di un miracolo avvenuto durante la piena del
Tevere avvenuta nel 1598: la statua fu vista in piedi sulle acque, spostarsi
da una cappella laterale fino all'altare maggiore, sul quale si fermò.
Fino alla fine dell’ottocento i Romani, in
occasione della ricorrenza della morte di San Camillo, si recavano in questa
chiesa per ricevere una speciale acqua benedetta, nella quale vi era
mescolata una piccola quantità di polvere ricavata dalla tomba del santo,
rimedio contro ogni male.
Il convento annesso alla chiesa della
Maddalena, a sinistra della facciata, fu costruito tra il 1680 ed il 1707 su
disegni di Carlo Francesco Bizzaccheri, e conserva ancora dei ricchi
ambienti interni decorati con affreschi, tele e stucchi.
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Facciata di S. Maria
Maddalena |
Pianta della piazza e della chiesa di S. Maria
Maddalena aggiornata da A.L.R. nel 2009 |
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Facciata di S. Maria
Maddalena - dettaglio |
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Altare Maggiore e Cupola
di S. Maria Maddalena e dettaglio |
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cupola |
Curiosità
La facciata rococò della Maddalena, costruita
nel 1735, sintetizza l’amore per la luce e per il movimento dell’arte tardo
barocca. Le sue curve richiamano quelle di San Carlo alle Quattro Fontane di
Borromini. La facciata è stata accuratamente restaurata, nonostante le
proteste dei neoclassicisti contro i suoi stucchi dipinti. Le piccole
dimensioni della Maddalena non scoraggiarono i decoratori del XVII e del
XVIII secolo che riempirono l’interno di decori dal pavimento fino
all’elegante cupola. La cantoria con l’organo e il coro rappresentano
altrettanti esempi del desiderio dell’arte barocca di suscitare la
meraviglia dei fedeli. Molti dei dipinti e delle sculture sono influenzati
dalle nuove figurazioni della Controriforma. Nelle nicchie della navata, per
esempio, le statue sono allegorie di virtù quali l’Umiltà e la Semplicità.
Vi sono anche scene della vita di San Camillo, che morì nel convento
adiacente nel 1614. La chiesa apparteneva ai suoi seguaci, i camilliani, un
ordine molto attivo negli ospedali di Roma.
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Sagrestia |
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organo |
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S. Maria Maddalena-statua
lignea del XV sec. |
Madonna della Salute (tela del
sec. XVI) |
Conclusioni
La piccola chiesa di Santa Maria Maddalena del
De Rossi rappresentò una degna conclusione dell’architettura religiosa della
Roma del Seicento. Il suo contributo essenziale consiste nella forma
spaziale unificativa della navata, basata su una continua successione di
spazi alternativamente larghi e stretti. La prima e l’ultima cappella furono
progettate parallele all’asse longitudinale della pianta, mentre le cappelle
più interne costituiscono una dilatazione laterale dello spazio. L’asse
trasversale, comunque, ebbe soltanto una importanza secondaria poichè tende
a terminare dentro degli spazi stretti che contenevano dei confessionali. Le
direzioni diagonali furono accentuate da alti archi interrotti da
trabeazioni. Per mezzo di queste articolazioni delle pareti il De Rossi fu
in grado di dare alla navata la sua indipendenza spaziale, e allo stesso
tempo riuscì ad integrarla organicamente con la cupola che fu collocata al
di là della campata centrale. In questo modo l’edificio soddisfò il doppio
scopo di essere una chiesa congregazionale ed un santuario per venerare la
Madonna.
La stessa doppia funzionalità architettonica e
religiosa fu ottenuta dal de Rossi nella più grande e sontuosa chiesa di
Santa Maria in Campitelli, pur nella diversità delle dimensioni dei due
complessi.
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Chiesa e Casa di
S. Maria Maddalena- incisione di Antonio Lafrery per una carta
topografica di Roma del 1577 |
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